16 Jan, 2026 - 15:00

Da una fabbrica salvata alla ribalta di Forbes: Ceramiche Noi firma i premi dell’evento dell’anno a Roma

Da una fabbrica salvata alla ribalta di Forbes: Ceramiche Noi firma i premi dell’evento dell’anno a Roma

C’è un’Umbria che non fa rumore, che non cerca riflettori, ma che quando arriva lo fa con la forza delle storie vere. È quella che si è affacciata a fine dicembre nella cornice prestigiosa di Palazzo Brancaccio a Roma, in occasione dell’evento clou annuale di Forbes Italia, dove sono stati consegnati i premi ai protagonisti dell’imprenditoria e del cinema italiano.

I riconoscimenti, ideati e realizzati da Ceramiche Noi, cooperativa umbra nata sulle macerie di una delocalizzazione in Armenia, hanno rappresentato molto più di un semplice oggetto celebrativo: sono diventati il simbolo concreto di una rinascita industriale, sociale e territoriale.

Brunello Cucinelli imprenditore dell’anno

Tra i premiati spicca il nome di Brunello Cucinelli, insignito del titolo di imprenditore dell’anno. Accanto a lui, sul palco di uno degli appuntamenti più esclusivi del calendario economico-mediatico italiano, anche Cristiana Capotondi, Chopard e i fondatori di Tecnocasa.

Figure diverse, mondi differenti, ma uniti da un filo comune: l’eccellenza, l’innovazione, la capacità di lasciare un segno. E a tenere fisicamente insieme questi riconoscimenti, trasformandoli in oggetti unici, è stata proprio Ceramiche Noi.

«Essere scelti da Forbes Italia per la realizzazione dei premi per i loro più importanti eventi è motivo di grande orgoglio», ha dichiarato Lorenzo Giornelli, responsabile marketing della cooperativa, in una nota diffusa da Legacoop Umbria.
«Lo è ancora di più quando si celebrano figure come il maestro Brunello Cucinelli che da sempre simboleggia l’Umbria che eccelle nel mondo».

Da delocalizzazione a partner strutturato di Forbes

La storia di Ceramiche Noi è una di quelle che ribaltano la narrativa della sconfitta. Nata come workers buyout dopo una delocalizzazione produttiva in Armenia, la cooperativa è riuscita a ripartire, riorganizzarsi, investire e oggi è partner strutturato di Forbes Italia e fornitore ufficiale dei premi per i suoi eventi.

Non un’operazione spot, ma una collaborazione consolidata, che certifica la qualità del prodotto e la solidità del percorso intrapreso.

È un passaggio simbolico potente: da fabbrica salvata sul filo della chiusura a protagonista di un evento che celebra l’élite dell’imprenditoria italiana.

I cofanetti firmati da un’altra eccellenza cooperativa

A rendere ancora più emblematico il racconto è il fatto che anche i cofanetti che contenevano i premi sono stati realizzati da un’altra realtà cooperativa umbra: la Legatoria Tuderte.

Una scelta tutt’altro che casuale. La Legatoria Tuderte aveva già firmato i cofanetti inviati ai grandi del mondo per l’inaugurazione del Grand Egyptian Museum, uno degli eventi culturali più importanti a livello globale.

Due storie umbre, due cooperative, due percorsi di rinascita che si incontrano sotto i riflettori di Forbes.

Valenti (Legacoop Umbria): “Ecco cosa significa rinascere come impresa condivisa”

Il valore politico, sociale ed economico di questo risultato è stato sottolineato con forza da Danilo Valenti, presidente di Legacoop Umbria:

«I workers buyout sono una delle dimostrazioni più concrete di come il lavoro, quando diventa impresa condivisa, possa rinascere e rifiorire».

Valenti ha ricordato come in Umbria oggi se ne contino 15, con oltre 80 milioni di fatturato complessivo e 480 soci lavoratori.

«Per noi è un onore averli visti nascere sull’orlo della chiusura e accompagnarli nella crescita fino a traguardi come questo, che parlano di qualità, innovazione e orgoglio territoriale», ha aggiunto.

Ma c’è di più, ed è forse il passaggio più forte del suo intervento:

«Vogliamo lanciare un messaggio a chi si sente perduto perché magari sta perdendo il lavoro: se siete sicuri di voi, noi vi possiamo aiutare a diventare imprenditori di voi stessi. Riacquistare i macchinari e ripartire come hanno fatto queste due aziende».

Due storie, un solo messaggio: l’Umbria che non si arrende

«Oggi celebriamo due storie di rinascita cooperativa protagoniste dell’evento Forbes Italia 2025», ha concluso Valenti. Ed è esattamente questo il punto.

Non solo premi, non solo gala, non solo nomi altisonanti. Ma un messaggio che arriva forte e chiaro: anche dai territori considerati marginali può nascere eccellenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale.

Ceramiche Noi e Legatoria Tuderte raccontano un’Umbria che non si arrende, che non subisce passivamente le crisi, che trasforma le ferite in opportunità.

Quando il territorio diventa valore

In un contesto in cui si parla spesso di desertificazione industriale, di giovani che se ne vanno, di imprese che chiudono, queste due cooperative portano una narrazione diversa, concreta, verificabile.

Non retorica. Non slogan. Fatti.

Oggetti realizzati a mano, pensati, progettati, rifiniti in Umbria, consegnati nel cuore di Roma ai protagonisti dell’economia e della cultura italiana.

È anche questo, oggi, orgoglio territoriale.

Ed è anche questo, forse, il modo più efficace per raccontare l’Umbria che eccelle nel mondo.

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Mario Farneti
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