Non sono stati soltanto i numeri a raccontare il successo dell'edizione 2026 di “Con il Cuore, nel nome di Francesco”. Sul sagrato della Basilica di San Francesco, nel cuore di Assisi, è andata in scena una serata che ha riportato al centro dell'attenzione nazionale il valore della solidarietà, trasformando la musica, le testimonianze e l'impegno civile in un messaggio collettivo capace di attraversare l'Italia.
Il concerto benefico trasmesso in diretta su Rai1 e condotto da Carlo Conti ha registrato risultati superiori a quelli della precedente edizione, raggiungendo punte di 2 milioni e 800 mila telespettatori e uno share del 18,3 per cento. Dati che confermano la capacità dell'evento promosso dai frati del Sacro Convento di parlare a un pubblico ampio, coinvolgendo famiglie, volontari e cittadini sensibili alle grandi emergenze sociali e umanitarie. Dietro le cifre dell'audience, tuttavia, c'è soprattutto il significato di una manifestazione che da oltre vent'anni lega il nome di San Francesco a iniziative concrete di sostegno verso chi vive situazioni di fragilità.
A sottolinearlo è stato padre Enzo Fortunato, coordinatore della maratona benefica, che ha letto nei risultati televisivi un segnale che va oltre il semplice successo mediatico.
"La prima serata di ieri ci consegna un dato straordinario: gli italiani desiderano stare accanto ai più fragili. San Francesco benedica ogni gesto di amore verso gli ultimi. Porto con me un'affermazione di Sal Da Vinci: 'Quando fai del bene ti senti benedetto da Dio Padre e dagli uomini. Continuiamo fino al 30 giugno'".
Come avviene ogni anno, il momento più intenso della manifestazione non è stato rappresentato soltanto dalle esibizioni artistiche. A conquistare l'attenzione del pubblico sono state soprattutto le storie portate sul palco da chi opera quotidianamente accanto alle persone più vulnerabili.
Assisi si è trasformata ancora una volta in una finestra aperta sulle periferie del mondo e sulle emergenze che spesso rimangono lontane dai riflettori.
Tra le testimonianze più significative quella di Pasquale Padulano, volontario del Centro Accoglienza Padre Elia Alleva, meglio conosciuto come Mensa del Carmine. La struttura napoletana rappresenta da anni un punto di riferimento per centinaia di persone che vivono situazioni di disagio economico e sociale. Attraverso il suo racconto è emersa la quotidianità di chi sceglie di dedicare tempo ed energie all'assistenza degli ultimi, offrendo non soltanto un pasto ma anche ascolto e dignità.
Lo sguardo si è poi allargato oltre i confini nazionali. Fra Diego Dalle Carbonare, responsabile dei missionari comboniani in Egitto e Sudan, insieme a suor Elena Rastello, ha illustrato i progetti che verranno sostenuti grazie alle donazioni raccolte durante la maratona.
Il Sudan continua infatti a essere uno dei Paesi maggiormente colpiti dalla guerra civile e dalle conseguenze umanitarie del conflitto. Le iniziative previste puntano alla ricostruzione di strutture scolastiche e alla promozione dell'istruzione, con particolare attenzione ai giovani e alle donne, categorie che spesso pagano il prezzo più alto delle crisi internazionali.
Altrettanto toccante la testimonianza proveniente dalla Comunità San Francesco di Monselice, in provincia di Padova. Monica De Angeli e Stefania Sinigaglia hanno illustrato il lavoro svolto all'interno della struttura che accoglie persone alle prese con problemi di dipendenza.
Particolare attenzione è stata dedicata al progetto "mamma-bambino", un percorso pensato per offrire sostegno a giovani madri tossicodipendenti e ai loro figli. Un'iniziativa che punta non solo al recupero personale, ma anche alla costruzione di un futuro autonomo attraverso percorsi educativi, assistenziali e di reinserimento sociale. Sono state queste storie, più ancora delle parole, a raccontare il significato concreto della solidarietà promossa dalla manifestazione francescana.
L'appuntamento televisivo si è concluso, ma la mobilitazione continua. La campagna di raccolta fondi resterà infatti aperta fino al prossimo 30 giugno, consentendo a cittadini e sostenitori di contribuire ai progetti sostenuti dalla manifestazione attraverso sms, chiamate da rete fissa e donazioni online.
Nel tracciare un primo bilancio della serata, padre Enzo Fortunato ha voluto rivolgere un lungo ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell'evento.
"Il grazie della comunità francescana va ai vertici Rai, che da 24 anni sostengono questo straordinario progetto di bene e di bontà. Grazie al direttore Intrattenimento Prime Time Rai, Williams Di Liberatore, al capostruttura Intrattenimento Prime Time 7, Cristiano D'Agostini, e a tutta la grande famiglia Rai, che, come di consueto, ha messo a disposizione le sue migliori professionalità per la realizzazione di questo evento solidale".
Un pensiero particolare è stato rivolto anche agli artisti e al conduttore della serata.
"Grazie a Carlo Conti e ai tanti artisti che hanno voluto prestare e donare la loro voce per san Francesco, assicurando che ogni gesto arriverà direttamente nelle mani di chi soffre e chiede aiuto. Grazie alle forze dell'ordine che come sempre hanno garantito lo svolgimento dell'evento in totale sicurezza".
Infine il ringraziamento ai partner che sostengono il progetto e a coloro che hanno scelto di condividere la propria esperienza sul palco della Basilica.
"Grazie a Eni e Poste Italiane, partner sostenitori dell'iniziativa, per la sensibilità verso progetti che edificano e fanno crescere l'umanità. Grazie alle testimonianze che sono state portate sul palco: ci hanno fatto toccare con mano quello che accade intorno a noi".
Ad Assisi, ancora una volta, la solidarietà non si è limitata a essere raccontata. È diventata una realtà concreta, capace di unire spettacolo, fede e impegno sociale in un'unica grande mobilitazione collettiva.