La sala operatoria dell'Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni si trasforma in una cattedra internazionale per la chirurgia cardiovascolare avanzata. Una delegazione di specialisti arrivati dall’Olanda e dai vertici di aziende leader del settore biomedicale ha scelto il centro umbro per osservare da vicino un delicato intervento ad alta complessità, focalizzato su una tecnologia d'avanguardia ancora poco diffusa nei blocchi operatori europei. Al centro dei riflettori scientifici c'è l’applicazione del dispositivo VEST, uno stent extravascolare progettato per rivoluzionare la tenuta e la durata a lungo termine dei bypass aorto-coronarici. L'équipe ternana, posizionata ai vertici nazionali per numero di impianti ed esperienza clinica, ha aperto le proprie porte per mostrare dal vivo i vantaggi di una metodica che ridefinisce gli standard di sicurezza per i pazienti cardiopatici, attirando l'attenzione della comunità medica continentale.
Il banco di prova per gli specialisti stranieri è stato un quadro clinico di estrema gravità. Sul tavolo operatorio della Cardiochirurgia di Terni, un paziente di 72 anni affetto da stenosi aortica calcifica, una patologia severa aggravata da un'endocardite batterica in corso e da una cardiopatia ischemica cronica con una diffusa ostruzione che interessava la malattia dei tre vasi coronarici. I chirurghi hanno dovuto agire in condizioni d'urgenza, eseguendo dapprima la bonifica di un voluminoso ascesso periaortico e la successiva sostituzione della valvola danneggiata con una bioprotesi di ultima generazione. La complessa architettura dell’intervento si è completata con il confezionamento di tre bypass aorto-coronarici. Su due di questi condotti venosi è stato applicato il dispositivo VEST, permettendo alla delegazione estera di esaminare la manualità chirurgica e l'efficacia immediata della tecnologia in un contesto reale ad alta pressione.
A guidare il gruppo di osservatori esterni è stato il dottor Wilson Wang Lung Lì, stimato cardiochirurgo dell’Ospedale St. Antonius Ziekenhuis di Nieuwegein, in Olanda, noto a livello globale per la sua specializzazione nella chirurgia dell’aorta toracica. Accanto a lui, per studiare i protocolli applicativi sviluppati in Umbria, erano presenti il dottor John-Roy Veneberg e la dottoressa Lobke Wevers della società ScoVasMedical B.V., insieme al dottor Amnon Buzaglo dell’azienda VGS. L’interesse internazionale verso la Cardiochirurgia del Santa Maria risiede nelle proprietà ingegneristiche del dispositivo VEST (Venous External Scaffold Technology). Questa tecnologia agisce come un'armatura esterna per le vene utilizzate nei bypass: ottimizza l'emodinamica modellando il condotto venoso affinché risponda alle sollecitazioni con caratteristiche simili a quelle delle arterie, previene la formazione di trombi, riduce la degenerazione del vaso impiantato e offre una notevole versatilità e facilità di adattamento anatomico.
L’apprendimento sul campo si è articolato sia attraverso l'osservazione diretta in sala, sia mediante sessioni tecniche di approfondimento video organizzate nella sala meeting del dipartimento Cardiotoracovascolare, dove sono stati sviscerati i dettagli metodologici accumulati dall’esperienza ternana. La proiezione internazionale del nosocomio testimonia un percorso di consolidamento tecnologico che incide direttamente sulla qualità delle cure. Il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera, Andrea Casciari, ha rimarcato il valore strategico di questo traguardo scientifico: “Questa visita rappresenta un riconoscimento del livello raggiunto dalla Cardiochirurgia del Santa Maria e delle competenze sviluppate dai nostri professionisti nell'ambito delle tecnologie più innovative applicate alla chirurgia cardiovascolare. Essere un punto di riferimento nazionale per l'utilizzo di dispositivi avanzati come il VEST significa offrire ai pazienti opportunità terapeutiche sempre più efficaci e safe, ma anche contribuire alla diffusione della conoscenza e dell'innovazione attraverso il confronto con centri e professionisti di livello internazionale”.