L'iter per l'ampliamento della discarica Le Crete riapre il confronto amministrativo e politico sul ciclo dei rifiuti in Umbria. Alla lettera aperta indirizzata domenica dalla sindaca di Orvieto Roberta Tardani alla presidente della Regione Stefania Proietti per chiedere il blocco della procedura autorizzativa in corso – rivendicando la linea della precedente giunta di centrodestra e i pronunciamenti del Tar –, risponde punto su punto l'assessore regionale all'Ambiente Thomas De Luca. L'esponente dell'esecutivo regionale respinge le accuse di immobilismo e colloca la vicenda sul piano della continuità degli atti amministrativi: “Quella della sindaca è una lettera giusta, ma che andava spedita alla presidente Donatella Tesei tre anni fa, quando la prima cittadina di Orvieto votava a favore dell'ampliamento de Le Crete”.
L'istanza depositata dal gestore privato riguarda una volumetria pari a 350.000 metri cubi. Una misura che, chiarisce l'assessore regionale Thomas De Luca, non scaturisce da decisioni assunte dall'attuale giunta, ma ricalca quanto disposto dalla Delibera di Giunta Regionale n. 2 del 2022, successivamente recepita nel Piano Regionale dei Rifiuti approvato nel 2023 e tuttora vigente.
Sul piano del diritto amministrativo, i margini per un ritiro o un annullamento in autotutela risultano preclusi: “È fondamentale chiarire sul piano tecnico che la revoca o il ritiro di tale delibera non sono strade oggi percorribili a causa di vincoli normativi e giurisprudenziali insuperabili. Il gestore privato ha maturato un legittimo affidamento su quanto stabilito dalla precedente Giunta e una revoca arbitraria esporrebbe la Regione a un elevatissimo e certo rischio di risarcimento danni, a spese di tutti i cittadini umbri”.
Viene respinto anche il parallelo con l'archiviazione della pratica avvenuta nel 2022. All'epoca la DGR 2/2022 subordinava l'ampliamento de Le Crete al completamento dei percorsi autorizzativi per i siti di Belladanza e Borgogiglione. Essendo stati entrambi gli impianti autorizzati e attivati nel corso della passata legislatura, la condizione sospensiva è decaduta e la struttura regionale è tenuta per legge a dare corso all'istruttoria.
La replica dell'assessore ricostruisce inoltre l'assetto strutturale definito dalla programmazione della Giunta Tesei. Quel piano, pur prevedendo la messa in esercizio di un termovalorizzatore regionale a partire dal 2028, stabiliva che nello scenario a regime le uniche due discariche operative a supporto del ciclo integrato sarebbero rimaste Le Crete e Belladanza, decretando la chiusura definitiva del solo invaso di Borgogiglione una volta esauriti i volumi.
In questo quadro si inserisce il passaggio formale del 16 novembre 2022 presso il Consiglio delle Autonomie Locali (CAL). In quella seduta la sindaca di Orvieto Roberta Tardani espresse voto favorevole sull'Atto n. 1510 (deliberazione CAL n. 29), approvato con 10 voti a favore, 9 contrari e un astenuto.
Si trattò di un voto determinante per il via libera al testo: l'eventuale contrarietà del Comune di Orvieto avrebbe rovesciato l'esito della deliberazione. Tra chi votò contro vi furono l'assessora Veronica Cavallucci per il Comune di Assisi e il consigliere David Fantauzzi per la Provincia di Perugia, allora delegati della presidente Stefania Proietti, mentre il centrodestra locale si allineò all'indirizzo regionale.
Di fronte alle critiche sulle prospettive di gestione, l'assessore all'Ambiente Thomas De Luca rivendica le azioni intraprese dall'insediamento di Palazzo Donini: “In appena un anno e mezzo di mandato, questa amministrazione ha ridotto del 23% il flusso di rifiuti in discarica, predisposto una Legge regionale sull'economia circolare e un Piano per la prevenzione dei rifiuti”.
L'asse portante delle nuove politiche risiede nella proposta di revisione del Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti, attualmente sottoposta alla fase di verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Il documento rimodula flussi, piani finanziari e assetti impiantistici per raggiungere il parametro europeo che fissa al 10% la quota massima di smaltimento in discarica.
Ribadendo la disponibilità a un confronto tecnico sul merito degli atti con l'amministrazione orvietana, la Regione conferma la volontà di mantenere il dialogo istituzionale con gli enti territoriali, chiarendo però la netta separazione tra le responsabilità della pianificazione ereditata e i procedimenti tecnico-amministrativi ad essa vincolati sulla gestione della discarica Le Crete.