25 Feb, 2025 - 14:40

Città di Castello, fucili rubati: arrestato il genero per estorsione

Città di Castello, fucili rubati: arrestato il genero per estorsione

Un furto davvero singolare ma l'epilogo è ancora più clamoroso. A Città di Castello un uomo di 37 anni è stato arrestato per estorsione e ricettazione ai danni del suocero. Il 49enne, infatti, era stato vittima di furto (da parte del familiare) di 10 fucili.

Città di Castello, in manette il genero 37enne

Una vicenda che riporta alla mente un altro episodio, capitato a Spoleto. I fatti risalirebbero a inizio febbraio quando il 49enne tifernate segnalò il furto di dieci fucili dalla propria abitazione a Città di Castello. Il genero della vittima, 37enne di origini campane con precedenti penali, si era offerto come intermediario con i ladri, chiedendo alcune centinaia di euro per la restituzione di uno dei fucili sottratti.

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile si sono presentati allo scambio del denaro, ponendo la parola fine sulla vicenda. Una volta assistito alla consegna dei soldi, i militari hanno bloccato il 37enne, trovandolo in possesso della somma ricevuta. L’uomo ha deciso di collaborare con l'Arma, rivelando il nascondiglio dell’arma oggetto dell’estorsione e di altri fucili rubati.

Fermata anche una 52enne del luogo

I militari hanno individuato un casolare nelle campagne di San Giustino (PG), dove hanno recuperato sei dei dieci fucili rubati. Sul luogo è stata sorpresa anche una donna 52enne del luogo, che non ha saputo fornire motivazioni plausibili sulla sua presenza in quell’area durante la notte. La donna è stata denunciata in stato di libertà per concorso in ricerttazione.

I sei fucili, intanto, sono stati sequestrati in attesa della restituzione al legittimo proprietario. Per il 37enne l’arresto è scattato per estorsione, ricettazione e violazione della sorveglianza speciale. Il Tribunale di Perugia ha convalidato l’arresto e disposto la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Perugia, vanno avanti per individuare tutte le responsabilità e chiarire l’intera vicenda.

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Emanuele Landi
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