Fumata bianca al Comune di Terni sul fronte del salario accessorio e delle tutele per il personale dipendente. È stato ufficialmente siglato l’accordo relativo alle progressioni economiche orizzontali per l’anno 2026, una manovra che immette nel fondo risorse aggiuntive pari a 20 mila euro in più rispetto al 2025. L’intesa, giunta al termine di una complessa trattativa sindacale, consente di allargare la platea dei dipendenti comunali destinati ad avanzamenti di fascia senza intaccare le risorse destinate alla produttività generale. Contestualmente, le parti hanno sottoscritto l’ipotesi del contratto integrativo decentrato, configurato come un "accordo ponte" indispensabile per traghettare l’amministrazione verso i nuovi assetti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale. L'atto porta la firma congiunta del Csa Ral, della RSU del Comune di Terni e di tutte le sigle sindacali ammesse al tavolo negoziale.
La vertenza sulle progressioni orizzontali del Comune di Terni per il 2026 trova dunque composizione nel segno della continuità operativa e metodologica. L'impianto negoziale recepisce integralmente i parametri già adottati nell'esercizio precedente, considerati idonei a garantire una distribuzione equilibrata tra le diverse fasce professionali dell'ente locale. L'incremento del plafond finanziario consentirà a un numero maggiore di lavoratori di accedere allo scatto economico, garantendo un bilanciamento proporzionato tra i livelli d'inquadramento B, C e D.

A ricostruire i dettagli e l'impalcatura tecnica dell'intesa è Sergio Silveri, segretario provinciale del Csa Ral Terni: “L’accordo per le progressioni economiche orizzontali dell’anno 2026 conferma gli stessi criteri e modalità che si sono dimostrati efficaci e condivisi del 2025. L’accordo è frutto di un confronto costruttivo tra le parti, finalizzato a salvaguardare la continuità e il valore delle progressioni riconoscendo l’impegno e la professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici. Di fatto aumenta di 20 mila euro la cifra economica prevista per le progressioni economiche orizzontali rispetto all’anno passato, portando una percentuale superiore dei beneficiari e prevedendo una distribuzione equa tra le diverse categorie professionali B- C- D. Come CSA, siamo riusciti a ottenere le progressioni senza intaccare il peso della produttività percepita da tutti i dipendenti. Logicamente il nostro obiettivo è riproporre anche per gli anni futuri lo stesso accordo per dare possibilità a chi non farà la progressione quest’anno di farla nei prossimi anni”.
Il secondo pilastro dell'impianto negoziale riguarda la gestione dei contratti integrativi decentrati. La firma dell'ipotesi contrattuale segue temporalmente la chiusura del contratto collettivo nazionale di lavoro 2022-2024, formalmente recepito nel febbraio 2026. La scelta di congelare la struttura normativa precedente risponde a un preciso calcolo sui tempi tecnici della contrattazione, condizionati dall'accelerazione impressa a livello centrale con la sigla dell'ipotesi di CCNL 2025-2027, awenuta lo scorso 21 luglio.
Le motivazioni che hanno spinto le parti sociali alla definizione di una disciplina transitoria vengono spiegate dallo stesso Sergio Silveri: “Si tratta di un accordo ponte che prevede lo stesso impianto normativo ed economico del contratto integrativo precedentemente vigente, in quanto, con la sottoscrizione dell’ipotesi del nuovo contratto nazionale 2025-2027, avvenuta il 21 luglio scorso, di fatto è necessario da subito riaprire la contrattazione integrativa per ridefinire i vari aspetti normativi ed economici con maggior tempo disponibile”.
L'impianto complessivo delle intese ha incassato l'avvallo unitario delle parti sociali rappresentate al tavolo di Palazzo Spada. Il quadro degli accordi ha visto la sottoscrizione, oltre che del Csa Ral, della RSU del Comune di Terni e di tutte le altre organizzazioni sindacali titolate alla contrattazione, nel pieno rispetto delle prerogative previste dal CCNL di comparto.