E' il giorno delle reazioni delle tre sigle sindacali del credito a margine del protocollo d'intesa sulla desertificazione bancaria firmato ieri a Palazzo Donini tra Regione Umbria, Anci e organizzazioni sindacali (Fisac Cgil, First Cisl, Uilca, Unisin). L'intesa, valida per i prossimi quattro anni, sancisce un'alleanza strategica tra la Regione Umbria, i Comuni rappresentati da Anci Umbria e le organizzazioni dei lavoratori del settore (Fisac Cgil, First Cisl, Uilca, Unisin e Fabi) per contrastare l'abbandono dei servizi finanziari di prossimità e preservare la tenuta economica e occupazionale del territorio.
Per Mauro Sergnese (Segretario Generale Regionale della Uilca Umbria) l'accordo è “un punto di partenza: ora serve il Tavolo Regionale del Credito, una sede permanente con tutti gli attori del sistema per dare risposte efficaci al territorio e alle imprese già provate dalla pressione fiscale”.
Giampaolo Ragni (Segretario Generale di Fisac Cgil Umbria) ha sottolineato che il documento “rappresenta il metodo condiviso per orientare soluzioni dinanzi agli effetti delle politiche industriali delle aziende creditizie. Auspichiamo un'Umbria che punti a traguardare percorsi praticabili e a cogliere opportunità”.
Angelo Manzotti (Segretario Generale della Cisl Umbria) e Roberto Contessa (Segretario Generale della First Cisl Umbria) hanno ribadito che “la firma di oggi deve trasformarsi in risposte concrete: monitoraggio costante, confronto tra i soggetti coinvolti e individuazione di strumenti per i territori più esposti. Il valore del protocollo si misurerà”, hanno aggiunto, “sulla capacità di dare continuità al confronto e costruire risposte prima che le criticità diventino emergenze”.

La progressiva chiusura degli sportelli bancari incide direttamente sulla vulnerabilità dei piccoli centri. Secondo la Uilca Umbria, la salvaguardia dei presidi fisici è un baluardo non solo sociale ma anche di legalità. Come evidenziato dal segretario Mauro Sergnese, il ritiro delle banche alimenta rischi concreti: “Mantenere presidi fisici sul territorio è fondamentale anche sul fronte della sicurezza: la chiusura degli sportelli aumenta inevitabilmente il rischio di truffe online, specie a danno delle fasce più fragili della popolazione, e spalanca pericolosi varchi al rischio di usura e riciclaggio di denaro sporco”.
La vertenza affonda le radici nella mobilitazione nazionale “Chiusura filiali? No, grazie”, che nel marzo 2023 individuò nel comune di Castel Ritaldi un caso emblematico, segnato dalla perdita di due sportelli in appena dieci mesi. Per dare sostanza al protocollo, la sigla chiede ora l'apertura rapida di un tavolo permanente allargato ad Abi, Federcasse, associazioni d'impresa dell'industria, artigianato, commercio e agricoltura, associazioni dei consumatori e fondazioni antiusura, per sostenere famiglie e imprese messe a dura prova dall'elevata pressione fiscale.

L'accordo istituzionale mette a regime un percorso rivendicato da oltre un decennio. La Fisac Cgil Umbria ha contribuito alla redazione dell'intesa fornendo analisi di contesto economico, finanziario e demografico, concepite per tradurre i principi in strumenti operativi. Il segretario Giampaolo Ragni ha richiamato il valore costituzionale degli articoli 41 e 47, ribadendo come la tutela del credito sia legata a doppio filo alla legalità e allo sviluppo: “Il sistema del credito è un anello imprescindibile di un sano rapporto di connessione tra comunità locali, sistema produttivo e istituzioni”.
In questa prospettiva, la capacità di reazione regionale deve contare sul supporto operativo di agenzie pubbliche come Gepafin e Sviluppumbria, chiamate a svolgere un ruolo propulsivo per arginare la marginalizzazione delle aree interne e periferiche. L'obiettivo dichiarato dal sindacato è superare una logica di mera osservazione passiva dei processi industriali delle banche, per costruire invece una risposta strutturale che garantisca al contempo la stabilità occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori bancari.

Per Cisl Umbria e First Cisl Umbria, la sottoscrizione del protocollo rappresenta l'inizio di una fase attuativa che richiede verifiche puntuali. Angelo Manzotti ha rimarcato l'esigenza di far vivere l'accordo nella quotidianità amministrativa, affinché non resti una dichiarazione d'intenti ma diventi uno strumento capace di anticipare le scelte dei gruppi bancari prima dell'avvio delle chiusure. Sulla stessa linea, Roberto Contessa ha posto l'accento sulla tutela delle fasce sociali escluse dalla digitalizzazione bancaria e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali, richiamando una visione che rimetta al centro la persona e le comunità.
L'avvio del percorso ha registrato l'apprezzamento delle sigle verso la Presidente della Regione Stefania Proietti - che ha espresso l'intenzione di portare la questione all'attenzione della Conferenza delle Regioni per una risposta di sistema - e verso l'Assessore Francesco De Rebotti. Un riconoscimento condiviso è andato anche ai vertici di Anci Umbria, con il Presidente Federico Gori e il Segretario Generale Silvio Ranieri, oltre al Direttore regionale Adriano Bei, al suo staff e al dottor Andrea Cernicchi, per il lavoro di mediazione svolto a sostegno delle realtà locali più vulnerabili.