05 Mar, 2026 - 17:30

Consultori Alto Chiascio, torna la ginecologia a tempo pieno dopo tre anni: riaprono le visite a Gubbio, Gualdo Tadino e Costacciaro

Consultori Alto Chiascio, torna la ginecologia a tempo pieno dopo tre anni: riaprono le visite a Gubbio, Gualdo Tadino e Costacciaro

Dopo tre anni di assenza del servizio ginecologico, i consultori dell’Alto Chiascio tornano finalmente a operare a pieno regime.

È stata infatti coperta la posizione rimasta vacante dopo il pensionamento del precedente medico, consentendo così il ripristino dell’attività specialistica nei consultori di Gubbio, Gualdo Tadino e Costacciaro.

La notizia rappresenta una svolta importante per il territorio, dove negli ultimi anni la mancanza della figura ginecologica aveva creato notevoli disagi alle utenti, con conseguenti liste d’attesa e difficoltà di accesso ai servizi di prevenzione e assistenza sanitaria.

A sottolineare l’importanza di questo risultato è l’assessore alle Pari Opportunità del Comune di Gubbio Lucia Rughi, che evidenzia il valore del lavoro svolto dalle istituzioni e dagli operatori sanitari durante la fase di emergenza.

Rughi: “Superata una fase di forte criticità”

“L’arrivo della nuova ginecologa consente di superare una fase di forte criticità che aveva determinato, a partire dall’estate 2025, una consistente lista di attesa, oggi in via di completo recupero, spiega l’assessore Rughi.

La riattivazione del servizio ha già prodotto effetti concreti: dal 1° febbraio sono state riaperte le liste CUP per le visite ginecologiche ed ecospecialistiche nei comuni di Gubbio e Gualdo Tadino, permettendo così alle cittadine di tornare a prenotare le prestazioni nel sistema sanitario pubblico.

Un passo decisivo verso il ripristino della piena continuità assistenziale, fondamentale soprattutto per i servizi di prevenzione e tutela della salute femminile.

Il ruolo della Commissione Pari Opportunità

Durante i tre anni di assenza del servizio ginecologico, la Commissione Pari Opportunità del Comune di Gubbio ha svolto un ruolo attivo nel portare all’attenzione delle istituzioni sanitarie il disagio vissuto dalle cittadine.

L’organismo ha promosso iniziative di confronto con la direzione dell’USL Umbria 1, affiancando alle azioni istituzionali anche appelli pubblici sottoscritti da numerose associazioni e realtà del territorio.

Tra le organizzazioni che hanno sostenuto l’iniziativa figurano Ade Gubbio, Anpi Gubbio, Sportello Lilla, Cgil, Spi Cgil, Amici di Cate ETS, Spirit Onlus, Sindrome X Fragile Umbria APS, Crisalide Gubbio APS, Famiglie Alto Chiascio, Avis Gubbio, Sezione Soci Coop Gubbio e Amici del Cuore Gubbio APS.

Una mobilitazione ampia che ha contribuito a mantenere alta l’attenzione sul problema.

Il lavoro delle ostetriche durante l’emergenza

Nel periodo in cui il servizio ginecologico era assente, la continuità delle attività consultoriali è stata garantita soprattutto grazie all’impegno del personale ostetrico.

L’assessore Rughi ha voluto rivolgere un ringraziamento specifico alle professioniste che hanno operato nei consultori dell’Alto Chiascio.

“In questa fase complessa un ringraziamento particolare va alle ostetriche del Consultorio dell’Alto Chiascio che, con competenza e dedizione, hanno garantito la continuità del servizio, limitando per quanto possibile le ricadute negative sull’utenza”, sottolinea Rughi.

Il lavoro svolto dal personale sanitario ha permesso di mantenere attivi servizi fondamentali per il territorio, nonostante l’assenza del medico specialista.

Le conseguenze della mancanza del servizio

L’assenza della figura ginecologica nei consultori ha avuto ripercussioni significative sulla prevenzione sanitaria, rallentando programmi di screening e visite specialistiche.

In particolare, la mancata disponibilità del servizio ha comportato ritardi nelle attività di prevenzione oncologica e nei controlli periodici, con un impatto maggiore sulle fasce più fragili della popolazione.

Molte cittadine, infatti, non hanno la possibilità economica di ricorrere alla sanità privata, e proprio per questo i consultori rappresentano un presidio fondamentale per l’accesso alle cure.

Nel lungo periodo, la carenza di servizi ha rischiato di indebolire anche il rapporto di fiducia tra cittadine e istituzioni sanitarie, rendendo ancora più urgente una soluzione stabile.

Il ruolo dell’USL Umbria 1

Nel percorso che ha portato alla riattivazione del servizio, la Commissione Pari Opportunità ha espresso apprezzamento per l’azione della direzione sanitaria dell’USL Umbria 1.

In particolare, è stato riconosciuto il lavoro del direttore generale Emanuele Ciotti e della direttrice del Distretto Alto Chiascio Paola Tomassoli, che hanno collaborato con il personale sanitario per individuare una soluzione concreta al problema.

Il loro intervento, insieme all’impegno delle istituzioni locali, ha consentito di ripristinare un servizio essenziale per il territorio.

Un punto di ripartenza per i consultori

La copertura del posto vacante rappresenta ora un punto di ripartenza per i consultori dell’Alto Chiascio, chiamati a recuperare pienamente il proprio ruolo di presidio territoriale per la salute femminile.

I consultori svolgono infatti funzioni fondamentali, tra cui:

  • educazione alla contraccezione,

  • assistenza nel percorso nascita,

  • prevenzione oncologica,

  • supporto nei percorsi di interruzione volontaria di gravidanza,

  • consulenza sanitaria e psicologica per le famiglie.

Per questo motivo la Commissione Pari Opportunità ha ribadito l’intenzione di continuare il monitoraggio con l’USL Umbria 1, affinché in futuro non si creino nuovi vuoti di organico.

Il diritto alla salute come priorità

Nel dare il benvenuto alla nuova ginecologa, le istituzioni locali hanno sottolineato come questo risultato rappresenti un passo importante verso il rafforzamento della sanità pubblica territoriale.

Il consultorio, infatti, è uno degli strumenti principali attraverso cui il sistema sanitario garantisce prevenzione, assistenza e tutela della salute delle donne e delle famiglie.

Come ricordato dalla Commissione Pari Opportunità, il diritto alla salute resta un bene primario, che non può essere subordinato a lungaggini burocratiche o a carenze organizzative.

Con il ritorno del servizio ginecologico a tempo pieno, i consultori di Gubbio, Gualdo Tadino e Costacciaro tornano dunque a rappresentare un punto di riferimento per l’intero territorio dell’Alto Chiascio.

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Mario Farneti
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