Un intervento rapido, complesso e altamente specializzato ha evitato il peggio nei boschi dell’Appennino umbro. A Preci, nella frazione di Cervara, una tranquilla battuta di caccia si è improvvisamente trasformata in un’emergenza quando un cane da caccia, un segugio maremmano, è precipitato in un dirupo roccioso. Un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche e che invece si è concluso con un lieto fine grazie all’intervento dei Vigili del fuoco e all’impiego delle tecniche SAF, fondamentali in contesti impervi e difficilmente accessibili.
L’allarme è scattato nel corso della mattinata, quando i cacciatori si sono accorti che il cane non rispondeva più ai richiami. Dopo alcuni minuti di ricerche concitate, la scoperta: il segugio era scivolato lungo un pendio particolarmente scosceso, finendo in un dirupo profondo circa otto metri. Una caduta importante, che avrebbe potuto provocare gravi traumi, ma la sorte ha voluto che l’animale si fermasse su un piccolo terrapieno naturale, evitando l’impatto diretto con le rocce sottostanti.
L’episodio si è verificato in una zona boschiva particolarmente fitta, caratterizzata da vegetazione intricata, sterpaglie e dislivelli pronunciati. Un’area raggiungibile esclusivamente a piedi, dove anche il semplice avvicinamento risulta complicato e potenzialmente pericoloso. Proprio per questo, una volta localizzato il cane, è apparso subito chiaro che un recupero improvvisato avrebbe potuto mettere a rischio sia l’animale che le persone presenti.
Il segugio maremmano, pur cosciente, si trovava immobilizzato su una stretta lingua di terra, circondato da rocce e cespugli. Ogni tentativo di risalita autonoma era impossibile, mentre una caduta ulteriore avrebbe potuto essere fatale. Da qui la decisione di contattare immediatamente i Vigili del fuoco, che hanno attivato una squadra specializzata in interventi di soccorso in ambiente impervio.
Giunti sul posto, i soccorritori hanno effettuato un sopralluogo accurato per valutare le condizioni del terreno e pianificare l’operazione in totale sicurezza. Dopo aver individuato il punto migliore per l’accesso, è stato predisposto un intervento con l’ausilio delle tecniche SAF, indispensabili per operare in contesti come dirupi, pareti rocciose e aree scoscese.
Il recupero si è svolto con grande attenzione: il cane è stato raggiunto, messo in sicurezza e sollevato con apposite attrezzature. Fortunatamente, al termine delle operazioni, il segugio non presentava ferite né traumi evidenti ed è stato immediatamente riconsegnato al proprietario, visibilmente sollevato. Un intervento che ha trasformato una potenziale tragedia in una storia a lieto fine.
Le tecniche SAF, acronimo di Speleo Alpino Fluviale, rappresentano uno degli strumenti più avanzati e complessi a disposizione dei Vigili del fuoco per il soccorso in ambienti impervi. Si tratta di un insieme di procedure operative, addestramenti specifici e attrezzature dedicate che consentono di intervenire in contesti estremi, dove i normali mezzi di soccorso non possono arrivare.
Queste tecniche vengono utilizzate in situazioni come dirupi, gole, grotte, pareti rocciose, alvei fluviali, zone montane e ambienti naturali caratterizzati da forte pendenza o instabilità del terreno. Gli operatori SAF sono Vigili del fuoco altamente specializzati, sottoposti a una formazione continua che include arrampicata su roccia, progressione su corde, manovre di calata e recupero, oltre a nozioni di geologia, meteorologia e gestione del rischio.
Nel caso specifico di Cervara, le tecniche SAF hanno permesso di raggiungere il segugio maremmano in totale sicurezza, evitando ulteriori pericoli. Attraverso l’uso di corde statiche, imbracature, moschettoni e sistemi di ancoraggio, i soccorritori hanno potuto calarsi nel dirupo, stabilizzare l’animale e procedere al recupero verticale. Ogni fase dell’intervento viene pianificata nel dettaglio, valutando peso, condizioni del soggetto da recuperare, stabilità del terreno e possibili vie di fuga.
Un aspetto fondamentale delle tecniche SAF è la sicurezza degli operatori: ogni manovra è studiata per ridurre al minimo i rischi, anche in condizioni ambientali difficili come pioggia, fango o scarsa visibilità. Inoltre, queste tecniche vengono impiegate non solo per il soccorso di persone, ma anche per il recupero di animali in difficoltà, come nel caso di cani, bovini o fauna selvatica.