Un messaggio universale che attraversa confini, culture e sensibilità diverse e che trova nel perdono una via concreta alla pace. Cascia si avvicina alla Festa di Santa Rita, in programma il 22 maggio, con un percorso di preparazione che intreccia spiritualità, partecipazione popolare e impegno sociale. A un mese dall’appuntamento, la città umbra si prepara ad accogliere migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo, attratti dalla devozione verso la Santa degli impossibili, figura simbolica di riconciliazione, speranza e consolazione.
L’edizione 2026 assume un significato ancora più forte in un contesto internazionale segnato da conflitti e divisioni. Il tema della pace diventa così il filo conduttore dell’intero programma, in continuità con il messaggio di Santa Rita e con le parole di Papa Leone XIV, richiamate dagli organizzatori come riferimento spirituale e civile per una celebrazione che vuole parlare al presente con voce chiara e universale.
La Festa di Santa Rita rappresenta uno dei momenti più intensi della vita religiosa umbra, capace di coinvolgere non solo il territorio, ma una comunità internazionale di fedeli. Ogni anno Cascia si trasforma in un crocevia di lingue, esperienze e storie personali, unite da una devozione che trova nella figura della Santa una sintesi potente tra sofferenza e redenzione. Nel 2026 questo messaggio assume un significato ancora più profondo. A sottolinearlo è la madre badessa del monastero, suor Maria Grazia Cossu, che richiama con forza il significato attuale della testimonianza ritiana.
"Nel tempo che stiamo vivendo, attraversato da conflitti e profonde divisioni, il messaggio di Santa Rita - afferma la madre badessa del monastero, suor Maria Grazia Cossu - risuona con una forza ancora più urgente e necessaria. La sua vita ci insegna che la pace non è un'utopia, ma una scelta concreta che nasce dal perdono". E aggiunge: "Non possiamo abituarci alla guerra, né rassegnarci alla divisione".
Tra i simboli più significativi della festa spicca la Fiaccola del Perdono e della Pace, che quest’anno rafforza il suo valore internazionale grazie al legame tra Cascia e Chicago, città natale di Papa Leone XIV. Proprio negli Stati Uniti è stata accesa la fiaccola, destinata a essere benedetta il 20 maggio in Piazza San Pietro, in un momento che assume un forte valore simbolico. Il percorso della fiaccola rappresenta idealmente un ponte tra comunità lontane, unite dal medesimo messaggio di riconciliazione.
Un gesto che, come sottolineato dal rettore della Basilica, padre Giustino Casciano, si carica di un significato che va oltre la ritualità. "Un gesto che unisce idealmente luoghi e comunità diverse". Una sintesi efficace del respiro globale che la Festa di Santa Rita ha assunto nel tempo, diventando sempre più un punto di riferimento spirituale internazionale.
Il calendario delle celebrazioni si articola in una serie di appuntamenti che accompagnano i fedeli verso il momento centrale del 22 maggio. Tra questi, particolare rilievo assume la messa per la famiglia agostiniana, in programma il 21 maggio alle ore 16.30, che sarà presieduta da padre Joseph L. Farrell. Un momento di raccoglimento che richiama l’urgenza del tema della pace anche all’interno della comunità religiosa, in un tempo definito “segnato da tante ferite”.
La giornata del 21 maggio alle ore 10 sarà inoltre dedicata alla presentazione delle “Donne di Rita” 2026, uno dei riconoscimenti più significativi legati alla festa, istituito nel 1988 per valorizzare storie di perdono e solidarietà.
Il culmine delle celebrazioni sarà raggiunto il 22 maggio alle ore 11, con il solenne pontificale nella sala della Pace, presieduto dal cardinale Stanisław Dziwisz. A seguire, come da tradizione, la Supplica e la benedizione delle rose, gesto simbolico profondamente radicato nella devozione popolare.
Il riconoscimento delle “Donne di Rita” rappresenta uno dei momenti più toccanti della festa, perché porta al centro storie reali di sofferenza trasformata in impegno. Le protagoniste del 2026 - Fanni Curi, Lucia Di Mauro e Mirna Pompili - sono accomunate da esperienze segnate da lutti profondi, ma anche dalla capacità di reagire trasformando il dolore in forza e solidarietà.
Un premio che interpreta in chiave contemporanea il messaggio di Santa Rita, offrendo esempi concreti di come il perdono possa diventare motore di cambiamento e speranza.
Oltre alla dimensione spirituale, la Festa di Santa Rita rinnova anche il proprio impegno sociale. Per il 2026 la Fondazione Santa Rita da Cascia promuove una raccolta fondi a sostegno dell’Oasi Santa Rita, progetto in corso a Porto Recanati.
L’iniziativa è dedicata all’accoglienza di persone con disabilità e delle loro famiglie, con l’obiettivo di rendere la vacanza un diritto realmente accessibile. Un progetto che traduce in azione concreta i valori della festa, coniugando spiritualità e inclusione.
A un mese dalla ricorrenza, Cascia si prepara a vivere una delle sue stagioni più intense, confermandosi come luogo di incontro tra fede, cultura e impegno civile. La Festa di Santa Rita si configura sempre più come un evento capace di parlare al presente, mantenendo salde le radici nella tradizione ma aprendosi alle sfide del tempo.
Nel segno della Santa degli impossibili, la città umbra torna così a proporsi come punto di riferimento per chi cerca un messaggio di pace autentico, concreto e condiviso. Un messaggio che, ancora oggi, continua a risuonare con forza rinnovata, attraversando confini e generazioni.