Al CAL, Consiglio delle Autonomie Locali, dove le amministrazioni di centrosinistra hanno la maggioranza, il nuovo disegno di legge sull'economia circolare e l'aggiornamento del piano rifiuti è passato con 22 voti favorevoli e 15 contrari. Ad illustrarlo l'assessore Thomas De Luca che incassa il via libera in un clima che però si è surriscaldato politicamente.
Sul tavolo del confronto istituzionale si sono scontrate due visioni inconciliabili sul futuro della gestione dei materiali e della sostenibilità economica dei territori. A fare da detonatore sono stati due nodi nevralgici: l’impatto finanziario della manovra sui bilanci di famiglie e imprese, con la previsione dei nuovi gettiti tributari, e il dossier storicamente più divisivo dell'Umbria, ovvero la chiusura del ciclo dei rifiuti, riaperto dopo la cancellazione dell’inceneritore unico regionale (originariamente ipotizzato a Todi dal centrodestra) da parte della coalizione del Patto Avanti.
L’impianto illustrato da Thomas De Luca punta a ridisegnare la filiera secondo le direttive europee della transizione ecologica, ma ha trovato sulla sua strada un fronte d'opposizione compatto, guidato dai vertici istituzionali del territorio ternano, Orvieto compresa. La frattura non riguarda esclusivamente il perimetro normativo, ma investe direttamente la sostenibilità delle tariffe e la gestione dei flussi industriali. Il sindaco di Terni e presidente della Provincia, Stefano Bandecchi, affiancato dal rappresentante di Palazzo Spada in seno al CAL, Claudio Batini, ha alzato le barricate contro una riforma considerata penalizzante per la conca ternana e priva di un reale sbocco di autonomia energetica, innescando un botta e risposta al vetriolo con il Movimento 5 Stelle, che lo accusa di voler bruciare a Terni i rifiuti di tutta L'Umbria.

Nel corso della seduta, la presa di posizione di Stefano Bandecchi è stata perentoria, concentrandosi sull'assenza di valorizzazione energetica degli scarti e sulle ricadute economiche per la collettività. “La riunione del CAL tenutasi per analizzare la nuova legge regionale sulla raccolta dei rifiuti ha dimostrato per l’ennesima volta il fronte compatto della sinistra che anche oggi ha votato contro i cittadini dell’Umbria”, ha dichiarato il presidente della Provincia di Terni al termine dei lavori.
“La proposta di legge mette ancora una volta le mani nelle tasche dei cittadini, non sfruttando la grande risorsa energetica dei rifiuti. La sinistra non è più quella che guarda il cittadino, all’operaio, al lavoratore - afferma il presidente della Provincia e sindaco di Terni - ma una accozzaglia di demagogia che, sfruttando la storia, frega quotidianamente oggi i propri elettori, parlandogli in un modo durante la campagna elettorale e agendo in maniera totalmente differente nella gestione del potere. La capacità politica, imprenditoriale, statistica ed evolutiva sono totalmente azzerate da una cultura demagogica mai volta al benessere del cittadino, preparandolo sempre ad una decrescita felice, dove la forma sostituisce la sostanza. Anche oggi il centro e il centrodestra hanno provato a stimolare l’assessore De Luca verso dei ragionamenti costruttivi ma la demagogia ha vinto. Invito i cittadini a pensarci bene, la prossima volta, prima di votare a sinistra”.
Stefano Bandecchi, durante la riunione del CAL - secondo le ricostruzioni emerse dopo l'assise - avrebbe poi puntato l'attenzione su quello che ha definito un vero e proprio paradosso industriale sul territorio di Terni: il no all'inceneritore unico regionale mentre resta operativo l'impianto di ACEA Ambiente, autorizzato al trattamento di novantamila tonnellate di pulper di cartiera provenienti da fuori regione. “Tanto vale sostituire almeno parte di quei materiali con i combustibili solidi generati dai rifiuti non recuperabili provenienti dal territorio”, ha argomentato Bandecchi, secondo il racconto dei presenti “almeno si produce energia per il territorio e si riducono i costi del servizio. Così guadagna solo ACEA, dal suo inceneritore che importa rifiuti da altre regioni, e con l'ampliamento della discarica”.
