Il garante per i detenuti, l'avvocato Giuseppe Caforio, ha presentato, il 15 luglio, in terza commissione regionale la relazione sull'attività di ricognizione del 2024. La situazione nelle carceri in Umbria viene definita "drammatica".
Nella relazione, presentata dal Garante regionale dei detenuti, avv. Giuseppe Caforio, terminata a fine marzo 2025, emergono gravi criticità in tutti gli istituti penitenziari in Umbria.
Il sovraffollamento è segnalato dalle 1.593 unità, di cui 60 donne e 645 stranieri, raggiunte nel marzo 2025, a fronte di una capienza regolamentare di 1.324 posti detentivi. Situazioni critiche a Terni, dove i detenuti sono 597 su 422 posti previsti, e Capanne (Perugia), con 437 presenze su una capienza di 363. A Spoleto i detenuti presenti sono 471 a fronte di 456 posti regolamentari. A Orvieto i detenuti presenti sono 127 su 98 posti.
Il problema del sovraffollamento, secondo il Garante, è dovuto anche all’aumento dei trasferimenti dalla Toscana, in seguito all’annunciata nascita del Provveditorato regionale: "Le carceri della Regione Umbria - ha sottolineato il Garante - hanno funzione ricettiva di detenuti provenienti da altri contesti territoriali, in prevalenza da Toscana. L'Umbria in proporzione ha almeno un 50% di detenuti in più rispetto ad una equa ripartizione nel rapporto tra abitanti e detenuti con le altre Regioni d'Italia".
Dopo le parole ad aprile sulla stanza dell'intimità, il Garante dei detenuti, Giuseppe Caforio, torna a esprimersi (in toni assai duri) sulla situazione delle carceri.
Tra le emergenze più gravi, inoltre, c'è anche quella legata alla presenza di detenuti con patologie psichiatriche: a Terni, ad esempio, su circa 600 detenuti, almeno 150 presentano disturbi psichici, senza spesso una terapia adeguata
“Un detenuto psichiatrico - ha spiegato Caforio - viene visto da uno specialista solo tre o quattro volte l’anno, in condizioni che impediscono qualsiasi percorso di cura”.
“A Capanne - ha affermato il Garante - l’isolamento è talvolta utilizzato come sostituto di un manicomio carcerario. È una situazione in cui la civiltà tocca il fondo”.
“La situazione è drammatica - ha concluso Caforio - ma l’Umbria può e deve dare un segnale di civiltà. Il carcere è fatto di persone: se una componente soffre, l’intero sistema vacilla. Serve un salto di qualità, non possiamo più rimandare”.
Il garante regionale dei detenuti, ai microfoni dell'ANSA, a inizio luglio aveva anche sollevato il problema del caldo, spesso letale per chi è già malato di cuore o lotta contro un tumore: "Il carcere è un mondo di equilibri delicati, ma qui ormai è vicino al collasso".
Tanti i temi toccati dalle parole di denuncia del Garante: "Ammassati nelle celle, in violazione delle regole minime stabilite dalla Cassazione e dei principi della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Chi soffre di patologie cardiologiche o oncologiche è esposto a un rischio concreto di morte se non si interviene subito con trasferimenti o soluzioni alternative".
"La polizia penitenziaria è allo stremo, costretta a tamponare una carenza di organico cronica - aveva chiosato nellintervista di inizio mese Giuseppe Caforio - Il nuovo Provveditorato Umbria-Marche è fermo da dicembre, ma qui servono risposte immediate. Il tempo è scaduto. Se salta un tassello, salta tutto".