25 Mar, 2026 - 19:07

Calendario venatorio, la Regione Umbria avvia l'iter per il 2026-2027: proposta al vaglio di Commissione e Ispra

Calendario venatorio, la Regione Umbria avvia l'iter per il 2026-2027: proposta al vaglio di Commissione e Ispra

La Giunta regionale dell’Umbria ha adottato la proposta per il Calendario venatorio 2026/2027, su indicazione dell’assessore con delega alla Caccia Simona Meloni. Il provvedimento, elaborato dall’assessorato regionale alla Caccia e alla Pesca con il supporto degli uffici tecnici competenti, segna un passaggio chiave nella definizione della prossima stagione venatoria e apre ora la fase dell’iter tecnico-istituzionale per l’acquisizione dei pareri previsti dalla normativa vigente.

L’adozione rappresenta un momento centrale per il comparto, chiamato a confrontarsi con un documento che disciplina tempi, modalità e criteri dell’attività venatoria sul territorio regionale, nel quadro di un equilibrio tra tradizione, sostenibilità ambientale e rispetto delle disposizioni nazionali ed europee.

Un calendario nel segno della continuità normativa

La proposta si inserisce in una linea di continuità con il calendario dello scorso anno, che - come sottolineato dalla Regione - non è stato oggetto di impugnazioni, elemento che rafforza la solidità dell’impostazione adottata.

A evidenziare il valore del lavoro svolto è l’assessore Simona Meloni: “La proposta di Calendario venatorio approvata dalla Giunta, e che ora seguirà l’iter di acquisizione dei pareri previsti dalle normative vigenti, è un documento solido e con garanzie per tutto il mondo venatorio - ha sottolineato l’assessore Simona Meloni -. Ricalca il Calendario dello scorso anno che, mi preme ricordare, non ha subito impugnazioni. La nostra regione vanta una profonda tradizione venatoria. Anche per questo, nella definizione del nuovo Calendario, abbiamo operato con grande attenzione tecnica e un costante spirito di confronto con tutti i soggetti interessati. Il risultato è un documento equilibrato, che rispetta la normativa vigente e al tempo stesso garantisce la tutela della biodiversità e la sostenibilità delle attività di caccia. Continuiamo a seguire un percorso condiviso, che conferma il ruolo della Regione come punto di raccordo tra le esigenze del mondo venatorio e quelle ambientali e territoriali”.

Un passaggio che sintetizza l’impostazione politica e tecnica adottata dalla Giunta: consolidare un modello regolatorio stabile, ridurre il rischio di contenziosi e garantire al contempo un equilibrio tra interessi diversi.

L’iter: ora il passaggio a Commissione, Ispra e Comitato nazionale

Dal punto di vista procedurale, la proposta di calendario venatorio generale - elaborata dal servizio Programmazione e gestione faunistica, servizio fitosanitario e difesa delle produzioni - è stata già sottoposta alla Consulta Faunistico-Venatoria regionale. Il documento sarà ora trasmesso alla III Commissione consiliare permanente, all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e al Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale, chiamati a esprimere i pareri prescritti dalla normativa.

Si tratta di una fase determinante, che consente di integrare il contributo tecnico-scientifico e istituzionale nella definizione finale del calendario, assicurando coerenza con il quadro normativo nazionale e comunitario.

Apertura della stagione il 20 settembre 2026

Tra gli elementi centrali del provvedimento figura la data di avvio della stagione venatoria generale, fissata per il 20 settembre 2026, terza domenica del mese, in conformità all’articolo 18 della legge 157/1992. La scelta risponde a una precisa strategia gestionale: distribuire la presenza dei cacciatori su una superficie più ampia nei primi giorni di attività, evitando una concentrazione eccessiva della pressione venatoria su un numero limitato di specie.

Un’impostazione che punta a coniugare organizzazione dell’attività e sostenibilità, riducendo l’impatto iniziale e favorendo una fruizione più equilibrata del territorio.

Caccia di selezione: gestione sostenibile degli ungulati

Oltre al calendario generale, la Giunta ha approvato anche la proposta relativa alla caccia di selezione ai cervidi e ai bovidi, elaborata in conformità alle linee guida Ispra per la gestione degli ungulati. I tempi di prelievo indicati risultano coerenti con le indicazioni tecnico-scientifiche e sono finalizzati a garantire una gestione sostenibile delle popolazioni animali, nel rispetto degli equilibri faunistici e delle esigenze di controllo del territorio.

La caccia di selezione viene così confermata come strumento di gestione, inserito in un sistema più ampio di monitoraggio e pianificazione, in grado di rispondere sia a esigenze ambientali sia a quelle legate alla presenza degli ungulati sul territorio.

Tutela della biodiversità e rispetto delle norme europee

La proposta tiene conto delle modifiche introdotte dalla direttiva comunitaria 147/2009 e delle misure di conservazione adottate dalla Regione per la gestione delle Zone di protezione speciale (Zps). L’obiettivo dichiarato è garantire il pieno rispetto degli obblighi comunitari e la salvaguardia degli habitat naturali, integrando l’attività venatoria all’interno di un quadro normativo orientato alla tutela della biodiversità.

In questo senso, il calendario non si limita a definire tempi e modalità della caccia, ma si configura come uno strumento di governo del territorio, capace di coniugare attività tradizionali e protezione ambientale.

Il ruolo della Regione Umbria

Il percorso seguito dalla Giunta conferma il ruolo della Regione come soggetto di mediazione tra le esigenze del mondo venatorio e quelle ambientali e territoriali. Un equilibrio complesso, che richiede competenza tecnica, capacità di ascolto e rispetto delle norme.

La scelta di un’impostazione condivisa e tecnicamente solida punta a garantire stabilità al sistema, offrendo certezze agli operatori e riducendo il rischio di contenziosi.

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Francesco Mastrodicasa
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