11 Jun, 2026 - 20:30

Campionato italiano di ruzzola, a Morano di Gualdo Tadino la tradizione continua: oltre 200 atleti per il 51° tricolore

Campionato italiano di ruzzola, a Morano di Gualdo Tadino la tradizione continua: oltre 200 atleti per il 51° tricolore

Non è soltanto una competizione sportiva. È un frammento di storia che continua a vivere lungo le strade di campagna, un rito collettivo che attraversa generazioni e conserva intatto il sapore delle tradizioni popolari.

Nel primo fine settimana di giugno, Morano di Gualdo Tadino ha ospitato il 51° Campionato Italiano individuale di lancio della ruzzola, promosso dalla FIGeST – Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali e organizzato dall'Asd Morano 2000 Fb con la collaborazione dell'associazione turistica Pro Morano.

Per due giorni le tortuose strade immerse nel verde dei territori di Gualdo Tadino e Valfabbrica, lungo scenari che si intrecciano idealmente con la Via Francigena, sono diventate il teatro di una sfida che unisce abilità, tecnica e memoria.

Oltre duecento atleti da tutta Italia

Alla manifestazione hanno preso parte oltre 200 concorrenti provenienti principalmente da Umbria, Marche e Toscana, suddivisi nelle categorie A, B e C.

Particolarmente significativa la presenza di dieci atleti arrivati da Cosenza, che hanno affrontato un lungo viaggio pur di partecipare a quello che rappresenta uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario nazionale.

Il sabato pomeriggio si sono svolte le due prove eliminatorie articolate su dieci lanci, dalle quali sono emersi i venti migliori concorrenti di ciascuna categoria, qualificati per semifinali e finali disputate nella mattinata di domenica.

A rendere ancora più speciale la manifestazione ha contribuito anche il tradizionale momento conviviale organizzato dalla Pro Morano sul Monte Luciano di Casacastalda, dove gli atleti hanno potuto condividere esperienze, racconti e amicizie nate lungo le strade della ruzzola.

I nuovi campioni d'Italia

A conquistare il titolo nella categoria A è stato il pergolese Luca Massi, tesserato con la formazione di Matelica.

Massi ha preceduto Mauro Sabatini della provincia di Perugia e Luca Rosorani di Ancona, confermando ancora una volta il proprio straordinario talento.

Nonostante non abbia ancora compiuto trent'anni, il campione marchigiano può già vantare un palmarès eccezionale: con il successo di Morano ha raggiunto infatti quota dieci titoli italiani, entrando di diritto nella storia della disciplina.

Nella categoria B il titolo tricolore è andato al perugino Alessio Fischi, capace di superare i maceratesi Francesco Fede e Filiberto Cinti.

La categoria C ha infine premiato il maceratese Renato Menichelli, che ha preceduto il cosentino Luciano Ciardullo e il perugino Sauro Franchi.

Un gioco antico come le comunità rurali

Per comprendere il fascino della ruzzola occorre però andare oltre la cronaca sportiva.

La ruzzola è infatti uno dei giochi tradizionali più antichi del nostro Paese. Le sue origini si perdono nel tempo e affondano le radici nel mondo contadino dell'Italia centrale.

In origine veniva utilizzata una forma di pecorino stagionato, fatta rotolare lungo sentieri e strade sterrate attraverso una fettuccia avvolta attorno alla forma stessa. Vinceva chi riusciva a percorrere il tragitto stabilito con il minor numero di lanci.

Si trattava di un passatempo praticato soprattutto nei mesi invernali e nelle giornate festive, quando il lavoro nei campi concedeva qualche momento di svago.

Con il tempo il gioco si è strutturato, assumendo caratteristiche sportive vere e proprie.

L'ipotesi delle origini romane

Secondo alcuni studiosi, tuttavia, la storia della ruzzola potrebbe essere ancora più antica.

Esistono infatti testimonianze che richiamano pratiche simili già nel mondo romano, dove erano diffusi giochi basati sul rotolamento di oggetti circolari lungo percorsi prestabiliti.

Non esistono prove definitive che colleghino direttamente quei giochi alla ruzzola moderna, ma il principio appare sorprendentemente simile.

In una terra come l'Umbria, attraversata per secoli da viandanti, pellegrini e commercianti, non è difficile immaginare che antiche forme ludiche si siano trasformate nel tempo fino ad assumere l'aspetto attuale.

Ciò che è certo è che la ruzzola costituisce oggi una preziosa testimonianza del patrimonio culturale delle comunità rurali italiane.

Lo sport che custodisce la memoria

Alla due giorni di Morano erano presenti il presidente nazionale FIGeST Enzo Casadidio, il presidente del Dipartimento degli Sport che rotolano Mauro Sabatini, il presidente del Consiglio di Specialità Angelo Gaudenzi e il consigliere regionale del Dipartimento Alessio Passeri, oltre ai rappresentanti dei Comuni coinvolti.

La loro presenza testimonia l'impegno nel preservare e valorizzare discipline che rischierebbero altrimenti di essere travolte dall'omologazione dello sport contemporaneo.

La ruzzola, infatti, non è soltanto una gara.

È un racconto collettivo fatto di strade bianche, paesaggi appenninici, rivalità sincere e convivialità.

È la dimostrazione che la tradizione non appartiene al passato, ma può continuare a vivere attraverso la passione di chi la pratica.

L'appuntamento si sposta ora ad Esanatoglia, dove nei giorni 28 e 29 giugno e 5 e 6 luglio si disputerà il Campionato Italiano a squadre.

Sarà un'altra occasione per celebrare uno sport che continua a rotolare attraverso il tempo, custodendo nel proprio movimento secoli di storia e di identità popolare.

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Mario Farneti
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