20 Mar, 2025 - 18:30

Dai farmaci alle frodi digitali: cosa c'è dietro il caso di Andrea Prospero

Dai farmaci alle frodi digitali: cosa c'è dietro il caso di Andrea Prospero

Non ci sono ancora nomi ufficialmente iscritti nel registro degli indagati, ma gli inquirenti non stanno lasciando nulla al caso. Telefoni, schede SIM, carte di credito e ogni traccia digitale trovata nel monolocale di Andrea Prospero vengono passati al microscopio, con la speranza di trovare il bandolo della matassa.

Qualcuno ha lasciato impronte digitali virtuali in questa vicenda? È quello che gli investigatori stanno cercando di capire, mentre scandagliano le connessioni digitali e le transazioni economiche del giovane suicida. Per ora nessun nome è finito nero su bianco tra gli indagati, ma il cerchio si stringe attorno ai possibili responsabili di eventuali reati legati a questa storia.

Due filoni di inchiesta separati

Gli investigatori hanno aperto un secondo fascicolo, per ora senza nomi incisi sulla pietra, ma con una pista che porta dritta nel sottobosco delle truffe online. L'ipotesi è che una cerchia di giovani, abilissimi a muoversi tra nickname e profili anonimi, possa aver orchestrato qualche operazione poco limpida.

Finora, però, nessuna connessione diretta con la morte di Andrea Prospero. L'inchiesta ha preso due direzioni separate, come due binari che corrono paralleli. Già all'inizio era evidente che i filoni investigativi non si sovrapponessero completamente. Da un lato, la tragica fine del ragazzo; dall'altro, un mondo digitale in cui si vendono illusioni a caro prezzo. Gli inquirenti vogliono capire se e dove questi percorsi si incrociano.

Le chat e i nuovi dettagli emersi

Le chat tra Andrea Prospero e un diciottenne romano, attualmente ai domiciliari, stanno facendo luce su una storia che ha il sapore amaro della disperazione e della crudeltà. I due non si sono mai visti dal vivo, ma le loro conversazioni vanno avanti dal 2023. L'indagato, che dietro lo schermo sembra giocare con la vita degli altri, aveva in casa tre telefoni cellulari. Gli investigatori li stanno setacciando byte per byte per capire se abbia avuto un ruolo attivo nell'acquisto degli oppiacei finiti nello stomaco di Prospero.

Il giro delle pillole passava per Telegram, un mercato nero senza regole dove i nickname contano più dei volti. Prospero avrebbe ricevuto il pacco in un punto di ritiro automatizzato a Perugia, un dettaglio che rende tutto ancora più gelido e impersonale. A vendergli le pasticche sarebbe stato un ragazzo di Afragola, noto online con un alias e riconoscibile per un'icona inquietante: una colomba che porta nel becco un cesto colmo di pillole e schede SIM. Un simbolo di morte mascherato da innocenza digitale.

Istigazione al suicidio e le frasi shock

Le chat recuperate raccontano una storia di cinismo glaciale. Il diciottenne romano, nascosto dietro il nome "Valemno", dispensava consigli di morte con la leggerezza di chi sta parlando di un videogioco. Frasi secche, senza un briciolo di empatia, che incitano Prospero a prendere tutte le pillole a disposizione e ad accompagnarle con alcol per velocizzare il processo. Quando lo studente esita, la risposta è uno schiaffo digitale: nessun incoraggiamento, solo un congedo sprezzante e un sorrisetto virtuale a chiudere la conversazione.

Ma questo teatro dell'orrore non inizia il giorno della tragedia. Da mesi i due parlavano di suicidio come se fosse un'opzione di vita come un'altra, un passo da compiere con la giusta preparazione. Il giovane romano non si limita a incitare, ma suggerisce tecniche, spiega dosaggi, descrive con precisione l'effetto delle sostanze. Un catalogo del nulla, confezionato per un pubblico di disperati in cerca di una via d'uscita senza ritorno.

La posizione dell'unico indagato

Gli inquirenti hanno deciso di prendere due strade separate nell'inchiesta, perché la vicenda si è rivelata più intricata di quanto sembrasse all'inizio. Fin dai primi accertamenti, gli elementi raccolti lasciavano intravedere scenari molto diversi tra loro, tanto da rendere inevitabile questa biforcazione. Nel frattempo, il diciottenne romano ai domiciliari con l'accusa di istigazione al suicidio ha scelto la via della prudenza, affidandosi al proprio avvocato per far arrivare un messaggio di vicinanza ai genitori di Andrea Prospero. 

"Esprimiamo sincera vicinanza e ci stringiamo al dolore dei genitori di Andrea Prospero per la perdita del loro figlio". Così hanno dichiarato i parenti del giovane indagato attraverso l'avvocato Alessandro Ricci, ribadendo il loro cordoglio alla famiglia del diciannovenne.

Nel frattempo, è stata stabilita per domani l'udienza davanti al giudice per le indagini preliminari. Sarà un passaggio cruciale per chiarire ulteriormente la posizione dell'indagato e verificare gli elementi emersi finora nell'inchiesta.

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Francesca Secci
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