Dodici ore consecutive di esercitazioni ogni giorno, scenari di crollo simulati, ricerca di superstiti tra le macerie e una collaborazione sempre più stretta tra soccorso tecnico e sanitario. È il quadro delle tre giornate di re-training del team interregionale USAR Medium (Urban Search and Rescue Medium) delle regioni Umbria, Marche e Abruzzo, svoltesi dal 26 al 28 maggio al campo macerie del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Città di Castello.
Un’attività ad alta specializzazione che ha coinvolto circa 150 operatori tra Vigili del Fuoco e personale sanitario del 118 Umbria, appartenente alle aziende sanitarie USL Umbria 1 e USL Umbria 2, impegnati in una lunga serie di simulazioni operative pensate per riprodurre condizioni di emergenza reale in contesti di crolli strutturali complessi.
L’iniziativa, promossa dalla Direzione regionale dei Vigili del Fuoco per l’Umbria, rappresenta uno dei principali momenti annuali di addestramento dedicati ai moduli USAR, unità altamente specializzate nella ricerca e nel soccorso di persone intrappolate sotto le macerie in seguito a terremoti, esplosioni, cedimenti strutturali o calamità naturali.
Per tre giorni il campo macerie tifernate si è trasformato in un vero e proprio scenario operativo d’emergenza. Gli operatori hanno lavorato ininterrottamente per simulare interventi di ricerca, localizzazione e recupero di vittime intrappolate sotto edifici collassati, mettendo in campo tecnologie avanzate e procedure di soccorso altamente complesse.
Durante le esercitazioni sono state utilizzate unità cinofile specializzate nella ricerca di dispersi, oltre a geofoni e telecamere da ispezione capaci di individuare eventuali segnali di vita sotto le strutture crollate. Parallelamente, le squadre operative hanno simulato interventi di taglio, sollevamento e movimentazione di elementi strutturali pesanti attraverso attrezzature specialistiche in dotazione ai team USAR.
Uno degli aspetti centrali dell’attività ha riguardato proprio l’integrazione tra componente tecnica e sanitaria, considerata oggi fondamentale negli interventi di soccorso avanzato in scenari complessi. L’obiettivo del re-training, infatti, non è soltanto perfezionare le tecniche di intervento, ma soprattutto consolidare l’interoperabilità tra professionisti chiamati a lavorare fianco a fianco in condizioni estremamente critiche, spesso caratterizzate da tempi ridotti, elevato rischio operativo e necessità di coordinamento immediato.
Le esercitazioni hanno confermato il percorso avviato ormai da tre anni dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Perugia insieme al sistema sanitario regionale, finalizzato a costruire un modello operativo sempre più integrato.
Il personale sanitario coinvolto nelle attività addestrative ha infatti partecipato direttamente alle simulazioni di soccorso in ambiente ostile, affinando competenze specifiche nella gestione sanitaria delle vittime in scenari di crollo generalizzato. Un passaggio considerato strategico anche alla luce delle più recenti emergenze nazionali e internazionali, dove il coordinamento tra soccorso tecnico e sanitario rappresenta uno degli elementi decisivi per salvare vite umane nelle prime ore successive a un evento calamitoso.
Le attività hanno previsto anche simulazioni logistiche dedicate all’allestimento e allo smontaggio del campo base operativo, altro elemento essenziale nelle missioni USAR, soprattutto in caso di interventi prolungati o fuori regione.
A rendere ancora più significativo il re-training di Città di Castello è anche il percorso di crescita internazionale del modulo USAR Medium ITA01, guidato proprio dall’Umbria.
Il team è stato recentemente classificato dall’INSARAG (International Search and Rescue Advisory Group), organismo internazionale di riferimento delle Nazioni Unite per il coordinamento delle squadre USAR impegnate negli scenari di emergenza mondiale. Un riconoscimento che certifica la capacità operativa del modulo di intervenire anche in contesti internazionali, rispettando standard estremamente rigorosi sotto il profilo organizzativo, tecnico e logistico.
A guidare il modulo ITA01 è l’ingegner Andrea Marino, dirigente referente della Direzione regionale dei Vigili del Fuoco per l’Umbria, presente alle giornate di addestramento insieme al direttore regionale dei Vigili del Fuoco per l’Umbria, architetto Valter Cirillo, e al comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Perugia, ingegnere Rocco Mastroianni.
La presenza dei vertici regionali del Corpo ha messo in luce il valore strategico dell’attività formativa, considerata centrale per mantenere elevati standard di preparazione operativa e capacità di risposta in caso di emergenze complesse.
Le esercitazioni di Città di Castello hanno evidenziato ancora una volta quanto la formazione continua rappresenti oggi uno degli strumenti fondamentali per affrontare scenari emergenziali sempre più complessi. L’evoluzione tecnologica delle attrezzature di ricerca e soccorso, l’utilizzo di strumenti di localizzazione sempre più sofisticati e la necessità di coordinare figure professionali differenti impongono infatti aggiornamenti costanti e addestramenti realistici.
Nel corso delle prove operative sono state simulate situazioni ad alta criticità, con interventi in spazi confinati, strutture instabili e condizioni operative particolarmente gravose, proprio per riprodurre nel modo più fedele possibile le difficoltà che i soccorritori possono trovarsi ad affrontare durante eventi reali. Determinante anche il supporto garantito dall’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco - sezione di Perugia, che ha collaborato alle attività logistiche e organizzative del campo addestrativo.
L’esperienza maturata negli ultimi anni, tra emergenze sismiche, calamità naturali e grandi operazioni di protezione civile, ha reso evidente quanto la rapidità d’intervento e la preparazione specialistica possano fare la differenza nelle operazioni di soccorso. Proprio per questo il programma annuale di re-training dei team USAR continua a rappresentare uno degli strumenti principali per mantenere elevata la capacità operativa dei soccorritori italiani.
L’attività svolta a Città di Castello si inserisce in questo percorso di crescita professionale e tecnologica che punta a rafforzare non solo le competenze tecniche degli operatori, ma anche la capacità di lavorare in perfetta integrazione tra diverse componenti del sistema di emergenza.
Una sinergia che, nei momenti più drammatici, può tradursi nella possibilità concreta di salvare vite umane sotto le macerie.