20 Jun, 2026 - 09:00

Caldo in Umbria: temperature oltre i 38 gradi e bollino rosso a Perugia e Terni, l'allerta per i prossimi 4 giorni

Caldo in Umbria: temperature oltre i 38 gradi e bollino rosso a Perugia e Terni, l'allerta per i prossimi 4 giorni

L’Umbria si prepara ad affrontare la fase più acuta e persistente di un’ondata di calore di stampo africano che, da oggi e per almeno i prossimi quattro giorni, bloccherà la regione in una morsa di afa e temperature estreme. La colonnina di mercurio è destinata a salire ulteriormente nelle prossime ore, con i valori massimi in pianura che supereranno diffusamente i 38 gradi, sfiorando picchi ancora più elevati. L'allerta è massima: il Ministero della Salute ha sancito per la giornata il passaggio dal bollino arancione al bollino rosso per la città di Perugia. Un dato che riguarda i capoluoghi regionali ma che sicuramente si estende anche a Terni dove la temperatura e l'afa sono salite in maniera repentina. Già la notte appena trascorsa ha confermato la severità del fenomeno, registrando minime elevate e stabilmente sopra i 20 gradi, in particolare nelle aree urbane e collinari, dove il ristagno dell'aria renderà il clima opprimente anche nelle ore serali e notturne.

La mappa del grande caldo: Terni sfiora i 39 gradi e scatta il bollino rosso a Perugia

La rimonta anticiclonica che sta interessando la penisola si manifesta in tutta la sua forza sul territorio regionale. Le rilevazioni delle ultime ore delineano uno scenario di caldo diffuso, con temperature massime che hanno già toccato i 35-37 gradi in quasi tutte le zone dell’Umbria. I picchi più significativi si registrano nella periferia di Perugia, nel sud Trasimeno, nella Valle Umbra e nel ternano.

Entrando nel dettaglio dei due capoluoghi, il centro storico di Perugia ha raggiunto una massima di 33,1 gradi, mentre la città di Terni si è fermata a 36 gradi, schizzando però a ridosso dei 39 gradi appena fuori dal nucleo urbano. Persino le aree appenniniche risentono della massa d'aria calda, sebbene in modalità attenuata: a Castelluccio di Norcia, situato a 1500 metri sul livello del mare nel cuore dell'Appennino, si è toccata una massima insolita di 25,2 gradi. La situazione è destinata a intensificarsi, considerando che per domani è previsto il passaggio formale alla massima allerta bioclimatica per il capoluogo umbro.

L'insidia delle notti tropicali e il fenomeno dell'afa nei centri urbani

Uno degli aspetti più critici di questa ondata di calore è rappresentato dalle cosiddette notti tropicali. Il calore accumulato durante le ore diurne ha ormai raggiunto i bassi strati dell'atmosfera e, a causa della totale assenza di ricambio d'aria e di un tasso di umidità in progressivo aumento, le temperature faticano a scendere sotto la soglia dei 20 gradi.

In molte località della regione, alle ore 20:30, i termometri segnano ancora valori superiori ai 30 gradi, un dato che amplifica notevolmente la sensazione di afa. Sebbene nelle ore centrali della giornata i picchi termici coincideranno fortunatamente con i livelli minimi di umidità relativa, l’effetto combinato di caldo e umidità si farà sentire con forza alla sera, durante la notte e nelle prime ore del mattino, penalizzando soprattutto i residenti delle zone fortemente urbanizzate e delle aree collinari, dove la ventilazione rimane debole o assente.

Il rischio dei temporali di calore e le traiettorie del modello Arome

Il quadro di stabilità meteorologica potrebbe essere interrotto, nelle ore pomeridiane e serali, dalla formazione di temporali di calore. Si tratta di fenomeni atmosferici estremamente localizzati e generati dal forte riscaldamento del suolo. Oltre alle zone tradizionalmente esposte, come la dorsale appenninica e le aree a ridosso dei principali rilievi, l'instabilità potrebbe manifestarsi anche in altre località della regione.

Gli esperti stanno monitorando con attenzione le simulazioni del modello meteorologico AROME, il quale indica la presenza di una linea di instabilità attiva dopo le ore 17:00, capace di attardarsi fino a sera lungo una direttrice stimata, all'incirca, da nord-ovest verso sud-est. Questa tipologia di fenomeni può risultare localmente intensa e accompagnata da violente grandinate. Tuttavia, gli esperti avvertono che tali manifestazioni non porteranno un beneficio duraturo: la calura non verrà mitigata, se non temporaneamente e limitatamente alla durata e all'area geografica colpita dall'evento meteorologico.

L'appello degli esperti per la sicurezza in montagna e la gestione del picco termico

La fase più acuta dell'ondata di calore si svilupperà nelle prossime 96 ore. Gli esperti di Perugia Meteo sottolineano come la parte più torrida della massa d'aria colpirà in modo più diretto la penisola iberica e la Francia, un fattore che tuttavia non risparmierà l'Umbria da un periodo di quattro giorni caratterizzato da massime stabilmente oltre i 38 gradi. Il picco assoluto è atteso tra le giornate di lunedì e martedì, quando i valori termici potrebbero subire un ulteriore, leggero incremento sul territorio regionale.

In questo contesto, l'attenzione resta altissima non solo per la salute pubblica nelle città, ma anche per la gestione delle attività all'aria aperta. Dallo staff di Perugia Meteo, il meteorologo Michele Cavallucci ha lanciato un monito preciso rivolto a escursionisti e frequentatori della montagna: “Invitiamo tutti a programmare le escursioni in montagna con coscienza e capacità, in modo da poter affrontare eventuali criticità che potrebbero sopraggiungere”.

Michele Cavallucci ha poi precisato che tali problematiche “non vanno amplificate con attrezzature non consone, scarpe non adatte, e bassa consapevolezza del luogo che ci si appresta a visitare, tutto questo perché, lo ricordiamo sempre, la montagna non è un parco giochi, e va trattata con massimo rispetto”. Oltre alle tradizionali raccomandazioni mediche che vietano l'esposizione diretta al sole nelle ore centrali della giornata, la prudenza e la pianificazione rigorosa rimangono gli unici strumenti per evitare che le temperature estreme si trasformino in situazioni di emergenza, dato che per ora non si intravede la fine del caldo intenso.

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Federico Zacaglioni
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