13 Feb, 2026 - 18:23

Comuni Ricicloni, in Umbria sono 19: nessun ente oltre i 20mila abitanti nella classifica di Legambiente

Comuni Ricicloni, in Umbria sono 19: nessun ente oltre i 20mila abitanti nella classifica di Legambiente

Sono 19 i Comuni Ricicloni umbri nel 2025, tre in più rispetto allo scorso anno. L’annuncio è stato dato oggi al Teatro Pavone nel corso del nono EcoForum regionale promosso da Legambiente Umbria, appuntamento dedicato all’analisi dei dati sulla raccolta differenziata e alla qualità dei rifiuti avviati a riciclo. Un dato che conferma un trend positivo per la regione, pur con una significativa evidenza: nessun Comune sopra i 20mila abitanti rientra nella classifica. A trainare i risultati sono ancora una volta i centri medio-piccoli, che dimostrano maggiore capacità di controllo e gestione della filiera dell’organico.

I criteri: soglia al 72% e qualità oltre il 95%

Per accedere alla graduatoria regionale, Legambiente Umbria ha mantenuto criteri stringenti. I Comuni devono raggiungere almeno il 72% di raccolta differenziata e garantire una qualità della frazione organica superiore o uguale al 95%, vale a dire con una presenza di materiale non compostabile (Mnc) non superiore al 5%.

Una scelta che punta a valorizzare non soltanto la quantità dei rifiuti differenziati, ma soprattutto la loro effettiva idoneità al riciclo. Come sottolineato dall’associazione organizzatrice dell’EcoForum: "Quantità e qualità delle raccolte vanno di pari passo, altrimenti le filiere di riciclo non possono essere attivate".

L’elenco dei Comuni che supererebbero la sola soglia percentuale del 72% è infatti più ampio dei 19 premiati, ma il parametro qualitativo dell’organico resta discriminante.

Zara: dati incoraggianti, soprattutto nei piccoli centri

Ad aprire la giornata è stato il presidente di Legambiente Umbria, Maurizio Zara, che ha definito incoraggianti i dati provenienti dal territorio regionale. Il miglioramento più significativo riguarda la qualità media della raccolta dell’organico, cresciuta in modo particolare nei piccoli comuni, molto meno in quelli di dimensioni maggiori, che infatti non figurano in graduatoria.

Il trend conferma come i sistemi di raccolta più capillari e la maggiore prossimità amministrativa possano incidere positivamente sulla qualità del conferimento.

Regione: riforma entro il 2026 e focus su economia circolare

All’EcoForum è intervenuto anche l’assessore regionale all’Energia e Ambiente, Thomas De Luca, che ha delineato le priorità dell’esecutivo: "Come Regione Umbria - ha ricordato - stiamo lavorando su tre obiettivi: ridurre i costi per famiglie e imprese, ridurre la produzione di rifiuti da discarica e creare occupazione dallo sviluppo di economie circolari. Le tempistiche sono strette e dobbiamo concludere il percorso di riforma della Legge entro il 2026. I dati che arrivano da Arpa Umbria e Legambiente Umbria sono incoraggianti, soprattutto per quanto riguarda il parametro fondamentale dell'indice di riciclo".

Il riferimento alla riforma normativa evidenzia la necessità di adeguare il sistema regionale di gestione dei rifiuti agli obiettivi europei, rafforzando la prevenzione, il riciclo e la riduzione del ricorso alla discarica.

I Comuni premiati: l’elenco completo

Di seguito l’elenco dei Comuni Ricicloni umbri 2025.

Comuni sotto i 5.000 abitanti:
Calvi dell'Umbria, Otricoli, Arrone, Montefranco, Attigliano, Ferentillo, San Gemini, Montecastrilli, Penna in Teverina, Lugnano in Teverina, Giove, Valfabbrica.

Comuni tra 5.000 e 20.000 abitanti:
Narni, Amelia, San Giustino, Todi, Magione, Castiglione del Lago, Passignano sul Trasimeno.

Anche quest’anno Calvi dell'Umbria e Otricoli sono stati premiati pure a livello nazionale come “Comuni rifiuti free”, riconoscimento che certifica una produzione pro capite di secco residuo particolarmente contenuta.

Il nodo dei grandi centri

La totale assenza di Comuni sopra i 20mila abitanti nella graduatoria rappresenta il dato politicamente e amministrativamente più rilevante. Se da un lato i piccoli centri confermano un modello virtuoso, dall’altro emerge la difficoltà delle realtà più popolose nel coniugare alte percentuali di differenziata con un livello qualitativo dell’organico coerente con gli standard richiesti. Un elemento che rilancia il tema dell’organizzazione dei servizi, della comunicazione ai cittadini e dei controlli sul conferimento, passaggi ritenuti decisivi per consolidare la filiera del riciclo.

Prospettive: qualità come leva strategica

L’edizione 2025 dei Comuni Ricicloni umbri conferma che la sfida ambientale non si esaurisce nel dato percentuale, ma investe la qualità del materiale raccolto, condizione imprescindibile per alimentare impianti di compostaggio e processi industriali realmente circolari.

L’obiettivo dichiarato, ribadito nel corso dell’EcoForum, è trasformare le buone pratiche dei piccoli centri in standard diffusi su scala regionale, accompagnando il percorso con strumenti normativi aggiornati e politiche di sostegno a famiglie e imprese.

Un cammino che, nelle parole delle istituzioni e dell’associazionismo ambientale, dovrà trovare compimento entro il 2026, in linea con gli impegni di riforma e con le strategie di transizione ecologica già avviate in Umbria.

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Francesco Mastrodicasa
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