La città si prepara con grande impegno all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026), con eventi, iniziative e progetti di valorizzazione. L’amministrazione comunale, in sinergia con la Chiesa Eugubina e con il comitato cittadino permanente “Francesco a Gubbio”, sta lavorando per inserire Gubbio nel cuore pulsante delle celebrazioni.
Eppure, proprio una delle zone simboliche della città francescana, Largo San Francesco, versa in condizioni di forte degrado. L’area verde dove dal 1997 si erge la statua di San Francesco e il lupo, opera dello scultore Roberto Bellucci, appare abbandonata, sporca e invasa dalle auto.
Il giornale digitale locale Cronaca Eugubina ha raccolto in questi giorni la voce di tanti cittadini che chiedono un intervento immediato e deciso da parte dell’Amministrazione.
La denuncia riguarda soprattutto la piazzetta antistante la chiesa monumentale di San Francesco. L’asfalto è deteriorato, pieno di crepe e buche, con parcheggi selvaggi che arrivano fino alle mura storiche del convento.
“Non è possibile che uno dei luoghi più iconici della città sia ridotto a parcheggio a cielo aperto”, hanno dichiarato alcuni residenti.
A metà mattina e nelle ore di pranzo, Largo San Francesco si riempie di auto e motociclette, che spesso intralciano anche il transito delle ambulanze del 118. Non mancano turisti che, attratti dalla vicinanza con il centro storico, parcheggiano in fila indiana lungo i margini della carreggiata.
Il consigliere comunale Diego Guerrini aveva già portato la questione in Consiglio, chiedendo di trasformare l’area in zona pedonale, così da restituire dignità al luogo e valorizzare la Chiesa di San Francesco come monumento storico e spirituale.
Ancora più grave appare la situazione dell’area verde sovrastante, dove è collocata la statua bronzea di San Francesco con il lupo, inaugurata l’11 ottobre 1997.
I cittadini segnalano:
cartacce, rifiuti e mozziconi sparsi ovunque;
panchine arrugginite e inutilizzabili;
erbacce e vegetazione incolta che ostruiscono i viali;
odore forte di urina dietro le siepi, usate come “servizi improvvisati” in mancanza di bagni pubblici.
La zona, nelle ore notturne, diventa spesso rifugio per sbandati.
“È una vergogna per la città e per i turisti che vengono a visitare i luoghi di San Francesco”, raccontano i frequentatori abituali.
La statua di San Francesco e il lupo non è solo un simbolo religioso, ma anche un progetto che nacque dall’impegno culturale e civico.
Fu il fotografo e pittore eugubino Gian Franco Gavirati, insieme all’amico Enzo Menichelli, a proporre l’opera nei primi anni ’90. Il progetto ricevette il sostegno dei frati francescani, del vescovo dell’epoca mons. Pietro Bottaccioli e del sindaco Paolo Barboni.
Il Consiglio comunale approvò ufficialmente l’iniziativa il 9 maggio 1997, ritenendola un monumento utile alla città. L’artista eugubino Roberto Bellucci, insegnante di storia dell’arte, realizzò la statua presso la fonderia Brustolin di Verona, creando un bozzetto in creta poi fuso in bronzo.
L’inaugurazione fu rinviata dal 4 all’11 ottobre 1997, in segno di rispetto per il terremoto che colpì Umbria e Marche e lesionò gravemente la Basilica di Assisi.
Oggi, a distanza di quasi trent’anni, quell’opera rischia di essere dimenticata nel degrado.
La cittadinanza chiede a gran voce un cambio di passo.
“San Francesco è patrimonio universale. Non possiamo arrivare all’ottavo centenario con Largo San Francesco in queste condizioni”, sottolinea un gruppo di residenti.
Il degrado stride con l’impegno della città per le celebrazioni 2025-2026, che vedono Gubbio protagonista accanto ad Assisi e Rieti.
Secondo i cittadini, occorre:
liberare Largo San Francesco dalle auto e pedonalizzare l’area;
ripulire e riqualificare i giardini della statua;
installare servizi igienici pubblici;
valorizzare la statua e il monumento con adeguata illuminazione.
Il monumento raffigura San Francesco nell’atto di accarezzare il lupo, episodio narrato nei Fioretti di San Francesco e conosciuto in tutto il mondo.
È un’immagine che racchiude la forza della pace e del dialogo, tanto più significativa in un tempo segnato da conflitti e divisioni.
“Il lupo domato da Francesco è il simbolo della riconciliazione tra natura e uomo, tra paura e fiducia. Non possiamo permettere che questa immagine sia soffocata da erbacce e degrado”, commenta uno storico locale.
Il comitato “Francesco a Gubbio” ha già promosso lo stemma ufficiale delle celebrazioni, visibile in Piazza 40 Martiri e all’ingresso della Chiesa di San Francesco.
Le celebrazioni del Giubileo Francescano si annunciano come un evento unico per rilanciare l’identità di Gubbio. L’iniziativa mira a richiamare pellegrini e turisti da tutto il mondo, valorizzando il legame storico tra San Francesco e la città del lupo.
Ma per essere credibile agli occhi dei visitatori, Gubbio deve presentarsi all’appuntamento con spazi dignitosi, puliti e ordinati.
Certamente il sindaco Vittorio Fiorucci e la sua giunta risponderanno a una sfida importante: trasformare il degrado in opportunità di rilancio urbano.
La riqualificazione di Largo San Francesco non è solo una questione di decoro, ma un atto di rispetto verso la memoria francescana.
“Abbiamo bisogno di un piano straordinario di intervento che restituisca bellezza e sicurezza a quest’area. È un dovere verso la comunità e verso i tanti visitatori che ogni anno scelgono Gubbio”, affermano i rappresentanti di associazioni culturali locali.
Largo San Francesco e l’area della statua del lupo sono oggi un simbolo di contrasto: da una parte, il grande impegno per il Giubileo 2025-2026, dall’altra l’abbandono di un luogo chiave della memoria francescana.
La voce dei cittadini, raccolta da Cronaca Eugubina, suona come un monito: occorre agire subito, prima che sia troppo tardi.
“La città di San Francesco deve essere all’altezza della sua storia. Non possiamo permetterci di celebrare l’ottavo centenario tra rifiuti, degrado e parcheggi abusivi. È il momento di dare dignità a Largo San Francesco”.
(Foto da Cronaca Eugubina)