Un 27enne albanese, incensurato, è stato sorpreso proprio nel momento in cui, seduto nella sua auto in un parcheggio del capoluogo, passava di mano una dose di cocaina a un acquirente. La scena è stata seguita passo dopo passo dagli uomini dell’Arma, che hanno deciso di intervenire.
Il giovane non ha opposto resistenza, ma la perquisizione immediata ha svelato la verità: addosso e nell’auto custodiva nove involucri con circa 6 grammi di cocaina, piccoli pacchetti già pronti alla vendita, insieme a 245 euro in contanti, ritenuti l’incasso della giornata. Una sequenza rapida, che mostra quanto lo spaccio possa insinuarsi nella quotidianità cittadina, tra parcheggi e zone di passaggio.
Dopo l’arresto, i Carabinieri hanno proceduto a una perquisizione personale e del veicolo in uso all’arrestato. L’operazione ha confermato i sospetti: nei nove involucri trovati all’interno dell’auto c’erano circa 6 grammi di cocaina, mentre i 245 euro in contanti sono stati considerati provento dello spaccio.
Le indagini si sono poi estese all’abitazione del giovane pusher. Con l’ausilio della Sezione Operativa della Compagnia di Perugia i Carabinieri hanno effettuato una perquisizione domiciliare, trovando un altro ingente quantitativo di droga. In casa sono stati infatti scoperti 96 involucri contenenti complessivi circa 67 grammi di cocaina, oltre a 4.645 euro in contanti, un bilancino di precisione e materiale vario per il confezionamento delle dosi. Complessivamente, l’operazione ha consentito di sequestrare oltre 73 grammi di cocaina e quasi 4.900 euro in contanti.
Al termine delle formalità di rito l’arrestato è stato condotto in Tribunale per il giudizio direttissimo. Nel corso dell’udienza il giudice ha convalidato l’arresto e disposto il nullaosta per l’immediata espulsione dell’uomo dal territorio nazionale. Tale provvedimento è stato preso in considerazione della sua posizione di cittadino straniero trovato in flagranza di reato per droga.
Il caso di Perugia rientra in un più ampio quadro di contrasto allo spaccio di stupefacenti in Umbria. Una relazione del Procuratore Generale di Perugia aveva evidenziato come i reati legati al traffico di droga siano "radicati" nel territorio regionale. Nel documento si sottolinea che tali attività illecite spesso coinvolgono organizzazioni criminali straniere, rendendo la risposta delle forze dell’ordine un elemento cruciale per la sicurezza locale. Il Procuratore aveva inoltre evidenziato che, insieme allo spaccio, tra i reati più diffusi in Umbria vi sono i furti in abitazione, un fenomeno ormai da tempo collegato alle dinamiche di disagio e all’attività delle mafie straniere sul territorio.
Secondo le ultime analisi sulle tossicodipendenze, la cocaina resta una delle sostanze più diffuse tra i giovani umbri. I dati diffusi dal Dipartimento per le Politiche Antidroga stimano un consumo in crescita, con un aumento dei sequestri in tutta Italia superiore al 15% rispetto all’anno precedente. L’Umbria, seppur non ai primi posti a livello nazionale, registra un’incidenza significativa in rapporto alla popolazione, con Perugia che rappresenta il principale snodo regionale. Le autorità sottolineano inoltre come la diffusione della cocaina sia spesso legata a fenomeni di microcriminalità e di violenza urbana.
Non si tratta di un episodio isolato. Pochi giorni prima, il 17 agosto 2025, i Carabinieri di Perugia avevano fermato un altro giovane albanese di appena vent’anni. Era al volante di un’auto e con sé aveva sette piccoli involucri di cocaina, circa sei grammi in tutto. Una scena che si ripete, un copione già visto: controlli, perquisizione, droga pronta alla vendita. Anche questo episodio si inserisce nel clima di allerta che, nei mesi estivi, spinge le forze dell’ordine ad aumentare pattuglie e posti di blocco.
Nello stesso periodo, a Foligno, due uomini italiani di 30 e 35 anni sono stati sorpresi con oltre mezzo etto di hashish, già suddiviso in dosi. A Terni, invece, un quarantenne è stato denunciato perché trovato con più di venti pasticche di ecstasynascoste nello zaino. Tre città diverse, tre storie che hanno un filo conduttore: la droga che attraversa l’Umbria, assume volti e sostanze diverse, ma alimenta un mercato illecito che continua a ramificarsi e ad insinuarsi nel tessuto sociale.