24 Mar, 2026 - 19:00

Centenario di Dario Fo, presentato il programma a Roma: l’Umbria protagonista delle celebrazioni

Centenario di Dario Fo, presentato il programma a Roma: l’Umbria protagonista delle celebrazioni

Non è solo una ricorrenza, ma una vera e propria "chiamata alle arti" che parte da Roma per abbracciare l'intero globo, trovando però il suo cuore pulsante tra i borghi e le valli del centro Italia. La presentazione ufficiale del centenario di Dario Fo, svoltasi oggi nella Capitale, ha svelato un’architettura celebrativa imponente: oltre 120 eventi nazionali e una ragnatela di iniziative che toccheranno 85 Paesi. Eppure, in questo atlante della memoria e dell'impegno civile, è l'Umbria a reclamare il ruolo di protagonista assoluta, trasformandosi da luogo dell'anima a motore organizzativo di un omaggio che durerà un intero anno.

A suggellare questo legame indissolubile è stato il vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori, intervenuto per delineare i contorni di un progetto che non vuole essere una semplice operazione nostalgia, ma uno strumento di "coscienza civile e immaginazione collettiva". Per la giunta regionale, investire nel centenario significa riconoscere a Fo e Franca Rame il merito di aver scelto l'Umbria non solo come rifugio, ma come officina creativa.

"È un onore essere qui oggi in questa giornata che segna ufficialmente l'apertura del centenario di Dario Fo. Un artista che ha saputo interpretare l'arte nella sua dimensione più ampia, declinandola in uno strumento di libertà, coscienza civile e immaginazione collettiva", ha dichiarato Bori.

Dall'archivio alla Rocca: le quattro grandi mostre che riaccendono il territorio

Il programma umbro, sostenuto con convinzione dalla Regione sia sul piano logistico che economico, si svilupperà in un arco temporale che va da marzo 2026 a marzo 2027. Se il mondo celebrerà Fo nelle università e negli istituti di cultura da Parigi a Buenos Aires, l'Umbria offrirà un percorso immersivo senza precedenti, attingendo direttamente allo scrigno dell'Archivio Fo Rame.

Il cuore dell'offerta culturale sarà rappresentato da quattro grandi mostre coordinate, ospitate in edifici che sono essi stessi monumenti alla storia e all'arte. Si partirà da Perugia, a Palazzo Penna, per poi toccare la maestosa Rocca Albornoz di Spoleto e sdoppiarsi a Gubbio, tra Palazzo dei Consoli e Palazzo Ducale. Non saranno esposizioni statiche, ma narrazioni visive popolate da disegni, manoscritti e costumi che testimoniano la frenetica attività pittorica e teatrale del Nobel.

Bori ha voluto sottolineare il lavoro dietro le quinte:

"Desidero innanzitutto rivolgere un sincero ringraziamento alla Fondazione Fo Rame, con Mattea Fo e Stefano Bertea, per il lavoro straordinario e faticoso che ha reso possibile questo programma così ricco, articolato e internazionale".

Un ringraziamento che si è esteso con un saluto affettuoso a Jacopo Fo, custode di una tradizione che continua a dialogare con la contemporaneità. Le mostre, secondo il vicepresidente, sono:

"Un patrimonio che è un invito a guardare il presente con lo sguardo critico, ironico e profondamente umano che Fo ci ha insegnato. Un'eredità che parla al presente, che ci chiede di difendere la libertà di espressione, coltivare il pensiero critico, credere nel teatro e nell'arte come strumenti di trasformazione".

"Lu Santo Jullare Francesco": la rinascita di Norcia nel segno del Nobel

Il momento forse più emozionante e simbolico dell'intero calendario è fissato per il 24 maggio, a Norcia. Qui, le celebrazioni per il centenario di Fo si intrecceranno indissolubilmente con la storia recente e antica della regione. Con la messa in scena di "Lu Santo Jullare Francesco", interpretato da Matthias Martelli, verrà ufficialmente riaperto il teatro comunale, restituito alla cittadinanza dopo i lunghi e complessi lavori di restauro seguiti al terremoto del 2016.

Si tratta di un cortocircuito culturale di rara potenza: l'opera di Fo dedicata al Poverello d'Assisi che inaugura un luogo di cultura ferito dal sisma, proprio mentre l'Umbria celebra anche l'ottocentenario francescano.

"È un'incredibile occasione per intrecciare la ricorrenza dell'ottocentenario di San Francesco con il centenario di Dario Fo all'interno della grande sfida del ripristino e della valorizzazione dei luoghi della cultura nelle zone terremotate", ha osservato Bori.

Ma il programma non si ferma a Norcia. Il 7 aprile Perugia darà il via ufficiale alle danze con un evento che vedrà alternarsi attrici, musicisti e istituzioni, mentre il legame con Umbria Jazz aggiungerà una nota ritmica e contemporanea alle celebrazioni. L'Umbria, dunque, si conferma "casa elettiva" di una coppia che ha rivoluzionato il teatro mondiale.

"L'Umbria è stata per Dario Fo e Franca Rame un luogo elettivo, una casa creativa, un rifugio dove staccare dalla frenesia dell'impegno artistico. Non è un caso che proprio da qui prende avvio una parte importante delle celebrazioni", ha concluso il vicepresidente, ribadendo che la Regione ha scelto di essere il "cuore pulsante" di questa rete globale.

Tra spettacoli, approfondimenti accademici e il coinvolgimento dei grandi palcoscenici regionali in dialogo con i circuiti internazionali, il centenario si annuncia come l'evento culturale dell'anno, capace di dimostrare che l'ironia e la satira di Fo sono, oggi più che mai, bussole necessarie per navigare il presente.

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Lorenzo Farneti
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