01 May, 2026 - 18:30

Canta Maggio a Gubbio e Sigillo, notte di tradizione tra canti, storia e comunità

Canta Maggio a Gubbio e Sigillo, notte di tradizione tra canti, storia e comunità

Nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio, il territorio eugubino e della Fascia Appenninica eugubino-gualdese si è riempito di voci, musica e tradizione. Il Canta Maggio, una delle usanze più antiche e sentite della zona, è tornato a vivere grazie alla partecipazione di tanti gruppi composti da uomini, donne, ragazzi e ragazze che hanno cantato fino all’alba, attraversando borghi, frazioni e centri storici.

Un rito collettivo che non è solo folklore, ma un momento di identità e appartenenza, capace di unire generazioni diverse attorno a una tradizione che si rinnova ogni anno.

Sigillo: musica fino al mattino

A Sigillo, il Canta Maggio ha avuto un’intensità particolare. Qui la tradizione non si esaurisce nella notte, ma prosegue anche nella mattinata del 1° maggio, dalle ore 6 fino a mezzogiorno.

Tra i protagonisti della serata, le donne dell’Associazione Fantasy Art, che hanno animato i vicoli del centro storico con i loro canti, portando energia e coinvolgimento tra i presenti. Il momento più suggestivo si è vissuto in Piazza Martiri, dove il gruppo ha regalato un’esibizione molto apprezzata.

La serata ha poi avuto un ulteriore momento di festa all’interno del pub ristorante La Botte Piccola, dove le cantanti sono state accompagnate dal vivo da basso e batteria della Jazz Band del locale, creando un’atmosfera che ha unito tradizione e contaminazione musicale.

Il Canta Maggio a Sigillo si concluderà, come da tradizione, con un pranzo collettivo al Circolo Acli di Purello, momento conviviale che rappresenta la naturale chiusura di una lunga notte di canti.

Purello: una tradizione che cammina tra le case

Sempre lungo la Fascia Appenninica, il gruppo Cantamaggio Purello ha portato avanti una delle espressioni più autentiche di questa tradizione. I cantori hanno percorso a piedi decine di abitazioni private, fermandosi davanti alle case per cantare e condividere momenti di festa con le famiglie.

Un gesto semplice, ma carico di significato, che mantiene vivo il legame tra comunità e territorio. La notte si è poi conclusa nel centro storico vecchio di Purello, dove il gruppo ha raccolto gli ultimi applausi prima dell’alba.

“La nostra è una tradizione vecchia di oltre 50 anni, tramandata di generazione in generazione”, hanno raccontato i ragazzi e le ragazze del gruppo, sottolineando il valore della continuità e del passaggio di testimone tra nonni, padri e figli.

Mocaiana: la rievocazione del paniere

Anche a Gubbio, e in particolare nella frazione di Mocaiana, il Canta Maggio ha regalato momenti di grande suggestione. Il gruppo “Quelli di Mocaiana” ha scelto di presentarsi in abiti storici, riportando in vita un’antica usanza legata al mondo contadino.

Elemento simbolico della loro esibizione è stato il “paniere”, lo strumento con cui un tempo si raccoglievano le offerte in alimenti donate dai contadini. Un gesto che non rappresenta solo una rievocazione, ma un modo per ricordare le radici profonde di questa tradizione.

Il gruppo ha fatto tappa al Bar Mocaiana, dove è stato accolto con entusiasmo dal titolare Dante Ramacci, dalla sorella Mariangela e dalla signora Daniela, in un clima di festa e condivisione.

Una tradizione che attraversa il tempo

Il Canta Maggio affonda le sue radici in un passato lontano, quando i canti dialettali accompagnati dalla fisarmonica segnavano il passaggio dall’inverno alla primavera. Un momento simbolico, che rappresentava un augurio di prosperità e rinascita.

Ancora oggi, nonostante i cambiamenti sociali, questa tradizione conserva intatto il suo significato. Non è solo un evento folkloristico, ma un’occasione per ritrovarsi, per condividere e per riscoprire il valore della comunità.

Giovani e tradizione: un legame che continua

Uno degli aspetti più significativi di questa edizione è la presenza di tanti giovani. Ragazzi e ragazze che partecipano attivamente, dimostrando come il Canta Maggio non sia una tradizione destinata a scomparire, ma una realtà viva e in continua evoluzione.

La loro partecipazione garantisce continuità, ma anche capacità di adattamento, con nuove forme di espressione che si affiancano a quelle più tradizionali.

Una notte che unisce

La notte del Canta Maggio si conferma, ancora una volta, un momento unico per il territorio eugubino e gualdese. Un evento che unisce musica, storia e comunità, capace di coinvolgere persone di tutte le età.

Tra canti, strumenti e sorrisi, il messaggio che emerge è chiaro: le tradizioni vivono solo se vengono condivise. E a Gubbio, Sigillo e Purello, questa condivisione continua a essere forte, autentica e profondamente radicata.

 

(Foto: Cronaca Eugubina)

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Mario Farneti
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