16 Jul, 2026 - 14:30

Carcere di Spoleto, due ispettori della Polizia Penitenziaria feriti con una lametta: il SAPPE denuncia una nuova grave aggressione

Carcere di Spoleto, due ispettori della Polizia Penitenziaria feriti con una lametta: il SAPPE denuncia una nuova grave aggressione

Nuova aggressione ai danni della Polizia Penitenziaria nel carcere di Spoleto.

Due ispettori sono rimasti feriti nel pomeriggio di lunedì 14 luglio durante un intervento per contenere un detenuto che, secondo quanto riferito dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), avrebbe estratto una lametta occultata nel cavo orale, colpendo entrambi gli operatori.

I due sottufficiali hanno riportato lesioni che hanno richiesto complessivamente 19 giorni di prognosi.

L'episodio è stato reso noto dal segretario nazionale del SAPPE per l'Umbria, Fabrizio Bonino, che parla di un'ennesima e gravissima aggressione destinata ad alimentare la preoccupazione del personale che quotidianamente opera all'interno dell'istituto penitenziario spoletino.

L'intervento degli ispettori durante le intemperanze del detenuto

Secondo la ricostruzione fornita dal SAPPE, l'episodio si è verificato nel pomeriggio del 14 luglio.

I due ispettori sarebbero intervenuti in supporto agli agenti addetti alla vigilanza per gestire le intemperanze di un detenuto extracomunitario appartenente al circuito di media sicurezza.

Durante le fasi di contenimento, sempre secondo quanto riferito dal sindacato, il ristretto avrebbe improvvisamente estratto una lametta abilmente nascosta nel cavo orale, utilizzandola per colpire i due appartenenti alla Polizia Penitenziaria.

L'aggressione ha provocato ferite tali da rendere necessario il ricorso alle cure mediche e il rilascio di una prognosi complessiva di diciannove giorni.

Il SAPPE: «Ancora violenza, ancora sangue»

Nel commentare quanto accaduto, il segretario nazionale del SAPPE per l'Umbria, Fabrizio Bonino, ha espresso piena solidarietà ai colleghi rimasti feriti.

«Ancora violenza, ancora sangue, ancora un attacco vile e vigliacco ai danni di chi ogni giorno indossa una divisa per garantire la sicurezza dentro e fuori le mura del carcere di Spoleto», afferma Bonino.

Il rappresentante sindacale ha quindi rivolto un messaggio ai due ispettori e a tutto il personale in servizio nell'istituto.

«Esprimo la mia personale e sentita solidarietà ai due ispettori di Spoleto e a tutti i colleghi che operano in prima linea in quell'istituto, i quali vedono il lavoro costruito in tanti anni sgretolarsi di fronte all'impunità di questi delinquenti patentati, per i quali, purtroppo, risulta sempre più impossibile ipotizzare un serio percorso di reinserimento», dichiara il segretario del SAPPE.

Il sindacato denuncia un'escalation di aggressioni

L'episodio, sottolinea il sindacato, arriva a pochi giorni da un'altra aggressione verificatasi sempre all'interno della struttura penitenziaria.

Per il SAPPE non si tratta più di fatti isolati, ma di una situazione che evidenzierebbe una crescente criticità nella gestione della sicurezza interna.

«Questo ennesimo episodio, l'ultimo di una lunga e drammatica scia di violenza, impone una seria e doverosa riflessione sull'inefficacia dell'attuale sistema sanzionatorio e sulla totale inadeguatezza delle misure di sicurezza a tutela del personale», prosegue Bonino.

Il sindacato evidenzia come gli operatori della Polizia Penitenziaria si trovino sempre più frequentemente ad affrontare situazioni ad alto rischio nello svolgimento delle proprie funzioni.

La richiesta di un confronto con l'Amministrazione Penitenziaria

Nel comunicato diffuso alla stampa, il SAPPE torna a chiedere un confronto urgente con l'Amministrazione Penitenziaria.

Secondo il sindacato, è necessario individuare strumenti più efficaci per garantire la sicurezza del personale che opera quotidianamente negli istituti di pena.

«Come SAPPE condividiamo pienamente l'amarezza e la preoccupazione espresse dai colleghi: non è più tollerabile che episodi di questa gravità diventino la normalità quotidiana per le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria», si legge nella nota.

Il sindacato richiama inoltre il ruolo dell'Amministrazione.

«L'Amministrazione Penitenziaria ha il preciso e inderogabile obbligo di tutelare la salute e l'incolumità del proprio personale», sottolinea Bonino.

"Servono risposte concrete e immediate"

Per il SAPPE non è più sufficiente esprimere solidarietà dopo ogni aggressione.

Il sindacato sollecita infatti interventi concreti capaci di incidere realmente sulle condizioni di lavoro degli operatori.

«Rinnoviamo con forza la richiesta di un serio e urgente confronto sulla materia. Chiediamo all'Amministrazione di assumersi le proprie responsabilità, intervenendo in modo concreto e immediato per garantire condizioni di lavoro dignitose e sicure», afferma ancora il segretario nazionale.

Il riferimento è sia agli strumenti di prevenzione sia alle misure organizzative necessarie per limitare il rischio di nuove aggressioni.

Una questione che riguarda l'intero sistema penitenziario

L'aggressione avvenuta nel carcere di Spoleto riporta al centro dell'attenzione il tema della sicurezza negli istituti penitenziari italiani, dove negli ultimi anni le organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria hanno più volte segnalato un incremento degli episodi di violenza nei confronti del personale.

Nel caso di Spoleto, il SAPPE ribadisce la necessità di affrontare il problema con interventi strutturali.

«Non si può più attendere: servono risposte, servono fatti, servono azioni volte a fermare questa escalation di violenza che sta mettendo a dura prova la sicurezza di tutto il comparto», conclude Fabrizio Bonino.

L'episodio del 14 luglio rappresenta così un nuovo motivo di riflessione sulle condizioni operative all'interno degli istituti di pena e sulle misure necessarie per garantire la tutela di chi, ogni giorno, svolge un servizio essenziale per la sicurezza dello Stato.

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Mario Farneti
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