Sabato 2 e domenica 3 agosto il Monte Serrasanta di Gualdo Tadino diventerà il centro nevralgico delle radiocomunicazioni di emergenza grazie alla quarta mappatura radio VHF organizzata dalla sezione di Perugia dell’Associazione Radioamatori Italiani (ARI). L’iniziativa, parte del progetto nazionale Rete Zamberletti, ha l’obiettivo di testare e migliorare le comunicazioni radio alternative in caso di emergenze.
L’ARI, ente morale di cui Guglielmo Marconi è presidente onorario, svolge da decenni un ruolo fondamentale nella gestione delle comunicazioni radio di protezione civile. Come ha ricordato un portavoce della sezione perugina: “La radio è un mezzo che non dipende da infrastrutture complesse e può rivelarsi fondamentale quando reti telefoniche e internet risultano inaccessibili.”
La mappatura rientra nel progetto nazionale Rete Zamberletti, intitolato all’ideatore della moderna Protezione Civile italiana. Scopo principale è mantenere alta la preparazione tecnica e operativa dei radioamatori, affinché possano intervenire efficacemente in situazioni di crisi, calamità naturali o emergenze che compromettono le comunicazioni tradizionali.
Secondo l’articolo 134 del Codice delle comunicazioni elettroniche, i radioamatori hanno il compito di utilizzare le frequenze assegnate al servizio di radioamatore per garantire collegamenti anche in condizioni difficili. “Siamo chiamati a testare regolarmente le nostre capacità, perché in emergenza ogni secondo è prezioso,” spiegano dall’ARI.
L’attività prenderà il via sabato 2 agosto grazie alla collaborazione del gruppo di Protezione Civile Monte Cucco di Sigillo. Sul pianoro del Serrasanta saranno installate due tende da campo e una stazione radio VHF, posizionata in modo strategico per ottimizzare le prove di collegamento.
L’obiettivo è riprodurre uno scenario reale di emergenza, in cui la rapidità di allestimento di un campo base radio può fare la differenza. Come sottolineano gli organizzatori: “Non utilizzeremo ponti ripetitori né satelliti: le comunicazioni dovranno essere effettuate solo con le nostre antenne e le tecniche sperimentali di propagazione.”
Dalle prime ore di domenica 3 agosto inizieranno i test tecnici. I radioamatori proveranno nuovi sistemi di antenne per effettuare collegamenti affidabili e ripetibili sulle frequenze VHF.
Particolare attenzione sarà dedicata a:
Onda diretta: trasmissioni punto-punto senza infrastrutture intermedie.
Riflessioni troposferiche: utilizzo della troposfera per estendere la portata dei segnali.
Riflessioni indotte dal traffico aereo: sfruttamento degli aeroplani come superfici riflettenti, mappate in tempo reale.
“Queste tecniche ci permettono di coprire aree molto più ampie del normale,” spiegano i tecnici dell’ARI. “In emergenza possono essere decisive per mantenere i contatti tra squadre di soccorso e centri operativi.”
Una volta completate le prove, i risultati tecnici verranno raccolti e analizzati. I dati ottenuti – copertura, qualità del segnale, affidabilità delle nuove antenne – saranno condivisi con Protezione Civile e Difesa Civile.
Questo permetterà agli enti di disporre di informazioni aggiornate e preziose per pianificare strategie di comunicazione di emergenza. Come evidenzia l’ARI: “Il nostro lavoro è al servizio della comunità. I dati raccolti possono aiutare a salvare vite umane in caso di catastrofi naturali o crisi tecnologiche.”
Nel weekend, decine di radioamatori dell’ARI provenienti da tutta la provincia di Perugia raggiungeranno il Monte Serrasanta per partecipare alle sperimentazioni. Questo conferma il forte spirito di volontariato e collaborazione che caratterizza il mondo radioamatoriale.
Un partecipante ha dichiarato: “Siamo qui non per hobby, ma per passione civica: la radio è un’ancora di salvezza quando tutto il resto fallisce.”
La radio è uno strumento insostituibile in situazioni di emergenza. Non dipende da reti cablate o da infrastrutture digitali vulnerabili, funziona con alimentazioni autonome e può coprire lunghe distanze anche con potenze ridotte.
L’ARI sottolinea: “In caso di terremoti, alluvioni o blackout tecnologici, la radio resta l’unico mezzo capace di mantenere viva la catena delle comunicazioni tra soccorritori e istituzioni.”
Con la quarta mappatura radio VHF, la sezione ARI di Perugia conferma il proprio impegno a garantire resilienza e sicurezza nelle comunicazioni di emergenza. La scelta del Monte Serrasanta non è casuale: la sua posizione e altitudine offrono un banco di prova ideale per tecniche avanzate di propagazione radio.
Come ricordano gli organizzatori: “Questa è un’attività che facciamo periodicamente per essere sempre pronti. Essere radioamatori significa avere competenze tecniche ma anche spirito di servizio: la nostra missione è aiutare la collettività quando serve di più.”
In un’epoca dominata dal digitale, l’esperienza e la dedizione dei radioamatori restano un pilastro della protezione civile italiana, un’eredità diretta di Guglielmo Marconi che continua a evolversi per affrontare le sfide del futuro.