29 Jul, 2026 - 20:00

Dimensionamento scolastico a Terni: ok bipartisan contro l'accorpamento De Filis-Don Milan. Centrodestra assente

Dimensionamento scolastico a Terni: ok bipartisan contro l'accorpamento De Filis-Don Milan. Centrodestra assente

La seduta del Consiglio Comunale di Terni si è conclusa con l'approvazione all'unanimità dei presenti di un articolato atto di indirizzo volto a bloccare il piano di dimensionamento della rete scolastica per l'anno 2026-2027, scongiurando il temuto accorpamento tra gli storici istituti Don Milani e De Filis. Un esito unitario sul piano formale e dei contenuti, giunto però al termine di una mattinata contrassegnata da altissima tensione politica e caratterizzata da uno scenario emblematico: la quasi totale assenza dei banchi dell'opposizione di centrodestra, svuotatisi a seguito di un duro scontro sulla Fondazione Umbria Film Commission e non rioccupati al momento di decidere il futuro dei presidi scolastici cittadini, eccezione fatta per la posizione in controtendenza del consigliere Francesco Maria Ferranti.

Dalla cultura al duro scontro politico: la rottura sulla Fondazione Umbria Film Commission e la fuga della minoranza

A trasformare il punto all'ordine del giorno in un vero e proprio caso politico è stata la turbolenta genesi dell'abbandono dell'aula da parte dei gruppi di minoranza. Poco prima che la discussione virasse sul tema dell'istruzione, l'asssemblea cittadina si era trovata ad affrontare l'adeguamento statutario della Fondazione Umbria Film Commission. Un passaggio tecnico che si è rapidamente tramutato in un terreno di scontro sulle politiche culturali ed estive della città. La consigliera di centrodestra Cinzia Fabrizzi ha attaccato frontalmente la giunta, denunziando un presunto vuoto pneumatico nella programmazione degli eventi estivi a Terni e criticando la gestione del turismo.

La replica dell'esecutivo non si è fatta attendere: l'assessore Michela Bordoni e il sindaco Stefano Bandecchi hanno ribattuto con fermezza. In particolare, Michela Bordoni ha accusato l'opposizione di cedere al populismo e di abbandonare l'aula per mancanza di rispetto verso le istituzioni e la comunità. Lo scontro si è ulteriormente inasprito quando Cinzia Fabrizi è rientrata in aula per contestare l'appellativo di maleducata rivoltole dall'assessore, rivendicando la legittimità delle proprie uscite e paventando azioni per offesa personale. Consumata la votazione sulla Film Commission - passata con17 voti favorevoli, quelli di AP - le forze di centrodestra hanno abbandonato compattate i lavori in segno di protesta, decidendo di non rientrare per i punti successivi.

L'atto di indirizzo per la scuola e lo strappo di Forza Italia: la scelta in controtendenza di Ferranti

Rimanendo svuotata la sponda della minoranza di centrodestra, la seduta è passata all'esame dell'atto promossa dal consigliere del Partito Democratico Pierluigi Spinelli, sostenuta congiuntamente da PD e Movimento 5 Stelle e inserita all'ordine del giorno in apertura di lavori. Il documento mira a consolidare un fronte comune tra Comune di Terni, Provincia e Regione Umbria nei confronti delle direttive del Ministero dell'Istruzione e del Merito. L'obiettivo primario è ottenere per l'anno scolastico 2026-2027 il riconoscimento della soluzione transitoria regionale: il mantenimento di 131 autonomie scolastiche in Umbria con 130 dirigenti e una sola reggenza, così da tutelare la continuità didattica ed evitare la perdita di autonomia per plessi strategici come il Don Milani e il De Filis.

In questo quadro di abbandono di massa dell'opposizione, si è distinta la figura del consigliere di Forza Italia Francesco Maria Ferranti. Prendendo le distanze dalla linea d'azione dei colleghi di coalizione, Francesco Maria Ferranti ha scelto di rimanere tra i banchi per garantire il proprio voto favorevole all'atto di indirizzo: “Mi sono trattenuto apposta anche se avevo un impegno, perché lo voglio votare. È in linea con l'attività che ha sempre svolto sia questo Comune che l'istituzione Provincia. Se nei territori vanno a mancare i servizi, e fra i servizi quello delle scuole è essenziale, non ci sarà nessun nuovo residente.” Il rappresentante forzista ha rimarcato come la difesa dei presidi scolastici sia una priorità trasversale che impone responsabilità istituzionale, auspicando che un analogo “fronte comune” possa essere esteso ad altri settori chiave per la cittadinanza, a partire dalla sanità.

L'allarme del sindaco Bandecchi sull'inverno demografico: senza presidi scolastici non si fermerà lo spopolamento

Sul punto è intervenuto anche il sindaco Stefano Bandecchi, il quale ha espresso pieno sostegno alla mozione firmata da Pierluigi Spinelli, ripercorrendo i complessi passaggi tecnici e legali emersi in ambito provinciale tra errori di calcolo ministeriali - che avevano ridotto le autonomie regionali da 134 a 130 - e i conseguenti ricorsi al TAR presentati dalle amministrazioni locali. Stefano Bandecchi ha comunque riservato un affondo all'assenza dell'opposizione di centrodestra: “Il gioco politico poteva anche dire che qualcuno poteva anche assentarsi in quei due momenti, però forse si poteva anche rientrare per ripartecipare poi al voto in questione. Sarebbe stata cosa giusta.

Il primo cittadino ha quindi allargato il perimetro della riflessione, collegando la difesa degli istituti scolastici alla crisi della natalità. Richiamando i dati demografici del 2025 e della prima metà del 2026, che hanno registrato la soglia minima di appena 355.000 nati a livello nazionale (il dato più basso dal 1800), Stefano Bandecchi ha messo in guardia sulle conseguenze dei tagli alla rete educativa: “Diminuendo le scuole e gli istituti scolastici in vari paesi o zone interne, non capisco come si possa poi parlare di ripopolazione di questa nazione. Prima ci debbono essere i servizi e poi forse arriveranno i bambini.

Il bilancio finale dell'aula: un voto unanime a tutela dell'istruzione che lascia aperte le fratture civiche

L'atto d'indirizzo a tutela delle autonomie scolastiche ternane è stato infine approvato con 19 voti favorevoli, registrando l'unanimità dei consiglieri rimasti in aula al momento della chiamata. Alle ore 13:38 il Presidente ha dichiarato sciolta la seduta. Palazzo Spada incassa così un segnale di formale convergenza sulla salvaguardia delle scuole e dei servizi essenziali per il territorio, lasciando tuttavia sul campo un quadro politico segnato da visibili spaccature interne alla minoranza e da una conflittualità tra maggioranza e opposizione che stenta a ricomporsi anche sui temi di maggior rilievo sociale.

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Federico Zacaglioni
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