22 Jul, 2026 - 18:00

Doc Fest 2026, dal 21 al 30 agosto: il Teatro Romano scelta più adatta di Piazza Grande

Doc Fest 2026, dal 21 al 30 agosto: il Teatro Romano scelta più adatta di Piazza Grande

Torna dal 21 al 30 agosto il Doc Fest, giunto alla sua dodicesima edizione. Dieci giorni di musica, incontri, spettacoli e iniziative diffuse che ancora una volta coinvolgeranno il centro storico di Gubbio e numerosi spazi cittadini.

La principale novità riguarda il main stage, che quest’anno sarà ospitato al Teatro Romano anziché in Piazza Grande. Una scelta che ha suscitato qualche critica, soprattutto da parte di chi considera la piazza simbolo della città la sede naturale per le manifestazioni di maggiore richiamo.

Personalmente, tuttavia, non ci sentiamo di condividere queste perplessità.

Piazza Grande non può essere utilizzata per qualsiasi evento

Piazza Grande rappresenta infatti una delle scenografie urbane medievali più straordinarie d’Italia e probabilmente d’Europa. La sua unicità non deriva soltanto dal Palazzo dei Consoli e dal complesso monumentale che la circonda, ma dalla particolare struttura urbanistica sospesa sul pendio e dal rapporto irripetibile tra architettura e paesaggio.

Proprio per questo dovrebbe essere utilizzata con maggiore attenzione.

Non ogni manifestazione, per il solo fatto di richiamare pubblico, deve necessariamente svolgersi in Piazza Grande. Al contrario, sarebbe opportuno riservare questo spazio a eventi specificamente compatibili con il suo valore storico, artistico e monumentale, privilegiando manifestazioni selezionate, di dimensioni adeguate e capaci di rispettarne pienamente le caratteristiche.

Negli anni si è assistito talvolta a un utilizzo discutibile della piazza, trasformata in contenitore generico per iniziative di ogni genere. Emblematico è il caso dei tornei di calcetto, con palloni che inevitabilmente finiscono contro strutture e monumenti medievali di eccezionale pregio.

«Una piazza monumentale non è semplicemente uno spazio vuoto da riempire: è essa stessa un bene culturale».

Il Teatro Romano offre caratteristiche differenti

Il Teatro Romano, pur essendo anch’esso un sito archeologico di enorme importanza, presenta caratteristiche logistiche completamente differenti.

Si trova nella parte bassa e pianeggiante della città, è più facilmente raggiungibile e consente una gestione dei flussi di pubblico generalmente più agevole rispetto a Piazza Grande, collocata invece nel cuore del centro storico e raggiungibile attraverso una viabilità inevitabilmente più complessa.

La questione della sicurezza non può essere secondaria.

Piazza Grande dispone di possibilità di deflusso condizionate dalla conformazione medievale del centro storico e dalla presenza di vie relativamente ristrette. In occasione di eventi con migliaia di persone, questi elementi devono necessariamente essere valutati con estrema attenzione.

Il Teatro Romano offre invece una collocazione più aperta e accessibile, con caratteristiche che possono risultare maggiormente compatibili con grandi spettacoli musicali e con la movimentazione tecnica richiesta da palchi, impianti audio, strutture e mezzi di servizio.

Per questo la scelta del Teatro Romano non dovrebbe essere interpretata necessariamente come un ridimensionamento del festival.

Dieci giorni di musica, cultura e socialità

Dopo il successo dell’edizione precedente, che aveva visto alternarsi artisti come Eugenio Finardi, Coma_Cose e Coca Puma, il Doc Fest 2026 punta ancora una volta su un programma capace di intercettare generazioni e pubblici differenti.

Accanto ai grandi spettacoli saranno proposti anche i cosiddetti “eventi bomboniera”, appuntamenti più raccolti e diffusi sul territorio, pensati per favorire socialità, inclusione e partecipazione.

Particolare attenzione sarà dedicata ai giovani talenti, continuando quel percorso di apertura che negli anni ha consentito al festival di affiancare artisti emergenti a personalità di rilievo nazionale e internazionale.

Alla base dell’organizzazione resta il lavoro di una vasta comunità di volontari, giovani e meno giovani, che contribuiscono ogni anno alla realizzazione della manifestazione.

Un festival nato nel 2014

Il Doc Fest nasce nel 2014, ispirandosi alla “Direzione Ostinata e Contraria”, con l’obiettivo dichiarato di mettere competenze, creatività e partecipazione al servizio di Gubbio e dell’Umbria.

Nel corso degli anni il festival ha registrato complessivamente oltre 30 mila presenze, coinvolgendo artisti e professionisti di livello nazionale e internazionale, tra i quali anche il premio Oscar Luis Bacalov.

Il valore del Doc Fest non risiede però soltanto nei numeri. La manifestazione ha contribuito a creare relazioni, occasioni di incontro e visibilità per il territorio, costruendo progressivamente una propria identità.

La discussione sulla location può quindi essere utile, purché non si trasformi nell’ennesima contrapposizione sterile.

Piazza Grande non perde prestigio se non ospita ogni grande evento. Al contrario, proprio il suo eccezionale valore richiederebbe una politica più selettiva nell’utilizzo.

Una città ricca di luoghi straordinari come Gubbio dovrebbe imparare a scegliere per ogni manifestazione lo spazio più adatto, evitando di concentrare tutto nel suo luogo simbolo.

Il Teatro Romano, per posizione, accessibilità e caratteristiche logistiche, può rappresentare per il Doc Fest una soluzione non soltanto alternativa, ma perfettamente coerente con la natura di una manifestazione che richiama un pubblico numeroso.

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Mario Farneti
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