06 Aug, 2026 - 12:00

Digitale, biotecnologie e tecnologie green: in Umbria oltre 31 milioni per gli investimenti delle imprese

Digitale, biotecnologie e tecnologie green: in Umbria oltre 31 milioni per gli investimenti delle imprese

Oltre 31 milioni di euro per accompagnare le imprese umbre verso le tecnologie considerate strategiche per la competitività industriale europea. La Regione Umbria entra nella fase operativa della piattaforma europea STEP, acronimo di Strategic Technologies for Europe Platform, con la pubblicazione di due nuovi bandi destinati a sostenere lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie critiche. Un intervento che punta a rafforzare la capacità produttiva regionale nei comparti ritenuti decisivi per le filiere industriali del futuro e, allo stesso tempo, a favorire nuovi investimenti, innovazione, ricerca e occupazione.

I due avvisi, pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria, mettono complessivamente a disposizione oltre 31,4 milioni di euro nell'ambito del PR FESR Umbria 2021-2027. Le imprese interessate potranno presentare le proprie candidature a partire dalle ore 10 del primo ottobre 2026 e fino alle ore 12 del 30 novembre 2026, esclusivamente attraverso le piattaforme telematiche individuate per ciascuna misura.

L'operazione rappresenta il passaggio dalla fase di programmazione a quella concreta di attuazione di STEP, lo strumento europeo pensato per sostenere le tecnologie capaci di rafforzare l'autonomia strategica dell'Unione e ridurre le dipendenze esterne nelle filiere considerate maggiormente sensibili. Per l'Umbria significa mettere a disposizione del sistema produttivo risorse destinate a settori nei quali innovazione tecnologica, ricerca e capacità industriale sono chiamate a procedere sempre più insieme.

Due strumenti per imprese con esigenze differenti

La Regione ha scelto di articolare l'intervento attraverso due misure distinte ma complementari. Entrambe si muovono all'interno dei medesimi ambiti individuati dalla normativa europea STEP: tecnologie digitali e deep tech, biotecnologie e tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse. A cambiare sono invece i destinatari, la struttura dell'aiuto e le modalità di accesso alle risorse.

Il primo strumento è l'“Avviso per il sostegno allo sviluppo ed alla fabbricazione di tecnologie critiche STEP 2026 - Linea a sovvenzione”, gestito da Sviluppumbria, che dispone di una dotazione complessiva di 15 milioni e 421 mila euro. Di questi, 12.421.586 euro sono destinati all'Azione 1.6.1, relativa alle tecnologie digitali e alle biotecnologie, mentre 3 milioni di euro sono riservati all'Azione 2.9.1, dedicata alle tecnologie green.

La misura è costruita principalmente per sostenere le grandi imprese, che potranno partecipare singolarmente oppure assumere il ruolo di capofila di un raggruppamento composto da PMI indipendenti, fino a un massimo di sei aziende. Il cuore dei progetti dovrà essere rappresentato da investimenti produttivi, mentre le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale potranno essere inserite in maniera complementare.

La componente di ricerca e sviluppo potrà rappresentare fino al 35% della spesa complessiva ammissibile e dovrà contribuire a portare le tecnologie da un livello di maturità già validato in un ambiente rilevante fino alla dimostrazione in ambiente operativo. L'intensità del contributo potrà arrivare fino al 40% per gli investimenti produttivi e raggiungere l'80% dei costi ammissibili per le attività di ricerca e sviluppo.

Anche le dimensioni economiche dei progetti sono state definite in funzione della platea dei beneficiari. La soglia minima è fissata a 1,2 milioni di euro per le grandi imprese che presentano un progetto singolarmente, mentre sale a 1,7 milioni per i progetti realizzati attraverso aggregazioni. La selezione avverrà attraverso una graduatoria di merito e gli interventi dovranno essere completati entro 24 mesi dalla concessione dell'agevolazione.

Sedici milioni per le PMI

Il secondo bando guarda invece direttamente al tessuto delle piccole e medie imprese umbre. Si tratta dell'“Avviso per il sostegno allo sviluppo ed alla fabbricazione di tecnologie critiche STEP 2026 – strumento finanziario”, affidato alla gestione di Gepafin e dotato di 16 milioni di euro. La dotazione è suddivisa in 14 milioni destinati alle tecnologie deep tech, digitali e alle biotecnologie e 2 milioni riservati alle tecnologie green. Possono accedere alla misura le PMI, sia singolarmente sia attraverso raggruppamenti.

Anche in questo caso l'investimento produttivo costituisce un requisito essenziale. Al progetto potrà inoltre essere affiancata una componente di aiuto all'innovazione, ammessa fino al 40% del costo complessivo dell'intervento.

