Nel corso di un controllo effettuato durante la manifestazione “Cantine Aperte”, la polizia ha denunciato il titolare di una società agricola, ritenuto responsabile di aver organizzato un pubblico intrattenimento in assenza delle autorizzazioni previste dalla normativa. L’intervento, eseguito dagli agenti della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Perugia insieme al personale del Commissariato di Foligno e con il supporto delle polizie locali di Montefalco e Bevagna, ha fatto emergere una serie di irregolarità che hanno portato sia alla denuncia del sessantenne sia all’applicazione di sanzioni amministrative.
Gli accertamenti hanno riguardato non soltanto la regolarità dell’evento, ma anche gli aspetti legati alla sicurezza, alla gestione del pubblico e al rispetto delle norme previste per gli spettacoli aperti ai cittadini. L’attività ispettiva si è concentrata su un appuntamento che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe assunto caratteristiche ben diverse rispetto a quelle comunicate nella documentazione presentata agli enti competenti.
Uno dei primi elementi emersi durante le verifiche ha riguardato il personale incaricato della sicurezza. Gli agenti hanno infatti identificato un uomo che stava svolgendo attività di controllo degli accessi e vigilanza, pur non risultando in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa.
Secondo quanto riferito dalla Questura, inizialmente il sessantenne avrebbe negato di ricoprire quel ruolo. Gli ulteriori accertamenti svolti sul posto, però, avrebbero chiarito la situazione, inducendolo ad ammettere di essere stato incaricato dal titolare della cantina proprio per svolgere servizi di sicurezza durante l’evento.
L’attività di controllo del pubblico, tuttavia, può essere affidata esclusivamente a personale iscritto negli appositi elenchi prefettizi, come stabilisce la disciplina introdotta dalla legge 94 del 2009 e dal decreto ministeriale del 6 ottobre dello stesso anno. La normativa prevede infatti che gli addetti ai servizi di controllo operino soltanto dopo aver ottenuto l’iscrizione all’albo prefettizio, requisito indispensabile per garantire professionalità e formazione specifica.
Per questo motivo gli operatori hanno contestato la violazione sia all’uomo impiegato come addetto alla sicurezza sia al titolare della società agricola che aveva organizzato l’iniziativa. La contestazione amministrativa ha comportato una sanzione complessiva di 3.300 euro, conseguenza dell’impiego di personale non autorizzato nello svolgimento di un servizio particolarmente delicato sotto il profilo della tutela dell’ordine pubblico.
L’intervento rientra nell’attività di prevenzione che la Questura svolge periodicamente durante manifestazioni pubbliche e iniziative in grado di richiamare un elevato numero di partecipanti, con l’obiettivo di verificare il rispetto delle disposizioni previste in materia di sicurezza.
Le verifiche effettuate dalle forze dell’ordine non si sono limitate alla gestione della sicurezza. Durante il sopralluogo è stato infatti rilevato un numero di partecipanti sensibilmente superiore rispetto a quello indicato nella documentazione amministrativa.
Al momento del controllo erano presenti circa 500 persone, un dato ben superiore al limite massimo di 199 partecipanti dichiarato nella Segnalazione certificata di inizio attività (Scia). Una differenza che, secondo gli investigatori, assume particolare rilevanza perché avrebbe consentito all’organizzatore di evitare il preventivo esame della Commissione Comunale di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, organo chiamato a verificare le condizioni di sicurezza degli eventi con una capienza superiore.
Gli agenti hanno inoltre riscontrato la presenza di un palco, di impianti audio professionali e di musica diffusa ad alto volume. Elementi che, valutati nel loro complesso, hanno portato gli operatori a ritenere che l’iniziativa avesse le caratteristiche di un vero e proprio pubblico spettacolo e non di una semplice attività accessoria alla degustazione e alla somministrazione di prodotti della cantina.
Proprio questa ricostruzione ha costituito il presupposto della denuncia nei confronti del titolare della società agricola, accusato di aver organizzato un intrattenimento aperto al pubblico senza essere in possesso della necessaria autorizzazione prevista dalla normativa di settore.
Secondo quanto ricostruito dalla Questura, la dichiarazione contenuta nella Scia, che indicava un’affluenza massima di 199 persone, non sarebbe risultata coerente con l’effettiva organizzazione dell’evento e con le sue dimensioni. La presenza di un numero molto più elevato di partecipanti, unita all’allestimento scenico e all’impianto musicale, avrebbe infatti trasformato l’iniziativa in uno spettacolo pubblico soggetto a specifiche autorizzazioni e ai controlli preventivi previsti dalla legge.