La reazione politica da parte pentastellata non si è fatta attendere. Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Terni, Claudio Fiorelli, ha replicato duramente alle affermazioni emerse dal CAL, accusando l'amministrazione comunale di voler stravolgere la vocazione ambientale della città. “La verità è finalmente sotto gli occhi di tutti: dietro agli attacchi di Stefano Bandecchi contro la nuova proposta di legge regionale sui rifiuti e contro l’assessore De Luca, si nasconde una precisa e inaccettabile intenzione del sindaco di Terni e presidente della Provincia”, ha contrattaccato l'esponente pentastellato.
“Questa verità è emersa chiaramente durante la riunione del Consiglio delle autonomie locali convocata per discutere proprio dell'aggiornamento del piano rifiuti. Nel corso della seduta, davanti a tutti i membri del CAL, Bandecchi ha detto chiaramente di voler bruciare la mondezza di tutta la regione a Terni - argomenta il cosigliere comunale - confermando questa volontà anche nel comunicato stampa, edulcorato dietro la retorica del mancato sfruttamento energetico dei rifiuti. È proprio per questo che oggi attacca l’assessore De Luca che, come noto, sta portando avanti una riforma coraggiosa e innovativa nella gestione dei rifiuti, pensata per dire definitivamente basta alla stagione degli inceneritori e ai nuovi ampliamenti delle discariche. Una svolta che punta con decisione su economia circolare, riciclo, riuso e sul massimo riutilizzo della materia, per tutelare la salute dei cittadini e valorizzare il territorio umbro”.
Sulla stessa linea d'urto si è mosso il consigliere del CAL e rappresentante del Comune di Terni, Claudio Batini, che ha vivisezionato i numeri allegati al DDL, contestando la natura ecologica della riforma e definendola un'operazione finalizzata a far quadrare i conti regionali. “Oggi in sede di Consiglio delle Autonomie Locali è crollato il castello di carte della narrazione regionale: i numeri ufficiali del DDL Rifiuti smentiscono la favola della transizione ecologica e svelano un'operazione di pura cassa”, ha denunciato il consigliere ternano.
“Le tabelle previsionali dell'Ecotassa parlano chiaro: la Regione programma un balzo delle entrate da 1,2 milioni di euro a quasi 4,9 milioni nel 2028, mantenendo l'asticella sopra i 3,7 milioni costanti fino al 2035. Questo significa una cosa sola, certificata nero su bianco: Palazzo Donini ha già programmato che di circolare non ci sarà nulla e che per i prossimi dieci anni le discariche umbre dovranno continuare a riempirsi a ritmo serrato per tenere in piedi i bilanci regionali. Se davvero la differenziata decollasse e i rifiuti sparissero dagli invasi, i conti della Regione salterebbero all'istante”.
L'affondo di Batini tocca anche i meccanismi tariffari che incideranno sulle bollette e sul tessuto produttivo locale: “Dietro lo slogan del ‘rifiuto zero’ c'è un pericolo concreto e gravissimo: la giunta Proietti ha deciso un salasso che andrà a colpire le tasche dei cittadini e il cuore industriale del nostro territorio. Il rincaro dell'Ecotassa a 25,82 €/tonnellata e il nuovo prelievo del 3,5% sulle tariffe d'impianto faranno esplodere i costi di smaltimento, scaricandosi inesorabilmente sulle bollette TARI dei ternani. Allo stesso tempo, l'imposizione di tributi punitivi sulle scorie industriali e sugli inerti edili, senza che esistano filiere di recupero già operative, si traduce in una tassa punitiva sulla produzione. A compensare le scelte della Giunta saranno le nostre realtà produttive, a partire da AST, strangolate da extracosti che minano la competitività del polo siderurgico e l'occupazione. Terni non pagherà il conto di questa ipocrisia fiscale spacciata per ecologia”.