26 Jun, 2026 - 11:27

Crisi STF Loterios, l'Umbria fa fronte comune: stop alla produzione e appello al Governo per salvare lo stabilimento di Fontignano

Crisi STF Loterios, l'Umbria fa fronte comune: stop alla produzione e appello al Governo per salvare lo stabilimento di Fontignano

Un voto unanime, trasversale agli schieramenti politici, per chiedere un intervento immediato del Governo e tentare di scongiurare il definitivo collasso di una delle principali realtà produttive del territorio. L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha approvato una mozione urgente con cui impegna la Giunta regionale a sollecitare il Ministero delle Imprese e del Made in Italy affinché venga convocato nel più breve tempo possibile un tavolo nazionale dedicato alla crisi della STF Loterios di Fontignano, azienda che da mesi attraversa una fase di gravissima difficoltà industriale e finanziaria.

L'atto, presentato in Aula dal consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Fabrizio Ricci, è stato sottoscritto da tutti i consiglieri presenti, sancendo una posizione unitaria dell'intero Consiglio regionale su una vicenda che coinvolge direttamente decine di lavoratori e che viene considerata emblematica delle difficoltà che stanno attraversando alcuni comparti del tessuto manifatturiero umbro.

La richiesta rivolta all'esecutivo regionale è chiara: accelerare il confronto con il Ministero affinché istituzioni, proprietà e organizzazioni sindacali possano sedersi attorno allo stesso tavolo per individuare una soluzione concreta e condivisa.

L'appello al Governo: "Serve un confronto immediato"

Il documento approvato dall'Assemblea punta ad imprimere una svolta a una crisi che, secondo quanto emerso nel dibattito istituzionale, continua ad aggravarsi settimana dopo settimana. "Chiediamo con questo voto alla Giunta di sollecitare il Ministero delle Imprese e del Made in Italy a rispondere velocemente alla richiesta di aprire un tavolo di confronto nazionale sul caso STF Loterios di Fontignano, fissando un primo incontro il prima possibile", è la richiesta contenuta nella mozione approvata all'unanimità.

L'iniziativa arriva in una giornata particolarmente delicata per l'azienda, coincisa con una nuova mobilitazione dei dipendenti, tornati a scioperare per chiedere un piano industriale credibile capace di rilanciare la produzione oppure, in alternativa, l'avvio di un percorso che conduca alla cessione dell'attività, alla luce dei manifestati interessamenti che, secondo le organizzazioni sindacali, sarebbero emersi negli ultimi mesi.

Produzione quasi azzerata e crisi di liquidità

Nel presentare la mozione urgente, il consigliere Fabrizio Ricci ha ricostruito le condizioni in cui versa oggi lo stabilimento di Fontignano, descrivendo un quadro definito di estrema criticità sotto il profilo produttivo, economico e occupazionale.

"Negli ultimi mesi la fabbrica ha lavorato molto meno, quasi fermandosi, e questo ha portato a una crisi di liquidità, molti debiti e meno lavoro, anche perché i rapporti con i clienti sono peggiorati. A febbraio 2026 è stato firmato un accordo per la cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale, valida dal 9 febbraio 2026 all'8 febbraio 2027: questo significa che la produzione si ferma completamente. Sono già passati quattro mesi con la cassa integrazione ma le cose non sono migliorate, anzi. Ora la situazione è anche peggiore, parte della fabbrica è rimasta senza corrente elettrica e lo stabilimento rischia lo sfratto", ha spiegato Ricci nel corso della discussione in Aula.

Una fotografia che evidenzia come la crisi non riguardi più soltanto la riduzione dei volumi produttivi, ma stia coinvolgendo ormai la stessa continuità operativa dell'azienda, con difficoltà economiche tali da mettere a rischio anche il mantenimento dei servizi essenziali all'interno dello stabilimento.

Sciopero dei lavoratori e richiesta di un piano industriale

La protesta dei dipendenti rappresenta l'ennesimo segnale di un malessere che si trascina ormai da mesi. I lavoratori chiedono risposte concrete sul futuro della società, sollecitando la proprietà a presentare un nuovo piano industriale capace di garantire prospettive produttive e occupazionali. Qualora ciò non fosse possibile, le organizzazioni sindacali ritengono necessario aprire rapidamente una trattativa per individuare eventuali soggetti interessati a rilevare l'azienda, così da salvaguardare competenze professionali, posti di lavoro e un patrimonio industriale costruito negli anni. 

Il progressivo rallentamento della produzione, infatti, ha determinato un effetto domino che ha inciso sui rapporti commerciali con i clienti, aggravando ulteriormente una situazione già compromessa dalla carenza di liquidità.

La Regione ha già attivato il Ministero

Nel corso del dibattito è stato ricordato come la Regione Umbria abbia già mosso un primo passo istituzionale nei confronti del Governo.

Lo scorso 15 giugno 2026, infatti, l'assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro, Francesco De Rebotti, ha trasmesso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy una richiesta formale affinché venga istituito un tavolo nazionale dedicato alla vertenza STF Loterios.

L'obiettivo è quello di favorire un confronto diretto tra proprietà, rappresentanze sindacali e istituzioni, individuando strumenti e percorsi utili a garantire la continuità produttiva e la tutela occupazionale. La mozione approvata dall'Assemblea legislativa rafforza ora politicamente quella richiesta, conferendo alla Giunta un mandato condiviso dall'intero Consiglio regionale.

Una crisi che riguarda l'intero sistema produttivo

Nel suo intervento conclusivo, Ricci ha voluto sottolineare come la vicenda della STF Loterios non rappresenti un episodio isolato, ma si inserisca in un contesto più ampio di difficoltà che interessa parte del sistema manifatturiero regionale.

"La crisi della STF Loterios - ha concluso Ricci - non è un caso isolato, ma fa parte di una debolezza più generale dell'industria, soprattutto in quella zona. Se non si interviene subito, il rischio è di perdere per sempre una fabbrica importante e tanti posti di lavoro. Le lavoratrici e i lavoratori hanno sempre lavorato bene e con professionalità in settori importanti per il Paese, e ora meritano risposte concrete e rapide".

Parole che sintetizzano il significato politico della mozione approvata dall'Aula: difendere non soltanto una singola azienda, ma un presidio produttivo considerato strategico per il territorio e per il comparto industriale umbro.

L'obiettivo: evitare la chiusura e salvaguardare l'occupazione

Con il voto unanime dell'Assemblea legislativa, il caso STF Loterios assume ora una dimensione istituzionale ancora più rilevante.

L'auspicio condiviso è che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy possa rispondere rapidamente alla richiesta avanzata dalla Regione, convocando il tavolo nazionale sollecitato da Palazzo Cesaroni. L'apertura di un confronto tra Governo, Regione, azienda e parti sociali viene considerata il passaggio indispensabile per verificare tutte le possibili soluzioni industriali, scongiurare la chiusura dello stabilimento di Fontignano e preservare il futuro occupazionale dei lavoratori coinvolti.

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Francesco Mastrodicasa
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