24 Jun, 2026 - 08:40

Da Norcia a Marsciano, nasce l’asse culturale dell’Umbria nel nome di San Benedetto

Da Norcia a Marsciano, nasce l’asse culturale dell’Umbria nel nome di San Benedetto

Non una semplice rassegna culturale e nemmeno una successione di appuntamenti destinati a esaurirsi nell’arco di poche settimane. Quello che prende forma tra Norcia e Marsciano si presenta come un progetto di più ampio respiro, capace di mettere in relazione territori, istituzioni, associazioni, studiosi e protagonisti della cultura attorno a una figura che continua a rappresentare uno dei riferimenti più significativi dell’identità europea: San Benedetto da Norcia.

Nasce con queste premesse il percorso culturale legato al primo Premio internazionale San Benedetto da Norcia, iniziativa che inaugura una nuova stagione di collaborazione tra il Comune di Norcia, la Fondazione Luigi Salvatorelli e numerosi partner culturali del territorio regionale. Un progetto che affonda le proprie radici nella storia e nella tradizione, ma che guarda con decisione al presente, ponendo al centro temi di straordinaria attualità come la pace, il dialogo tra i popoli, la costruzione delle comunità e il ruolo della cultura come strumento di coesione sociale.

L’iniziativa rappresenta uno dei più significativi appuntamenti culturali dell’estate umbra e punta a consolidarsi negli anni come luogo permanente di confronto e riflessione sui valori che hanno contribuito alla formazione dell’Europa contemporanea.

Un ponte culturale tra Norcia e Marsciano

L’elemento più innovativo del progetto risiede proprio nella collaborazione tra due realtà territoriali differenti ma unite da un comune patrimonio culturale. Norcia, città natale di San Benedetto e simbolo universale della spiritualità benedettina, incontra Marsciano attraverso la figura di Luigi Salvatorelli, tra i più autorevoli intellettuali italiani del Novecento e protagonista di una delle più importanti riflessioni storiche dedicate al santo patrono d’Europa.

“Al centro del progetto tra Comune di Norcia e di Marsciano - ha spiegato l’assessore alla cultura di Marsciano, Michele Capoccia - vi è la figura di Luigi Salvatorelli, tra i maggiori intellettuali italiani del Novecento, che nel 1929 dedicò a San Benedetto un’importante pubblicazione, ‘San Benedetto e l’Italia del suo tempo’ (Laterza, 1929), contribuendo a definirne il ruolo nella formazione della coscienza europea. Proprio da quella riflessione prende avvio il percorso culturale che accompagna il Premio”.

Una visione che restituisce centralità al pensiero storico e filosofico come chiave di lettura del presente e che fa del Premio un laboratorio culturale permanente piuttosto che un semplice riconoscimento celebrativo.

Il debutto con Marco Bocci e “Pax – quello che rimane”

L’apertura ufficiale del programma è prevista per sabato 27 giugno alle ore 17 al Teatro Civico di Norcia, dove andrà in scena “Pax – quello che rimane”, drammaturgia per voce e due strumenti che vedrà protagonista l’attore marscianese Marco Bocci, accompagnato da Maria Cristina Lalli al pianoforte e Maria Cecilia Berioli al violoncello.

Presentato da Anna Lisa Baldi, lo spettacolo affronta il tema della pace attraverso una narrazione intensa e profondamente contemporanea, pur attingendo a una delle pagine più celebri della letteratura classica.

Il testo originale trae infatti ispirazione dal canto XXIV dell’Iliade, nel quale Priamo attraversa il campo nemico per chiedere ad Achille la restituzione del corpo del figlio Ettore.

Una storia antica che diventa metafora universale della riconciliazione e della capacità dell’uomo di ritrovare umanità anche nel cuore del conflitto.

La pace come filo conduttore dell’intero progetto

L’intero Premio internazionale San Benedetto da Norcia si sviluppa attorno a un tema preciso: la pace. Non una pace intesa come concetto astratto o principio teorico, ma come costruzione quotidiana, esercizio di responsabilità e capacità di dialogo.

Un tema che assume una particolare rilevanza nel contesto internazionale contemporaneo e che trova nel messaggio benedettino una delle sue più solide radici culturali e spirituali.

La figura di San Benedetto viene infatti riletta non soltanto come riferimento religioso, ma come modello di costruzione comunitaria e civile, capace ancora oggi di offrire spunti per affrontare le grandi sfide del presente.

