Il 2 marzo torna l’appuntamento con "Domenica al museo", l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali. Per quanto riguarda l’Umbria porte aperte per #domenicalmuseo, senza pagare il biglietto, in quattordici musei e luoghi della cultura statali: da Perugia a Terni, da Città di Castello a Orvieto fino a Spoleto e Gubbio.
In un precedente articolo il focus era su quei parchi archeologici da non perdere in Umbria. Ora si andrà a conoscere meglio cinque dei luoghi dove poter entrare gratis per l'iniziativa "Domenica al museo" per il 02.03 in Umbria.
Nel comune di Campello sul Clitunno, nella frazione di Pissignano, c'è il Tempietto del Clitunno, piccolo sacello a forma di tempio, tra i sette gioielli dell'arte e dell'architettura longobarda in Italia, inserito nella lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco.
Il Tempietto corinzio tetrastilo in antis, è oggi datato tra gli inizi del VII ed il pieno VIII secolo. Sulla trabeazione campeggia l’iscrizione con dedica al “Dio degli angeli”.
La posizione è tra le principali peculiarità da vedere. Era stata descritta da Plinio il Giovane come un luogo coperto da "antichi e ombrosi cipressi ai cui piedi scaturisce una fonte che forma un laghetto".
Detto anche Corte Nuova, il Palazzo Ducale fronteggia il duomo di Gubbio e si distingue come unicum di architettura rinascimentale in una città prettamente medievale.
Il palazzo spicca per le sue decorazioni, specie nei capitelli, nelle mostre di porte e camini che si fregiano degli emblemi di Federico e della casata, consentendo così di circoscrivere il periodo di costruzione tra il 1474 – anno della sua nomina a duca – e il 1482, quando Federico morì e gli succedette il figlio Guidobaldo.
Nelle sale interne, corredate ancora di alcuni originari arredi, è esposta una raccolta di opere pittoriche che illustrano le principali fasi evolutive della pittura eugubina tra XIII e XVIII secolo.
La Necropoli del Palazzone è oggi in un'area archeologica attrezzata, composta da circa 200 tombe a camera scavate nel terreno naturale. A spiccare nella necropoli è l'ipogeo dei Volumni, appartenuto alla ricca famiglia dei Velimna – Volumni, ossia una tomba ipogea etrusca di datazione incerta ma attribuibile alla seconda metà del II secolo a.C.
Il sepolcro, tra i più significativi dell'architettura funeraria di età ellenistica, riproduce la pianta canonica di una casa romana, che accoglieva, all'interno dell'ambiente principale (tablinum) sette deposizioni, tutte entro urne recanti sul coperchio la raffigurazione quasi ritrattistica del defunto.
La Necropoli del Crocefisso del Tufo è, invece, di stampo etrusca situata alla base della rupe di Orvieto. La sua organizzazione urbanistica, con una planimetria regolare e strade impostate su assi ortogonali, la rende unica.
Le tombe tipiche della necropoli sono costituite da camere a pianta rettangolare, per lo più singole. Si caratterizza per la presenza di un gran numero di iscrizioni che testimoniano prenomi e gentilizi degli antichi abitatori di Orvieto. Queste rappresentano la testimonianza epigrafica etrusca di età arcaica più consistente, riferibile ad un’unica comunità cittadina.
L'area archeologica, situata nei pressi di San Gemini (Terni) nota per la presenza di sorgenti di acque minerali, comprende i resti del municipio romano di Carsulae, sorto lungo la via Flaminia, strada consolare tracciata da Caio Flaminio intorno al 220 a.C..
Dal centro sono visibili i principali monumenti civili e religiosi: l'area del foro con i templi gemelli, il Capitolium, una ricca domus e una serie di edifici pubblici, la basilica, il teatro e l’anfiteatro, le terme, la necropoli e la via Flaminia, che entrava in città attraverso il monumentale arco di San Damiano. Testimonianza, inoltre, della diffusione del cristianesimo è la chiesa dei Santi Cosma e Damiano, costruita nel medioevo utilizzando elementi di reimpiego di età romana.
Oltre quelli sopracitati ci saranno le porte aperte anche a Gubbio per il teatro romano e l’Antiquarium, a Perugia per il Museo archeologico nazionale, la Galleria nazionale dell’Umbria e Villa Colle del cardinale. Si entra senza pagare a San Giustino al Castello Bufalini, a Pietrafitta per il Museo paleontologico Luigi Boldrini, a Spoleto per il Museo archeologico nazionale e Rocca Albornoz con il Museo nazionale del Ducato di Spoleto. Gratis anche a Orvieto per il Museo archeologico nazionale. La pagina Instagram del Ministero della Cultura ricorda che "per tutte le info, visita https://cultura.gov.it/domenicalmuseo o scarica l’app Musei Italiani". Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura.