29 Jan, 2026 - 15:30

Dimensionamento scolastico a Gubbio: autonomia ridotta, polemiche bipartisan e scuola media smembrata

Dimensionamento scolastico a Gubbio: autonomia ridotta, polemiche bipartisan e scuola media smembrata

La seconda parte del Consiglio comunale di mercoledì 28 gennaio è stata interamente dedicata a uno dei temi più delicati e controversi per il futuro della città: il dimensionamento scolastico.

Al centro del dibattito, un Ordine del Giorno presentato da tutti i gruppi del centrodestra eugubino, volto a contrastare la decisione della Regione Umbria di ridurre l’autonomia scolastica di Gubbio.

Nel frattempo, però, lo scenario istituzionale è radicalmente cambiato. Negli ultimi giorni il Governo ha commissariato la Regione Umbria sulle decisioni in materia scolastica, affidando il compito al commissario ad acta Ernesto Pellecchia, nuovo direttore dell’Ufficio scolastico regionale.

Proprio nella mattinata del Consiglio, il commissario ha assunto la decisione definitiva sul piano di dimensionamento che riguarda Gubbio e Città di Castello, modificando parzialmente le scelte precedenti della Regione.

L’Ordine del Giorno emendato e il voto unanime

Alla luce del nuovo quadro, la maggioranza consiliare di centrodestra ha deciso di emendare l’Ordine del Giorno, prevedendo un atto formale con cui si chiede alla Giunta del sindaco Vittorio Fiorucci di opporsi al dimensionamento, valutando anche eventuali ricorsi al TAR dell’Umbria.

Il documento emendato è stato quindi votato all’unanimità dall’intero Consiglio comunale, maggioranza e opposizione insieme, a testimonianza della compattezza istituzionale su una vicenda che viene percepita come una penalizzazione grave per la città.

La decisione del commissario: Gubbio perde una dirigenza

La sorpresa – e per molti lo shock – è arrivata con il provvedimento del commissario Pellecchia.

Il nuovo piano conferma il taglio dell’autonomia scolastica a Gubbio, mentre sconfessa la precedente proposta regionale che prevedeva la soppressione di una dirigenza a Terni: a perderla sarà invece Città di Castello.

Per Gubbio, però, la sostanza non cambia: la città perde una dirigenza scolastica e viene profondamente modificata l’organizzazione del sistema educativo.

Uno scenario che molti hanno definito come uno “schiaffo istituzionale”, arrivato paradossalmente sia dal Governo nazionale guidato da Giorgia Meloni sia dalla Regione Umbria governata dal centrosinistra.

Addio alla scuola media unica Mastro Giorgio-Nelli

Il punto più critico del nuovo assetto riguarda la scomparsa di fatto della scuola media “Mastro Giorgio-Nelli”, storicamente scuola media unica cittadina.

Dal prossimo anno scolastico verranno infatti istituiti tre istituti comprensivi, ciascuno comprendente infanzia, primaria e secondaria di primo grado.

La scuola media verrà dunque “spacchettata” e suddivisa tra i tre nuovi comprensivi, ponendo fine a un modello organizzativo che aveva garantito per decenni unitarietà didattica, continuità formativa e identità educativa cittadina.

Le possibili dirigenze e i trasferimenti

Secondo le prime indicazioni, le tre dirigenze potrebbero essere affidate a:

  • Fabio Morelli, attuale dirigente del Primo Circolo “Giacomo Matteotti”;

  • Maria Gioia Pierotti, dirigente del Secondo Circolo “Aldo Moro”;

  • Francesca Pinna, dirigente della scuola media “Mastro Giorgio-Nelli”.

È invece destinata a lasciare Gubbio Luigina Dongiovanni, attuale dirigente del Terzo Circolo Didattico di San Martino.

L’amarezza dell’assessore Rughi

Non nasconde la delusione l’assessore comunale all’Istruzione Lucia Rughi, che ha commentato con parole nette l’esito della vicenda:

“Siamo delusi da quanto è stato deciso. Non pensavamo che si dovesse colpire Gubbio in questo modo. Abbiamo sempre difeso un’offerta formativa solida, con numeri adeguati agli standard e importanti interventi di edilizia scolastica che rendono Gubbio un Comune virtuoso. Ora prendiamo atto e cercheremo di gestire la situazione nel migliore dei modi”.

L’attacco politico della minoranza

Durissimo l’intervento del consigliere comunale Luigi Girlanda (Rinascimento Eugubino), che parla apertamente di fallimento politico:

“Non è un normale accorpamento, ma uno smembramento del sistema scolastico cittadino. Una soluzione atipica che meritava una battaglia politica vera. Non si è voluto nemmeno anticipare il Consiglio comunale per tentare un’ultima azione comune”.

Girlanda sottolinea l’assenza di un confronto diretto con i livelli istituzionali decisivi:

“Non risulta che vi sia stato un dialogo autorevole con il ministro o con il commissario. Serve peso politico, non fotografie di rito. La città perde autonomia e coesione.

Un colpo all’identità scolastica cittadina

Il piano approvato prevede:

  • sede accorpante al Primo Circolo Giacomo Matteotti (via Perugina);

  • secondo comprensivo presso il Circolo Aldo Moro (Mocaiana);

  • terzo comprensivo tra San Martino, Branca e via Rousseau.

Una riorganizzazione che, al di là degli aspetti tecnici, viene percepita come un arretramento istituzionale per una città che aveva numeri, strutture e investimenti per mantenere la propria autonomia.

Il dimensionamento scolastico diventa così il simbolo di una fragilità politica più ampia, che lascia Gubbio in mezzo tra Governo e Regione, senza riuscire a far valere fino in fondo le proprie ragioni.

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Mario Farneti
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