24 Apr, 2026 - 14:30

Cammino di Sant’Ubaldo, ok unanime in Regione: dopo le polemiche arriva il via libera

Cammino di Sant’Ubaldo, ok unanime in Regione: dopo le polemiche arriva il via libera

Dopo le polemiche delle scorse settimane, arriva il via libera dell’Assemblea legislativa dell’Umbria alla mozione sul Cammino di Sant’Ubaldo, riconosciuto ufficialmente come itinerario strategico per il turismo lento, religioso e culturale dell’Appennino umbro.

L’atto, presentato dal consigliere Cristian Betti (Pd), è stato approvato all’unanimità, segnando un passaggio politico significativo per un progetto ritenuto fondamentale per il territorio.

Una decisione che arriva dopo un precedente episodio che aveva acceso il dibattito politico, quando la mozione non era stata votata a causa della mancanza del numero legale in aula, generando tensioni tra maggioranza e opposizione.

Un progetto strategico per Gubbio e l’Appennino

Il Cammino di Sant’Ubaldo rappresenta un’infrastruttura culturale e turistica di grande valore, capace di connettere territori, storia e spiritualità. Il percorso collega Gubbio ad Apecchio, attraversando l’Appennino tra Umbria e Marche e toccando località come Scheggia e Pascelupo.

Si tratta di un itinerario che si inserisce pienamente nella filosofia del turismo lento, valorizzando paesaggi naturali, tradizioni locali e luoghi legati al patrono eugubino. Un progetto sostenuto da un protocollo d’intesa già attivo tra enti locali, diocesi e associazioni, che punta a costruire una rete integrata di percorsi e servizi.

Il riconoscimento come itinerario strategico rappresenta dunque un passo importante per rafforzare la visibilità e le potenzialità del cammino.

Gli impegni per la Giunta regionale

Con l’approvazione della mozione, la Giunta regionale viene impegnata a sostenere concretamente lo sviluppo del Cammino di Sant’Ubaldo. In particolare, l’atto prevede il supporto alle azioni già delineate nel protocollo d’intesa, con l’obiettivo di strutturare e promuovere il tratto umbro del percorso.

Un’attenzione specifica è rivolta ai territori di Gubbio e Scheggia e Pascelupo, considerati snodi centrali dell’itinerario. Allo stesso tempo, la Regione dovrà attivare un’interlocuzione con la Regione Marche per favorire un riconoscimento unitario del cammino, in linea con la normativa nazionale sui Cammini d’Italia.

Altro punto cruciale riguarda le risorse economiche. La mozione impegna infatti la Giunta a verificare la possibilità di destinare fondi regionali e a intercettare finanziamenti nazionali ed europei, fondamentali per la realizzazione e la promozione del progetto.

Il precedente stop e le polemiche politiche

L’approvazione unanime arriva dopo un passaggio non privo di tensioni. Nella precedente seduta del Consiglio regionale, infatti, la mozione non era stata votata a causa della mancanza del numero legale, episodio che aveva immediatamente scatenato un acceso confronto politico.

Da una parte, l’opposizione aveva parlato di un’occasione mancata e di scarsa attenzione verso il territorio eugubino. Dall’altra, il Partito Democratico aveva respinto le accuse, attribuendo la responsabilità alla stessa opposizione e annunciando la ripresentazione dell’atto.

Un confronto che ha messo in evidenza non solo divergenze politiche, ma anche una sensibilità diffusa rispetto al tema del rapporto tra Gubbio e la Regione Umbria.

Gubbio e la percezione di marginalità

La vicenda del Cammino di Sant’Ubaldo si inserisce in un contesto più ampio, segnato da una percezione di marginalità da parte di una parte del territorio eugubino. Negli ultimi anni, alcune scelte strategiche regionali hanno alimentato il dibattito su una distribuzione non sempre equilibrata delle risorse e dell’attenzione istituzionale.

Il caso della mancata votazione della mozione aveva rafforzato questo sentimento, dando l’impressione di una difficoltà nel portare a compimento progetti condivisi e ritenuti prioritari per lo sviluppo locale.

L’approvazione unanime rappresenta quindi anche un segnale politico importante, che prova a ricucire uno strappo e a rilanciare il dialogo istituzionale.

Tra turismo lento e sviluppo del territorio

Al di là delle dinamiche politiche, il Cammino di Sant’Ubaldo resta un progetto con forti potenzialità. Il turismo lento, sempre più richiesto a livello nazionale e internazionale, rappresenta una leva strategica per valorizzare aree interne e territori appenninici.

Un itinerario come questo può generare ricadute positive non solo in termini di flussi turistici, ma anche di sviluppo economico, promozione culturale e coesione territoriale.

La sfida sarà ora quella di trasformare gli impegni politici in azioni concrete, costruendo un sistema capace di accogliere visitatori e pellegrini, offrendo servizi adeguati e un’esperienza autentica.

Un’opportunità da cogliere

L’approvazione della mozione segna un punto di partenza, non di arrivo. Il Cammino di Sant’Ubaldo ha tutte le caratteristiche per diventare un punto di riferimento nel panorama dei cammini italiani, ma il suo successo dipenderà dalla capacità delle istituzioni di lavorare insieme.

Serviranno visione, investimenti e collaborazione tra enti locali, Regione e territori limitrofi. Solo così sarà possibile dare piena attuazione a un progetto che unisce identità, cultura e sviluppo.

Per Gubbio e per l’intero Appennino umbro, si tratta di un’opportunità concreta per rafforzare il proprio ruolo e valorizzare un patrimonio unico.

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Mario Farneti
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