23 Jun, 2026 - 15:54

Chironomidi, Giambartolomei incalza la Regione: “Serve un piano straordinario per salvaguardare imprese, turismo e residenti del Trasimeno”

Chironomidi, Giambartolomei incalza la Regione: “Serve un piano straordinario per salvaguardare imprese, turismo e residenti del Trasimeno”

La questione dei chironomidi torna con forza al centro dell'agenda politica regionale. E lo fa in uno dei momenti più delicati dell'anno per il Lago Trasimeno, alle porte della piena stagione turistica, quando ristoranti, strutture ricettive, attività commerciali e operatori del comparto turistico concentrano gran parte del proprio lavoro e delle proprie aspettative economiche.

A riportare l'attenzione sul tema è il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Matteo Giambartolomei, che ha presentato un'interrogazione alla Giunta regionale chiedendo l'attivazione di un piano straordinario e urgente per il contenimento del fenomeno e per il sostegno alle attività economiche che, secondo quanto evidenziato nell'atto ispettivo, stanno subendo conseguenze sempre più pesanti.

Il documento punta a sollecitare non soltanto nuovi interventi di contrasto alla proliferazione degli insetti, ma anche una riflessione più ampia sugli effetti che il fenomeno sta producendo sul tessuto economico e sociale dell'intero comprensorio lacustre.

Un problema che incide sulla vivibilità del territorio

Quella dei chironomidi non è una questione nuova per le comunità che vivono sulle sponde del Trasimeno. Da anni il fenomeno accompagna i mesi più caldi e continua a rappresentare una delle principali criticità segnalate da residenti e operatori economici.

Pur trattandosi di insetti che non pungono e non rappresentano un pericolo diretto per la salute umana, la loro massiccia presenza può compromettere significativamente la fruizione degli spazi esterni, incidendo sulla qualità della vita e sull'attrattività turistica delle località lacustri.

Particolarmente esposte risultano le attività che fondano parte della propria offerta su dehors, terrazze panoramiche, aree all'aperto e spazi destinati alla ristorazione estiva, elementi che rappresentano uno dei punti di forza dell'economia turistica del Trasimeno.

L'appello alla Regione: “Il grido di aiuto non può cadere nel vuoto”

Nell'interrogazione presentata a Palazzo Cesaroni, Giambartolomei richiama direttamente la Regione Umbria a un'assunzione di responsabilità.

“Il grido di aiuto di imprenditori, commercianti e residenti del Trasimeno non può cadere nel vuoto: la Regione metta in atto strumenti concreti per affrontare una situazione che sta producendo pesanti ripercussioni economiche e sociali sul territorio, con cali di fatturato e una riduzione delle presenze turistiche”. Parole che fotografano una preoccupazione crescente all'interno del territorio lacustre, dove il tema non viene più percepito esclusivamente come una problematica ambientale, ma come una questione che investe direttamente il sistema economico locale.

Le difficoltà di ristoranti, bar e pubblici esercizi

Secondo il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, gli effetti più evidenti si registrano nel comparto della ristorazione e della somministrazione.

“Una situazione che oramai da tempo - spiega Giambartolomei - sta creando disagi significativi colpendo, oltre ai residenti, in modo particolare ristoranti, bar e pubblici esercizi che stanno segnalando difficoltà crescenti nello svolgimento delle attività all'aperto, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, con conseguenze economiche che rischiano di aggravarsi nel pieno della stagione turistica”. L'attenzione si concentra soprattutto sulle attività che durante l'estate registrano una parte consistente del proprio fatturato negli spazi esterni, elemento che costituisce uno dei principali fattori di attrazione per residenti e turisti.

In molti casi, sottolinea il consigliere, le difficoltà operative si traducono in minori presenze, riduzione dei consumi e conseguente contrazione degli incassi.

La richiesta di ristori e sostegni economici

Tra i punti centrali dell'interrogazione vi è la richiesta di valutare strumenti economici straordinari a favore delle attività maggiormente penalizzate.

“Le piccole imprese si trovano a dover sostenere costi fissi di gestione altissimi a fronte di una drastica contrazione dei ricavi causata dall'invivibilità degli spazi pubblici”. Da qui la richiesta alla Giunta regionale di chiarire se intenda attivare misure specifiche di sostegno.

Il consigliere chiede infatti di sapere se siano allo studio “misure di ristoro straordinario o sgravi fiscali od altri strumenti economici e di sostegno a fondo perduto a supporto delle attività commerciali e di somministrazione dell'area del Lago Trasimeno”.

Una proposta che punta ad affiancare alle azioni di contenimento del fenomeno anche interventi capaci di compensare almeno in parte gli effetti economici subiti dalle imprese.

Disinfestazioni e risultati: la richiesta di chiarezza

L'interrogazione affronta anche il tema degli interventi già programmati.

Giambartolomei chiede infatti alla Regione di rendere noto quali campagne di disinfestazione e trattamenti larvicidi siano stati predisposti nel corso dell'anno, quali risultati abbiano prodotto e quali ulteriori azioni siano previste nei prossimi mesi. “Quali campagne di disinfestazione e trattamenti larvicidi siano stati programmati per l'anno in corso, quali risultati abbiano prodotto e, soprattutto, quali ulteriori azioni anche di altro genere si intendano mettere in campo”.

L'obiettivo è comprendere se gli strumenti finora adottati siano sufficienti oppure se sia necessario un cambio di approccio per affrontare una criticità che si ripresenta ciclicamente.

Innovazione, ricerca e nuove tecnologie

Secondo il consigliere regionale, la soluzione non può limitarsi al semplice incremento delle operazioni di disinfestazione. “Non basta aumentare qualche intervento di disinfestazione ma serve un vero piano che unisca innovazione, ricerca scientifica, sostegno alle imprese e prevenzione”. Una strategia che, nelle intenzioni di Giambartolomei, dovrebbe coinvolgere direttamente l'Università degli Studi di Perugia e il mondo della ricerca scientifica.

Tra le possibili linee di intervento indicate figurano il potenziamento delle Tofolamp già presenti sul territorio, l'analisi approfondita dei risultati ottenuti dal progetto sperimentale "Isola B", l'estensione di sistemi innovativi per la cattura e il contenimento dei chironomidi e il rafforzamento delle attività di monitoraggio ambientale.

L'obiettivo dichiarato è arrivare all'individuazione di soluzioni strutturali e durature, capaci di ridurre progressivamente l'impatto del fenomeno sul territorio.

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Francesco Mastrodicasa
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