Non è soltanto un premio simbolico, ma il riconoscimento di un progetto che negli ultimi anni ha trasformato il Lago Trasimeno in uno dei principali punti di riferimento italiani per il turismo su due ruote. L'Umbria torna infatti sul gradino più alto del Green Road Award, l'Oscar italiano del Cicloturismo, grazie alla Ciclovia del Trasimeno, premiata durante l'edizione 2026 della manifestazione che si è svolta a Sanremo.
Il verdetto della giuria, chiamata a valutare trentatré candidature provenienti dalle Regioni italiane, consacra il percorso umbro come una delle migliori infrastrutture dedicate alla mobilità lenta e sostenibile. A ritirare il riconoscimento è stata l'assessore regionale al Turismo Simona Meloni, presente insieme al presidente dell'Unione dei Comuni del Trasimeno e sindaco di Panicale, Giulio Cherubini. Una presenza istituzionale che fotografa il lavoro congiunto sviluppato negli ultimi anni tra Regione ed enti locali per valorizzare l'intero comprensorio lacustre.
La vittoria assume un significato particolare perché arriva al termine di una selezione particolarmente competitiva. A decidere il vincitore è stata una commissione composta da giornalisti, esperti di ambiente, turismo, ospitalità, mobilità sostenibile e del mondo della bicicletta, che ha scelto di premiare la proposta umbra tra tutte quelle presentate dalle amministrazioni regionali.
Nelle motivazioni ufficiali, la giuria definisce la Ciclovia del Trasimeno "un autentico gioiello custodito nello scrigno verde d'Italia", sottolineando la capacità del percorso di fondere storia, paesaggio, tradizioni e piccoli borghi in un'unica esperienza turistica accessibile durante tutto l'anno.
Per l'Umbria si tratta anche di un ritorno al successo. L'ultima affermazione risaliva infatti al 2015, anno della prima edizione del Green Road Award, quando a imporsi era stata la Ciclovia Assisi-Spoleto-Norcia. Undici anni dopo la regione conquista nuovamente il primo posto, confermando una strategia che negli ultimi anni ha investito con decisione sul turismo outdoor.
L'assessore Simona Meloni ha letto il risultato come la conferma del percorso intrapreso dalla Regione.
"La vittoria della Ciclovia del Trasimeno all'Oscar italiano del Cicloturismo 2026 è per l'Umbria un motivo di grande orgoglio e conferma la qualità del lavoro che stiamo portando avanti per affermare la nostra regione come destinazione di riferimento per il turismo lento, sostenibile e accessibile", ha dichiarato.
L'assessore ha poi evidenziato le caratteristiche che distinguono il percorso.
"Parliamo di un anello che ha un'accessibilità a 360° e che permette di vivere il lago in bicicletta, attraversando borghi, paesaggi naturali, aree protette, punti panoramici e comunità accoglienti. Una ciclovia che incarna pienamente lo spirito della nostra campagna di promozione turistica: vivere l'Umbria è vivere davvero".
Secondo Meloni, il riconoscimento va oltre il valore turistico.
"Questo riconoscimento valorizza uno dei patrimoni più preziosi della nostra regione e premia un progetto capace di generare turismo di qualità, destagionalizzare i flussi, sostenere le imprese e dialogare con i mercati internazionali più attenti alla natura, al benessere e alla sostenibilità".
L'assessore ha infine indicato anche le prossime sfide.
"Questo premio è una spinta a proseguire con ancora maggiore determinazione nel miglioramento dei servizi e delle connessioni tra i territori, a partire dal collegamento tra il Trasimeno e Perugia. Ringrazio tutti i soggetti istituzionali, tecnici e territoriali che hanno contribuito a questo risultato. È il riconoscimento di una visione condivisa e di un lavoro di squadra che mette al centro il Trasimeno e l'Umbria del futuro".
Il successo della Ciclovia del Trasimeno nasce anche dalle caratteristiche dell'infrastruttura, progettata per essere utilizzata non soltanto dai cicloturisti più esperti ma anche da famiglie, camminatori, runner e persone con differenti esigenze di mobilità. Negli ultimi anni il percorso è stato ulteriormente migliorato grazie all'installazione di una nuova segnaletica, allo sviluppo di contenuti digitali e alla realizzazione di strumenti informativi dedicati all'accessibilità.
L'anello ciclabile si sviluppa complessivamente per 58,4 chilometri lungo il perimetro del lago e attraversa Passignano sul Trasimeno, Torricella, San Feliciano, Sant'Arcangelo, Castiglione del Lago, Borghetto e Tuoro sul Trasimeno. Dal tracciato è inoltre possibile raggiungere alcune delle principali attrazioni del territorio, tra cui Monte del Lago, Campo del Sole, l'Oasi naturalistica "La Valle", Isola Polvese e Isola Maggiore.
Il percorso, prevalentemente pianeggiante e percorribile durante tutto l'anno, dispone di parcheggi di interscambio, pannelli informativi, fontane, panchine, aree picnic, punti ristoro, strutture ricettive bike friendly, servizi di noleggio e assistenza tecnica, colonnine dedicate alla manutenzione delle biciclette e punti di ricarica per le e-bike.
Un risultato che, secondo Giulio Cherubini, rappresenta il riconoscimento di un lavoro costruito dall'intero territorio.
"La comunità del Trasimeno, che qui rappresento, è davvero grata per questo riconoscimento che è il frutto di un grande investimento corale ma anche e soprattutto della meraviglia del nostro territorio. Sette tappe, otto comuni e un percorso che passa lungo le sponde del Lago e poi per i borghi iconici, ma anche per i luoghi più naturalistici di un ecosistema che è il quarto lago d'Italia. Siamo particolarmente lieti che sia stato apprezzato il grande lavoro messo in campo con il progetto Trasimeno per tutti che fa di questa ciclovia un'infrastruttura accessibile davvero a tutti e a tutte".
A chiudere la cerimonia è stato anche il richiamo al tema scelto per l'edizione 2026 del Green Road Award, dedicata al silenzio. Ludovica Casellati, ideatrice del premio e presidente della giuria, ha spiegato il significato dell'iniziativa.
"Vedere il mondo dal sellino di una bici consente di riconnetterci con noi stessi e contribuisce in modo importante al miglioramento del benessere personale e della qualità della vita", ha affermato.
Quindi la riflessione conclusiva: "In bicicletta il mondo abbassa la voce e restano il suono delle ruote sull'asfalto, il respiro che trova il suo ritmo e la melodia della natura che ci avvolge e accompagna. È in questo spazio silenzioso che il viaggio diventa ascolto".