11 Jan, 2026 - 12:35

Gubbio, maggioranza spaccata e caccia al “regista occulto”: l’opposizione chiede verità e responsabilità

Gubbio, maggioranza spaccata e caccia al “regista occulto”: l’opposizione chiede verità e responsabilità

La nascita improvvisa del nuovo gruppo consiliare Progetto Città, formato da quattro consiglieri eletti nella lista di maggioranza Gubbio Civica e oggi prima forza numericamente in Consiglio, apre una fase politica delicata e carica di interrogativi. A prendere posizione è la coalizione di minoranza Gubbio Futura – Gubbio Città Futura – Gubbio Partecipa, che in un comunicato chiede chiarezza immediata al sindaco e alla maggioranza.

“Non è solo una questione interna ai partiti – si legge – è un fatto che riguarda la stabilità dell’amministrazione e il diritto dei cittadini a sapere cosa sta accadendo”. Una presa di posizione netta, che colloca la vicenda non sul piano delle dinamiche di palazzo, ma su quello della responsabilità istituzionale.

Una spaccatura improvvisa che pesa sugli equilibri

Il gruppo di minoranza sottolinea come la scissione sia arrivata senza segnali pubblici evidenti e in modo repentino, producendo uno scossone negli equilibri della coalizione che sostiene il sindaco. “La posizione di Gubbio Civica parla di una scelta maturata senza alcun confronto, né interno né pubblico”, ricordano i gruppi di opposizione.

Non solo: il comunicato di Gubbio Civica è stato accompagnato da accuse durissime di tradimento del mandato e ambiguità politica, fino a evocare l’ipotesi di un “regista occulto”. Un passaggio che la minoranza riporta, ma senza farne il perno dell’analisi.

Ed è un punto politicamente rilevante: in politica spesso non esistono registi occulti, ma scelte, tensioni, ambizioni e divergenze che maturano alla luce del sole. Insistere sempre su manovre segrete rischia di diventare, di fatto, uno schiaffo alla democrazia, perché alla fine dei conti sono gli eletti – e quindi i cittadini – a determinare gli assetti. Chi pensa di muovere i fili nell’ombra, di solito, finisce con un pugno di mosche in mano.

Le accuse a Fiorucci: “Parole gravi che non possono restare sospese”

La coalizione di minoranza pone l’accento su un passaggio particolarmente critico: l’attacco frontale di Gubbio Civica al sindaco Vittorio Fiorucci, accusato di non essere stato in grado di tutelare e difendere l’unità della coalizione e riconoscere i veri valori di alcuni suoi membri”.

Sono parole gravi, che non possono restare sospese”, scrive la coalizione di minoranza. Perché, al di là delle responsabilità, delineano un quadro a tinte fosche sulla tenuta politica dell’amministrazione.

Il nodo politico: cosa sapeva il Sindaco?

Il sindaco ha dichiarato pubblicamente di non essere a conoscenza di quanto stava maturando. Una dichiarazione che, secondo la minoranza, apre un interrogativo politico serio.

“O non dice il vero – scrivono – oppure dimostra di non avere piena consapevolezza di ciò che accade nella sua maggioranza, nonostante le ripetute avvisaglie e prese di distanza di alcuni suoi membri sia in Consiglio sia nelle commissioni. In entrambi i casi, si tratta di un fatto grave.

Da qui le due domande secche rivolte al primo cittadino: che cosa intende fare? Gubbio ha ancora un governo pienamente operativo oppure no?

Una maggioranza spaccata e un Sindaco indebolito

Per il gruppo di minoranza, le parole di Gubbio Civica segnano un passaggio di rottura profondo, che va ben oltre la fisiologica dialettica interna. “Restituiscono l’immagine di un Sindaco politicamente indebolito”, costretto a muoversi tra due gruppi consiliari ormai apertamente contrapposti.

Il rischio evocato è quello di un’amministrazione paralizzata da veti incrociati, o comunque costretta a una navigazione a vista. “È su questo punto che la città merita una risposta chiara e pubblica”, insiste la coalizione: esiste ancora una maggioranza coesa in grado di governare oppure Gubbio è entrata in una fase di instabilità permanente?

I rischi concreti per la città

La minoranza avverte che questa crisi non è astratta. “Rischia di bloccare la città in un momento in cui Gubbio ha davanti questioni decisive: la sanità territoriale, il futuro della Gubbio Cultura e Multiservizi, la conclusione di cantieri strategici come piazza Quaranta Martiri, via XX Settembre e l’edificio scolastico, oltre alla tutela del territorio da nuove forme di speculazione.

Qui il messaggio è politico ma anche amministrativo: l’instabilità non è un gioco, produce ritardi, incertezze, perdita di occasioni.

No ai “romanzi gialli”, sì alla trasparenza

Colpisce come, al di là delle accuse incrociate e delle allusioni a presunti registi occulti, la città venga trascinata in una narrazione da “romanzo giallo” che poco ha a che fare con la politica reale.

In democrazia le scelte si compiono alla luce del sole, davanti agli elettori, e non nelle stanze segrete. Insistere su regie occulte rischia di diventare un alibi per non assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie decisioni. Saranno i cittadini, non i sospetti, a giudicare se la nascita di Progetto Città rafforzerà o indebolirà la maggioranza. 

La richiesta formale: Consiglio comunale urgente

La conclusione del comunicato è netta: convocazione urgente di un Consiglio comunale. “È l’unica sede legittima per fare chiarezza, ristabilire verità politiche e dire alla città se questa maggioranza è ancora in grado di governare”.

E la stoccata finale: “La destra al governo di Gubbio, che prometteva una svolta epocale, è già al capolinea, con una maggioranza a pezzi che spinge la città nelle paludi dell’ingovernabilità politica.

Una crisi da chiarire, non da drammatizzare

Al netto dei toni dell’opposizione, un dato è oggettivo: la nascita di Progetto Città cambia gli equilibri. Potrà indebolire la maggioranza, o – paradossalmente – rafforzarla se produrrà maggiore chiarezza e responsabilità. Questo lo diranno i fatti, non le congetture.

Una cosa è certa: la politica non è teatro delle ombre, ma spazio di scelte. E ora tocca al Sindaco e alla maggioranza spiegare alla città che strada intendono percorrere.

(La vignetta è da Radio Antenna Libera TV)

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Mario Farneti
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