Il 5 luglio la riflessione sul pensiero di Salvatorelli

Uno degli appuntamenti più attesi si terrà il 5 luglio alle ore 18 nel Palazzo Comunale di Norcia. La Fondazione Luigi Salvatorelli curerà infatti la tavola rotonda dal titolo:

“Il confine e la soglia. Dialogo sulla pace ai margini d’Europa”

L’incontro offrirà l’occasione per rileggere l’opera che Salvatorelli dedicò a San Benedetto quasi un secolo fa, mettendola in relazione con le trasformazioni sociali, culturali e geopolitiche del nostro tempo. 

Sarà un momento di confronto tra studiosi e intellettuali chiamati a riflettere sul significato contemporaneo del pensiero benedettino e sul contributo che esso può offrire alle comunità europee in una fase storica segnata da tensioni internazionali, cambiamenti profondi e nuove sfide identitarie.

Franco Cardini protagonista della lectio magistralis

Il percorso proseguirà il 7 luglio alle ore 21 al Teatro Civico con uno degli eventi di maggiore rilievo scientifico e culturale dell’intero programma. Protagonista sarà infatti il celebre storico e medievista Franco Cardini, che terrà la lectio magistralis:

“San Benedetto e le radici dell’Occidente. Europa, identità, futuro”

L’intervento offrirà una riflessione sul ruolo esercitato da San Benedetto nella formazione della civiltà europea e sulla straordinaria attualità del suo messaggio in un’epoca caratterizzata da profonde trasformazioni sociali e culturali.

La presenza di Cardini conferma la volontà degli organizzatori di dare al Premio una dimensione nazionale e internazionale, coinvolgendo alcune delle voci più autorevoli del panorama culturale italiano.

Duca: “Più che una rassegna, una visione condivisa”

Il significato più profondo dell’iniziativa emerge dalle parole del vicesindaco di Norcia Antonio Duca, che sottolinea la portata strategica del progetto.

“Più che una rassegna - quella che prende forma tra Marsciano e Norcia è una visione condivisa - ha aggiunto il vicesindaco di Norcia, Antonio Duca -. Un progetto che rimette al centro il pensiero di San Benedetto, la lezione di Luigi Salvatorelli e la capacità della cultura di costruire ponti tra territori, generazioni e comunità. Perché quando le migliori energie dell’Umbria scelgono di collaborare, il risultato non appartiene a una singola città, appartiene all’intera regione”.

Parole che sintetizzano efficacemente la filosofia dell’iniziativa e la sua ambizione di diventare un patrimonio condiviso dell’intera Umbria.

La mostra “Radici di Pace” e il Premio a Pierbattista Pizzaballa

Il programma sarà arricchito anche da una significativa proposta espositiva.

Il 27 giugno, alle ore 10, verrà infatti inaugurata a Palazzo Comunale la mostra “Radici di Pace”, dedicata allo scultore contemporaneo Andrea Roggi, autore dell’opera simbolo del Premio internazionale San Benedetto da Norcia.

L’opera assume un forte valore simbolico poiché poggia su una pietra proveniente dalle macerie del terremoto del 2016, trasformando un segno di distruzione in un messaggio di rinascita e speranza.

Proprio questa creazione sarà consegnata l’11 luglio al cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, figura che negli ultimi anni è diventata uno dei principali punti di riferimento internazionali per il dialogo e la pace in Medio Oriente.

Una nuova piattaforma culturale per l’Umbria

La direzione artistica e creativa degli eventi è affidata a Maria Cristina Lalli, che ha costruito un programma capace di intrecciare musica, teatro, storia, ricerca e dialogo civile.

Oltre agli enti promotori figurano inoltre l’Associazione Spina Enhancing, guidata da Simona Chipi e Andrea Soldani, e numerose realtà impegnate nella valorizzazione culturale del territorio.

Il primo Premio internazionale San Benedetto da Norcia si propone così come molto più di una manifestazione culturale: una piattaforma permanente di confronto che parte dall’Umbria per interrogarsi sul futuro dell’Europa.

Nel nome di San Benedetto, della sua eredità spirituale e della lezione di Luigi Salvatorelli, Norcia e Marsciano lanciano un messaggio chiaro: la cultura può ancora essere uno strumento capace di costruire comunità, generare dialogo e creare ponti tra territori, storie e generazioni. Un patrimonio che appartiene all’Umbria, ma che parla all’intero continente.

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Francesco Mastrodicasa
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