La caratteristica principale dello strumento è però rappresentata dalla forma dell'agevolazione. Non si tratta infatti di un contributo esclusivamente a fondo perduto, ma di un finanziamento agevolato pari al 50% dell'investimento ammesso, con un tasso dell'1%. A questo meccanismo si affianca una remissione parziale del debito che, in presenza della piena realizzazione dell'intervento e di un incremento occupazionale di almeno un'unità, può arrivare fino al 50%. Negli altri casi la remissione può raggiungere il 45%.

Anche le soglie minime cambiano in base alla dimensione dell'impresa: si parte dai 500 mila euro per micro e piccole imprese e si arriva a 700 mila euro per le medie imprese. In caso di progetto presentato da un raggruppamento, la soglia aumenta di un ulteriore milione di euro.

Una procedura articolata in due fasi

Particolare attenzione è stata riservata anche alle modalità di selezione dei progetti. La procedura prevista per lo strumento finanziario è di tipo valutativo a sportello e si sviluppa attraverso due passaggi: una domanda preliminare e, successivamente, la presentazione del progetto definitivo. Un'impostazione che mira a rendere più efficiente il percorso amministrativo e, soprattutto, a concentrare le risorse su iniziative effettivamente coerenti con gli obiettivi di STEP. I progetti finanziati attraverso questa misura dovranno essere completati entro 30 mesi dalla sottoscrizione del contratto.

La differenziazione dei due strumenti consente quindi di intervenire su fasce diverse del sistema produttivo regionale: da un lato le grandi imprese e i progetti di maggiore dimensione, con la possibilità di integrare investimenti produttivi e ricerca; dall'altro le PMI, che possono contare su un meccanismo finanziario pensato per sostenere investimenti tecnologici di dimensioni più contenute ma comunque strategici per la crescita.

La sfida della competitività regionale

Dietro la misura finanziaria si colloca una questione più ampia: la capacità dell'Umbria di consolidare la propria presenza nelle filiere industriali che nei prossimi anni saranno maggiormente condizionate dalla transizione digitale, energetica e tecnologica. L'obiettivo non è quindi soltanto finanziare singoli investimenti, ma favorire la costruzione di un ecosistema produttivo capace di intercettare nuove opportunità, rafforzare le competenze esistenti e sviluppare prodotti e processi ad alto contenuto tecnologico.

Le risorse STEP si inseriscono così nel più ampio quadro delle politiche regionali sostenute dal PR FESR 2021-2027, con una particolare attenzione alla capacità delle imprese di trasformare ricerca e innovazione in applicazioni industriali concrete.

De Rebotti: “Salto di qualità tecnologico”

A sottolineare la portata strategica dell'operazione è l'assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti.

"STEP porta in Umbria una sfida ambiziosa: sostenere lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie critiche, quelle che riducono le dipendenze strategiche dell'Europa e ne rafforzano le catene del valore. Siamo consapevoli che si tratta di un terreno impegnativo per il nostro tessuto produttivo. Proprio per questo non abbiamo previsto un unico strumento, ma due misure distinte e complementari: una a fondo perduto, aperta anche alle grandi imprese e alla ricerca, e una a finanziamento agevolato dedicata alle PMI. L'obiettivo è raggiungere il maggior numero possibile di imprese e di progettualità STEP, senza lasciare indietro nessuno dei protagonisti della trasformazione industriale" ha spiegato l'assessore.

Il percorso, nelle intenzioni della Regione, dovrà inoltre collegare maggiormente imprese, mondo della ricerca e territorio, facendo leva sulle competenze già presenti in Umbria e creando condizioni favorevoli per nuovi investimenti.

"La partita che si apre è insieme tecnologica e territoriale. Le misure nascono da un lungo percorso di concertazione con associazioni di categoria, Università e imprese e puntano a sostenere la capacità dell'Umbria di stare nelle filiere del futuro, valorizzando le competenze e la ricerca che già esistono nella nostra regione" ha concluso De Rebotti.

Domande dal primo ottobre

Per le imprese interessate, il primo appuntamento è fissato al 1° ottobre 2026, quando saranno aperti gli sportelli per la presentazione delle domande. La finestra resterà disponibile fino alle ore 12 del 30 novembre 2026, salvo esaurimento delle risorse secondo le modalità previste dai singoli avvisi.

Le informazioni operative, la documentazione necessaria e le modalità di accesso alle piattaforme online sono disponibili attraverso i canali istituzionali della Regione Umbria, di Sviluppumbria e di Gepafin, oltre che nel Bollettino Ufficiale della Regione Umbria n. 38 del 4 agosto 2026.

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Francesco Mastrodicasa
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