L’Azienda ospedaliera di Terni ha approvato una nuova procedura organizzativa per la gestione degli interventi chirurgici programmati, con l’obiettivo dichiarato di ridisegnare in modo organico e strutturato l’intero percorso di cura. Il provvedimento, già esecutivo, introduce un sistema centralizzato di governo delle liste di attesa e della programmazione operatoria, fondato su criteri clinici omogenei, verificabili e trasparenti.
La riforma, spiegano dall’Azienda, si inserisce in una più ampia strategia di miglioramento continuo dei processi assistenziali e amministrativi, orientata al rafforzamento del governo clinico, alla qualità delle prestazioni e alla sostenibilità economica.
Il nuovo impianto organizzativo si ispira al ciclo di miglioramento continuo Plan-Do-Check-Act (PDCA), metodologia consolidata nei sistemi sanitari evoluti per garantire pianificazione, esecuzione, verifica e correzione costante dei processi.
Cuore della riforma è la gestione informatizzata e monitorata delle liste di attesa, supportata da cruscotti digitali aggiornati in tempo reale. Tali strumenti consentono il controllo delle priorità cliniche, la programmazione delle sedute operatorie e la valutazione delle performance produttive e organizzative. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere le scelte organizzative tracciabili e motivate, assicurando a ogni paziente pari accesso alle cure sulla base di criteri oggettivi e documentabili.
Il modello si fonda su tre strumenti operativi integrati:
1. Tavolo tecnico chirurgico
Organismo multidisciplinare incaricato di governare le liste di attesa e la programmazione, definendo criteri di priorità condivisi e monitorando l’appropriatezza degli inserimenti in lista.
2. Centro programmazione interventi
Struttura dedicata alla centralizzazione e gestione tracciabile dell’intero percorso chirurgico, dalla proposta di intervento fino all’assegnazione della data operatoria, garantendo uniformità procedurale e controllo dei tempi.
3. Riorganizzazione del blocco operatorio
Revisione dei flussi interni e potenziamento della chirurgia ambulatoriale complessa, con l’obiettivo di ridurre i ricoveri non strettamente necessari e ottimizzare l’utilizzo delle sale operatorie e dei posti letto.
"Ridurre ricoveri non necessari e spostare, quando possibile, alcuni interventi verso il regime ambulatoriale, consentirà di utilizzare in modo più efficiente le sale operatorie e i posti letto" ha sottolineato il Santa Maria.
Uno dei principi cardine della riforma è la garanzia di equità nell’accesso alle cure chirurgiche. La centralizzazione delle liste consente infatti di superare eventuali difformità organizzative tra unità operative, uniformando i criteri di priorità e riducendo il rischio di disparità. "Centralizzare e monitorare in modo oggettivo le liste di attesa significa garantire criteri chiari e uguali per tutti - afferma il direttore generale Andrea Casciari - rafforzando la fiducia dei cittadini e migliorando il funzionamento del sistema".
Secondo la Direzione generale, il nuovo modello rappresenta un passo decisivo verso una sanità più trasparente e responsabile, capace di rendere conto delle proprie scelte organizzative attraverso indicatori misurabili.
Sul piano sanitario, l’attenzione si concentra sulla maggiore controllabilità dei processi e sull’aderenza ai reali bisogni dei pazienti. Per il direttore sanitario Domenico Montemurro "il nuovo modello rende i processi ancora più controllabili e orientati ai reali bisogni dei pazienti, unendo qualità delle cure e uso responsabile delle risorse".
La revisione del percorso chirurgico include una presa in carico più strutturata nella fase preoperatoria, una programmazione coordinata delle sedute e un’attenzione specifica alla fase di dimissione e al follow-up, nell’ottica di continuità assistenziale.
L’Azienda ha previsto un sistema di monitoraggio periodico basato su indicatori di performance relativi ai tempi di attesa, all’utilizzo delle sale operatorie, al tasso di appropriatezza dei ricoveri e alla sicurezza clinica. I dati raccolti consentiranno eventuali interventi correttivi e l’ottimizzazione progressiva del modello.
La fase di implementazione prevede inoltre attività formative per il personale coinvolto e l’adeguamento dei sistemi informativi aziendali, con l’obiettivo di assicurare piena integrazione tra area clinica e amministrativa.
L’intervento si colloca nel quadro delle strategie di riorganizzazione ospedaliera volte a migliorare la capacità produttiva senza compromettere la qualità delle cure. La combinazione di digitalizzazione, governance centralizzata e revisione dei percorsi assistenziali rappresenta una risposta strutturale alle criticità legate alle liste di attesa e alla gestione delle risorse.
Con l’entrata in vigore della nuova procedura, l’ospedale di Terni punta a consolidare un modello chirurgico più efficiente, trasparente e centrato sul paziente, rafforzando al contempo la sostenibilità complessiva del sistema sanitario locale.