10 Aug, 2026 - 10:01

Corsi d’acqua e rischio idraulico, Peltristo torna all’attacco: nuova segnalazione ai Carabinieri sulla manutenzione

Corsi d’acqua e rischio idraulico, Peltristo torna all’attacco: nuova segnalazione ai Carabinieri sulla manutenzione

Dopo le segnalazioni avanzate nei mesi scorsi e le successive interlocuzioni con gli enti competenti, Augusto Peltristo, capogruppo di Fare Perugia con Romizi – Forza Italia, ha deciso di compiere un ulteriore passo, inviando una nuova richiesta formale alla Regione Umbria, ad Afor, al dirigente regionale competente in materia di ambiente e rischio idraulico, al Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri e ai Carabinieri Forestali.

Al centro della segnalazione ci sono la situazione degli alvei, delle sponde e della vegetazione lungo diversi corsi d’acqua del territorio, ma anche la necessità, secondo Peltristo, di fare chiarezza sugli interventi effettivamente realizzati dall’autunno del 2025, su quelli programmati e sulle risorse destinate alla loro esecuzione.

La nuova richiesta agli enti: “Servono risposte e tempi certi”

La questione, spiega Peltristo, non sarebbe infatti riconducibile alla semplice necessità di effettuare interventi occasionali di pulizia, ma alla costruzione di una vera politica ordinaria di prevenzione del rischio idraulico. La nuova iniziativa nasce proprio dalla constatazione che, nonostante le precedenti sollecitazioni, permarrebbero situazioni considerate meritevoli di attenzione. “Abbiamo segnalato più volte la necessità di intervenire sui fossi e corsi d’acqua Riolo, Fregolosa, Gratiano, Acquaiola, Caina, Cestola e Rigalto - sottolinea Peltristo - ma le risposte ricevute non hanno fornito un vero cronoprogramma, né indicazioni chiare su quali interventi verranno effettuati e in quali tempi”.

La richiesta rivolta agli enti punta dunque a ottenere un quadro il più possibile dettagliato dell’attività svolta e di quella ancora da realizzare: quali opere siano state effettuate dal novembre 2025 a oggi, quali interventi siano stati programmati, quali corsi d’acqua saranno interessati, quali risorse siano state stanziate e soprattutto quali siano le tempistiche previste.

Un’esigenza di programmazione che, nella lettura di Peltristo, dovrebbe consentire di superare una logica legata esclusivamente alla gestione dell’emergenza, intervenendo invece con anticipo sulle situazioni potenzialmente più critiche.

Il caso del Caina: primo intervento, ma la situazione resta da monitorare

Tra i corsi d’acqua indicati nella segnalazione, particolare attenzione viene riservata al Caina. A seguito delle sollecitazioni del gruppo consiliare, a Pilonico Materno è stato effettuato un primo intervento sulla vegetazione. Si tratta, secondo Peltristo, di un’azione positiva ma ancora insufficiente rispetto alle esigenze complessive del corso d’acqua.

“A seguito delle sollecitazioni del nostro Gruppo - spiega Peltristo - è stato effettuato un primo e limitato intervento di pulizia della vegetazione presso Pilonico Materno. È un intervento che abbiamo apprezzato, ma non può certamente considerarsi risolutivo. Il Caina presenta ancora una consistente presenza di vegetazione e necessita di una manutenzione più ampia, compresa la rimozione di rami, tronchi, detriti e altro materiale accumulato nell'alveo e lungo le sponde”.

Il tema della vegetazione e dei materiali presenti negli alvei viene quindi collegato alla necessità di mantenere adeguata la capacità di deflusso dell’acqua, soprattutto in previsione di eventi meteorologici intensi. Una questione che riguarda non soltanto il singolo corso d’acqua, ma più in generale la manutenzione della rete idraulica minore.

Il precedente del Cestola e il nodo della prevenzione

Nella nuova iniziativa viene richiamata anche la situazione del Cestola nella zona di Mugnano, dove durante l’ultimo inverno si sarebbero registrate criticità idrauliche. Per Peltristo, proprio gli episodi verificatisi nei mesi precedenti dovrebbero rappresentare un elemento utile per anticipare le attività di prevenzione. “Non possiamo inoltre dimenticare - prosegue Peltristo - le criticità idrauliche che hanno interessato il Cestola nella zona di Mugnano durante l'ultimo inverno. È proprio questo il punto: bisogna intervenire prima che tornino le piogge intense e non aspettare che si verifichino situazioni di emergenza”.

È questo uno degli aspetti centrali della posizione espressa dal capogruppo: la manutenzione dovrebbe essere programmata quando le condizioni consentono di operare con maggiore sicurezza e con tempi adeguati, senza attendere che un fenomeno meteorologico trasformi una criticità conosciuta in un'emergenza.

“La manutenzione deve essere ordinaria, programmata e continuativa”

Nel mirino finiscono quindi non soltanto gli interventi straordinari, ma soprattutto la continuità delle attività di manutenzione. Secondo Peltristo, la pulizia degli alvei e delle sponde dovrebbe rientrare in una programmazione ordinaria, con controlli periodici e interventi preventivi.

“La manutenzione dei fossi e dei corsi d'acqua deve essere ordinaria, programmata e continuativa. La pulizia della vegetazione, la rimozione dei detriti, dei rami e dei tronchi, il controllo degli alvei e degli argini e il ripristino della capacità di deflusso devono essere attività svolte con regolarità e in prevenzione”. Un'mpostazione che porta direttamente al tema delle tempistiche. I mesi estivi, secondo la posizione espressa da Peltristo, rappresentano infatti una finestra utile per intervenire prima del ritorno delle precipitazioni più frequenti e intense.

“Questi sono i mesi nei quali è possibile lavorare con maggiore sicurezza e programmare gli interventi prima dell'autunno e dell'inverno. Le piogge prima o poi torneranno e non possiamo arrivare impreparati”.

La richiesta di un cronoprogramma

La nuova segnalazione punta quindi a ottenere dagli enti coinvolti dati concreti e verificabili. Peltristo chiede in particolare di conoscere gli interventi realizzati dal novembre 2025 a oggi, quelli già inseriti nella programmazione, le risorse disponibili e i tempi previsti per l’esecuzione.

L’obiettivo è arrivare alla predisposizione di un vero e proprio cronoprogramma, che indichi priorità, corsi d’acqua interessati, attività previste e relative scadenze. Un elemento che, secondo il gruppo consiliare, consentirebbe anche di verificare nel tempo lo stato di attuazione degli interventi e di comprendere quali criticità siano state effettivamente affrontate. Il coinvolgimento del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri e dei Carabinieri Forestali aggiunge inoltre un ulteriore livello alla richiesta, che viene ora sottoposta a una pluralità di soggetti istituzionali con competenze differenti sul territorio e sulla gestione ambientale e idraulica.

“Non chiediamo interventi straordinari dopo l’emergenza”

Il punto conclusivo della posizione di Peltristo è dunque quello della prevenzione. La richiesta non viene presentata come una sollecitazione a intervenire soltanto dopo eventuali fenomeni di piena o situazioni di pericolo, ma come la necessità di consolidare una pratica ordinaria di controllo e manutenzione.

“Non chiediamo interventi straordinari dopo l'emergenza - conclude Peltristo - ma una politica seria di prevenzione. La manutenzione dei corsi d'acqua deve diventare un'attività costante. Aspettare la piena per intervenire significa arrivare troppo tardi. Ora ci sono le condizioni per programmare e realizzare gli interventi necessari: è il momento di farlo”.

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Francesco Mastrodicasa
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