Corbara, un piccolo centro umbro, è stato sconvolto da una tragica vicenda che ha lasciato un’intera comunità nel dolore. Un uomo di 82 anni ha perso la vita mentre eseguiva dei lavori agricoli nel suo terreno in località Fossatello. La vittima, impegnata nella manutenzione del proprio podere, è rimasta schiacciata da una cisterna piena d’acqua, un incidente drammatico che ha subito richiamato l’attenzione delle autorità e dei soccorsi.
L’allarme è stato lanciato dai familiari dell’anziano che, non vedendolo rientrare dopo diverse ore, hanno avvertito il 118. I soccorritori, giunti tempestivamente sul posto, non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell’uomo. Le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento: si ipotizza che la vittima possa essere caduta a causa delle forti piogge che hanno reso instabile il terreno o, in alternativa, per un improvviso cedimento dello stesso. La salma è stata restituita alla famiglia dopo gli accertamenti della Procura di Terni, chiudendo così un caso che ha lasciato tutti sgomenti.
A pochi giorni di distanza, un altro dramma ha colpito l’Umbria. Luca Federici, 47 anni, ha perso la vita in seguito alla puntura di un’ape mentre era intento a lavorare con le sue arnie in campagna. L’uomo, già soggetto in passato a gravi reazioni allergiche, aveva intrapreso un trattamento di desensibilizzazione. Al momento della puntura non aveva con sé la siringa di adrenalina che avrebbe potuto salvarlo.
Federici è stato punto sul collo, un’area particolarmente delicata, e nel giro di pochi minuti è andato in shock anafilattico. I soccorsi sono stati immediati, con il trasporto in ospedale, ma la situazione è precipitata durante il tragitto. All’arrivo in pronto soccorso, i medici hanno tentato il possibile per rianimarlo, ma purtroppo ogni sforzo è stato vano. Anche questa tragedia ha lasciato una comunità nello sconforto, ricordando quanto sia importante la prevenzione e l’attenzione verso le patologie allergiche.
Le due tragiche vicende riportano l’attenzione su un tema di estrema rilevanza: gli infortuni sul lavoro. I dati relativi ai primi sette mesi del 2024 in Umbria mostrano un incremento delle denunce di infortunio, con il settore dell’industria e servizi che registra il maggior numero di incidenti (4623 denunce). Più nel dettaglio:
Geograficamente, gli incidenti sul lavoro sono aumentati soprattutto nella provincia di Perugia, dove le denunce sono salite da 4761 a 5215, mentre a Terni sono leggermente diminuite, passando da 1250 a 1215. In città come Perugia e Terni si registrano comunque aumenti significativi (da 694 a 813 casi a Perugia e da 120 a 130 a Terni).
Un dato particolarmente significativo riguarda le fasce d’età più colpite dagli infortuni: la maggior parte degli incidenti avviene tra i lavoratori di età compresa tra i 45 e i 59 anni, segno che anche coloro con più esperienza non sono immuni ai rischi del lavoro quotidiano.
Le morti di Corbara e quella di Luca Federici ci ricordano quanto sia fondamentale la sicurezza nei luoghi di lavoro, indipendentemente dal settore di impiego. Gli incidenti agricoli, spesso sottovalutati, rappresentano una fetta importante delle tragedie che colpiscono il mondo del lavoro. La manutenzione dei terreni, l’utilizzo di macchinari pesanti e le condizioni atmosferiche imprevedibili possono trasformare attività di routine in scenari di pericolo.
Anche il caso di Luca Federici solleva una riflessione sull’importanza della prevenzione. Le persone affette da gravi allergie dovrebbero avere sempre con sé farmaci salvavita, soprattutto quando operano in ambienti a rischio. Questo episodio tragico evidenzia quanto la mancanza di un semplice dispositivo medico possa risultare fatale.