31 Jan, 2026 - 07:30

Criminalità in Umbria, allarme Maranza e baby gang e furti in casa: Sottani richiama istituzioni e territorio

Criminalità in Umbria, allarme Maranza e baby gang e furti in casa: Sottani richiama istituzioni e territorio

Un quadro che inquieta e che impone una riflessione immediata sul piano della sicurezza pubblica. Furti in abitazione in aumento del 32%, traffico di droga strutturato, violenza di genere ancora drammaticamente presente e una devianza minorile che assume contorni sempre più organizzati, spesso riconducibili a dinamiche da baby gang. È la fotografia scattata dal Procuratore generale di Perugia, Sergio Sottani, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2026 che prenderà il via oggi.

I dati, riferiti al periodo compreso tra il 1° luglio 2024 e il 30 giugno 2025, restituiscono una lettura approfondita dei fenomeni criminali nel distretto umbro e segnalano una crescita di reati che incidono direttamente sulla percezione di sicurezza dei cittadini.

Furti in abitazione e procedimenti contro ignoti: la sicurezza domestica torna al centro dell’agenda pubblica

A destare maggiore preoccupazione è l’escalation dei furti in casa, aumentati di circa il 32%. Ancora più significativo è il numero dei procedimenti a carico di ignoti, saliti a oltre 9.300, indice di una tipologia di reato complessa da contrastare sul piano investigativo.

Sergio Sottani non ha nascosto la gravità del fenomeno: “Un aumento inquietante, ma questi dati non vanno letti come una incapacità delle forze di polizia o delle Procure. Si tratta di reati che, per loro natura, sono difficili da contrastare sul piano giudiziario”.

Da qui la necessità di rafforzare la prevenzione dei reati. “Servono controlli, sorveglianza e sistemi di altra natura. Il furto in abitazione è un reato che incide profondamente sul senso di sicurezza delle persone”, ha aggiunto il Procuratore generale, richiamando implicitamente istituzioni e comunità locali a una strategia condivisa.

Il tema non è solo statistico ma sociale: l’intrusione nello spazio domestico modifica le abitudini, alimenta il timore e ridefinisce la percezione del rischio, soprattutto nei centri urbani e nelle aree residenziali.

Droga, baby gang e devianza minorile: una criminalità sempre più precoce e relazionale

Se il dato sui furti colpisce per immediatezza, altrettanto rilevante è la ripresa dei procedimenti per droga. Dopo una flessione nel 2024, nel 2025 i fascicoli sono tornati a crescere fino a quota 622.

Per Sottani si tratta di un segnale chiaro: “Testimonia un fenomeno non più circoscritto a livello locale ma di allarme nazionale”.

Il traffico di stupefacenti, ha spiegato, poggia su organizzazioni criminali consolidate, con canali di approvvigionamento difficili da interrompere e una capacità di rigenerazione quasi automatica. “Dietro ci sono organizzazioni con un ricambio continuo di uomini e risorse. Anche quando un gruppo viene colpito, il sistema tende a rigenerarsi”.

In questo scenario si inserisce la crescente attenzione verso la delinquenza minorile, definita “non meno preoccupante”. Si tratta della cosiddetta emergenza Maranza e baby gang che sta diventando molto rilevante a Perugia e Terni. L’aumento dei procedimenti a carico di minori riguarda soprattutto reati contro la persona e reati contro il patrimonio, spesso intrecciati a dinamiche digitali e relazionali che facilitano aggregazioni rapide e comportamenti emulativi.

È proprio in queste forme di aggregazione che gli inquirenti osservano contesti riconducibili alle baby gang, bande giovanili capaci di muoversi con logiche di gruppo e di amplificare la portata dei singoli episodi. L’indicazione del Procuratore generale è netta: “Attenzione su delinquenza minorile e violenza di genere”. Un richiamo che assume valore strategico in chiave preventiva, prima ancora che repressiva.

 

Violenza di genere e femminicidi: risposta giudiziaria presente, ma l’allerta resta alta

Ampio spazio è stato dedicato anche alla violenza di genere, fenomeno che continua a interrogare il sistema giudiziario e la rete di protezione sociale.

“È un reato profondamente inquietante, ma su questo fronte la risposta giudiziaria esiste ed è supportata da importanti novità normative e da un impiego significativo di risorse”, ha osservato Sottani.

Nel 2025, tuttavia, nel distretto umbro si sono registrati tre femminicidi, due dei quali conclusi con il suicidio dell’autore. “Una situazione sicuramente allarmante, ma che non consente di affermare che manchino strumenti di tutela e intervento”, ha precisato.

Il messaggio è duplice: gli strumenti ci sono, ma la prevenzione della violenza resta decisiva.

Rischio infiltrazioni mafiose e carceri sovraffollate: le criticità strutturali del sistema

Nel corso dell’analisi è emerso anche il rischio di infiltrazioni mafiose silenti, in particolare nei settori del riciclaggio e degli investimenti illeciti collegati alla ricostruzione post-sisma del 2016.

“A distanza di quasi dieci anni una parte consistente delle risorse deve ancora essere assegnata”, ha spiegato il Procuratore generale, annunciando un confronto con la Procura generale di Ancona e con il Commissario straordinario alla ricostruzione per rafforzare i controlli antimafia.

Critica anche la situazione delle carceri umbre: al 1° dicembre 2025 i detenuti erano 1.675 a fronte di una capienza regolamentare di 1.339 posti, con un sovraffollamento del 25%. In crescita gli episodi di violenza interna e i sequestri di telefoni cellulari.

Sul fronte degli organici emergono segnali misti: positiva la copertura della Procura di Terni e le iniziative per rafforzare la Procura per i minorenni, ma restano criticità, soprattutto per la Procura aggiunta di Perugia. Centrale, inoltre, il ruolo dei data entry, definiti da Sottani “figure essenziali”, anche alla luce delle comunicazioni ministeriali sulla possibile stabilizzazione.

Una mappa della criminalità che impone prevenzione e governance multilivello

La relazione del Procuratore generale Sergio Sottani restituisce un territorio attraversato da fenomeni criminali eterogenei ma interconnessi: dalla sicurezza domestica alla droga, dalla violenza di genere alla criminalità minorile fino ai rischi economico-finanziari.

La linea indicata è chiara: indagini solide, capaci di arrivare a condanne, evitando operazioni esclusivamente mediatiche, ma soprattutto un rafforzamento delle politiche di prevenzione.

In filigrana emerge una consapevolezza istituzionale: la sicurezza del territorio non può essere delegata solo all’azione giudiziaria. Richiede una regia ampia, capace di coinvolgere scuola, servizi sociali, enti locali e sistema associativo.

Il dato forse più significativo, al di là delle percentuali, è proprio questo: la criminalità cambia forma, si abbassa l’età dei protagonisti e si organizza con modalità sempre più fluide. Intercettarla in anticipo diventa la vera sfida del prossimo Anno giudiziario.

AUTORE
foto autore
Federico Zacaglioni
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE