09 May, 2026 - 15:38

Cgil e Anpi Perugia contro il Comitato Remigrazione: "Proposte razziste, xenofobe e incompatibili con i valori costituzionali"

Cgil e Anpi Perugia contro il Comitato Remigrazione: "Proposte razziste, xenofobe e incompatibili con i valori costituzionali"

La Camera del Lavoro provinciale della Cgil e l’Anpi di Perugia intervengono con fermezza dopo l’iniziativa promossa dal Comitato Remigrazione il 7 maggio nel capoluogo umbro, definendo “aberranti e inaccettabili” le proposte avanzate nel corso dell’incontro.

Una presa di posizione che va ben oltre la semplice critica politica e che si inserisce in un dibattito nazionale sempre più acceso sui temi dell’immigrazione, dell’identità e della convivenza civile. Per Cgil e Anpi, infatti, quanto emerso dall’iniziativa rappresenta “uno sfregio” ai principi democratici e alla storia stessa di Perugia e dell’Umbria.

Cgil e Anpi: "Posizioni razziste e xenofobe"

Nel documento diffuso dalle due organizzazioni il giudizio è netto. Secondo Cgil e Anpi, le realtà coinvolte nell’iniziativa esprimono posizioni che travalicano il normale confronto politico e si collocano dentro una cornice ideologica incompatibile con i valori democratici.

“Le organizzazioni coinvolte in tali proposte - affermano le due organizzazioni - manifestano posizioni razziste e xenofobe, quando non dichiaratamente apologetiche del fascismo. Perugia, città che affonda le sue radici nella lotta partigiana e nei valori dell'antifascismo, rifiuta con forza queste posizioni che rappresentano uno sfregio a un territorio che ha sempre messo al centro la difesa della democrazia e l'inclusione sociale”. Parole che collocano la vicenda dentro un perimetro politico e storico preciso, richiamando il patrimonio civile della città e il ruolo che l’Umbria ha avuto nella costruzione della memoria antifascista italiana.

Il nodo della "remigrazione"

Al centro della contestazione c’è il concetto stesso di “remigrazione”, termine utilizzato dal movimento e ritenuto da Cgil e Anpi espressione di una visione discriminatoria e segregazionista.

“È estremamente grave - sostengono ancora Cgil e Anpi - la diffusione delle idee propugnate dal cosiddetto Comitato Remigrazione. Il concetto di ‘remigrazione’ (ovvero riportare le persone straniere nei loro paesi di provenienza) e il richiamo al ‘primato dell’italianità’ non sono altro che mezzi per riproporre ideologie basate sulla superiorità razziale. Si tratta, nei fatti, di un modo per parlare di deportazione con una proposta di legge che riporta inevitabilmente il pensiero alle pagine più oscure e vergognose della storia del nostro Paese”. È uno dei passaggi più duri della nota, nel quale le due organizzazioni associano direttamente le proposte del Comitato a modelli culturali e politici che evocano le derive più drammatiche del Novecento europeo.

Il timore di una normalizzazione politica

Nella presa di posizione emerge anche la preoccupazione per quella che viene definita una possibile “legittimazione” di certe tesi nel dibattito pubblico e politico nazionale.

“È motivo di profonda preoccupazione che tali tesi, inaccettabili e dannose - ribadiscono Cgil e Anpi -, possano trovare sponda in forze e culture che sono addirittura al governo. Questi movimenti da sempre speculano vergognosamente sulle paure riguardo al tema dell’immigrazione”. Secondo le due organizzazioni, il rischio maggiore è che il linguaggio dell’esclusione e della contrapposizione identitaria possa entrare nel confronto istituzionale, alterando il quadro dei valori democratici su cui si fonda la Repubblica.

"L'immigrazione va governata, non strumentalizzata"

Nel documento non manca una riflessione sul tema migratorio. Cgil e Anpi respingono l’idea di affrontare la questione attraverso politiche di espulsione o narrazioni emergenziali, proponendo invece un approccio fondato su inclusione, legalità e riforma normativa.

“Al contrario, riteniamo che l’immigrazione sia un tema che vada regolato e migliorato, a partire dal superamento della legge Bossi-Fini che crea essa stessa spazi di illegalità. La vera democrazia non deve avere paura della diversità, ma deve nutrirsi di conoscenza e confronto, rifiutando ogni idea autoritaria che punta all’omologazione”. Un passaggio che sposta il confronto dal piano ideologico a quello politico e sociale, indicando la necessità di intervenire sulle norme che regolano i flussi migratori e le condizioni di integrazione.

Il richiamo alla Costituzione

Il documento si chiude con un forte richiamo ai principi costituzionali, indicati come punto di riferimento imprescindibile del dibattito pubblico.

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sui principi della Costituzione, che tutti, cittadini e istituzioni, sono chiamati a rispettare”. Un richiamo che assume un valore centrale nella lettura proposta da Cgil e Anpi: la questione migratoria non può essere affrontata mettendo in discussione i diritti fondamentali, il pluralismo e la dignità delle persone.

La richiesta al centrodestra: "Prendano le distanze"

Le due organizzazioni rivolgono infine un appello diretto alle forze politiche di centrodestra che ricoprono ruoli di governo a livello locale e nazionale.

Cgil e Anpi di Perugia chiedono infatti alle forze di centro-destra di “dissociarsi apertamente da questo tipo di iniziative e ideologie basate sull’odio razziale”. Una richiesta che punta a ottenere una presa di posizione pubblica e chiara rispetto alle tesi sostenute dal Comitato Remigrazione, evitando ambiguità o silenzi considerati significativi.

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Francesco Mastrodicasa
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