È arrivato ad Assisi dopo oltre 330 giorni di cammino, partito da Palermo e diretto a Venezia, attraversando l’Italia senza soldi né soste programmate, affidandosi all’ospitalità delle persone incontrate lungo la strada. Protagonista dell’impresa è Adrian Ruiz Pelayo, 35 anni, originario di Malaga, che ha scelto di fermarsi tre giorni nella città di San Francesco per venerare le spoglie del Santo e ricaricare le energie prima dell’ultima parte del percorso.
Il suo viaggio, iniziato nella primavera del 2025 dal capoluogo siciliano, si sviluppa lungo un itinerario non rigidamente tracciato, costruito tappa dopo tappa. L’obiettivo dichiarato è “scoprire e trasmettere la bontà della gente”, trasformando il cammino in un’esperienza di incontro, ascolto e testimonianza.
Nelle ore successive all’arrivo, Ruiz Pelayo ha visitato la teca che custodisce le spoglie di San Francesco, esposte nella Basilica Inferiore. Un momento che definisce centrale nel suo percorso spirituale. "È un momento incredibile - racconta Pelayo - perché mi sono preparato studiando la storia di San Francesco e vedere i suoi resti mi ha dato una forza enorme per proseguire il cammino e riflettere su cosa significa donarsi agli altri".
Parole che sintetizzano il senso della sosta ad Assisi: non una semplice tappa geografica, ma un passaggio simbolico, in continuità con l’ispirazione francescana che accompagna il viaggio. La figura del Poverello, spiega, rappresenta un modello di essenzialità e apertura verso il prossimo.
Il giovane spagnolo cammina da solo, senza risorse economiche proprie e senza una pianificazione dettagliata delle soste. Una scelta radicale, che comporta affidarsi all’accoglienza delle persone incontrate lungo il percorso.
"Trovando solo acqua e pane, ma ricevendo in cambio la generosità delle persone", spiega Ruiz Pelayo, descrivendo un’esperienza quotidiana fatta di piccoli gesti: un pasto condiviso, un letto offerto, una parola di incoraggiamento. L’arrivo ad Assisi assume così una valenza particolare: "San Francesco e Assisi sono un momento bellissimo", sottolinea. E aggiunge: "Mi sento sulle sue orme, e questo mi ispira a continuare il cammino".
Nel corso del suo viaggio Ruiz Pelayo racconta di aver incontrato anche il Santo Padre il 7 gennaio, occasione nella quale ha condiviso il senso del proprio percorso e il desiderio di collegare simbolicamente diversi luoghi della cristianità. "Ho voluto unire due luoghi sacri - spiega ancora -, il Vaticano e Santo Toribio del Liebana, in Spagna, dove si conserva un pezzo della Croce di Cristo. Gli ho parlato dell'importanza di questi luoghi".
Un dialogo che, riferisce, ha rafforzato la consapevolezza del valore universale del cammino come esperienza di fede e testimonianza.
Prima di intraprendere questa esperienza, Ruiz Pelayo lavorava nel settore commerciale e immobiliare. La decisione di interrompere la carriera è maturata progressivamente, come risposta a un’esigenza personale di cambiamento.
"Voglio trasmettere la benedizione della gente - racconta Adrian -, far capire che tutto ciò che si fa con energia positiva si può realizzare". Il cammino, raccontato quotidianamente sui social con il nome “Un cammino per scoprire”, documenta ogni tappa e ogni incontro, con l’intento di condividere storie di solidarietà e riflessione.
Dopo la sosta di tre giorni ad Assisi, Ruiz Pelayo riprenderà il percorso verso nord. La meta finale è Venezia, con arrivo previsto il primo maggio. L’ultimo tratto del viaggio attraverserà l’Italia centrale e settentrionale, completando un itinerario che ha unito il Sud e il Nord del Paese in un unico cammino spirituale.
L’esperienza, spiega Adrian, non è concepita come un’impresa sportiva ma come un itinerario interiore, nel quale ogni chilometro percorso diventa occasione di incontro e condivisione.