Alessandro Gaucci torna a parlare del Perugia e lo fa a distanza di diversi anni dall’ultima volta. Il dirigente, chiamato dalla nuova proprietà Arena Curi a occuparsi dell’area tecnico-sportiva del club biancorosso, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport durante la trasmissione Speciale Calciomercato - L’Originale, con Vanessa Leonardi e Luca Marchetti. Un ritorno davanti alle telecamere nazionali che ha permesso a Gaucci di raccontare il suo nuovo percorso a Perugia e di affrontare diversi temi legati al calcio italiano e al mercato del Grifo.
La nuova società ha affidato a Gaucci un compito centrale nella costruzione della squadra. Dopo il cambio di proprietà e l’arrivo del gruppo Arena Curi, il dirigente è tornato a lavorare sul progetto biancorosso con l’obiettivo di costruire un organico competitivo per la prossima stagione. Il mercato del Perugia, in questa fase, è concentrato soprattutto sul reparto offensivo, che rappresenta l’ultimo settore da completare.
Il ritorno di Alessandro Gaucci a Perugia è stato uno dei temi principali dell’intervento televisivo. Il dirigente, come riportato da La Casa di C, ha ripercorso le origini del rapporto con la città e con il club, ricordando il periodo iniziato nel 1991 al fianco del padre Luciano Gaucci.
“È nata questa decisione di tornare a Perugia, rappresenta un po’ la storia della mia famiglia dal 1991, quando arrivai con mio padre e facemmo cose abbastanza importanti. C’era la voglia di risollevare le sorti della squadra, c’è stata una trattativa lunga ed estenuante. Alla fine sembrava che fosse tramontata la cosa, ma c’è stato uno scatto finale che ci ha portato a fare la presentazione la scorsa settimana”
Nel corso dell’intervista, il dirigente ha affrontato anche una riflessione più ampia sul calcio italiano e sui cambiamenti avvenuti negli ultimi trent’anni. Secondo Gaucci, il sistema nazionale ha perso terreno rispetto ad altri mercati internazionali, soprattutto sul piano economico e infrastrutturale.
“Son cambiate tante cose, è un problema generale anche dell’economia del Paese, adesso c’è troppa differenza con l’Inghilterra, l’Arabia Saudita, l’America. I diritti televisivi in Italia non sono aumentati come in Inghilterra, un altro aspetto fondamentale è non avere le infrastrutture, siamo molto arretrati rispetto al resto d’Europa”.
Gaucci ha poi sottolineato il ruolo degli stadi moderni e della capacità di generare ricavi durante l’intera settimana. “Al di là della bellezza dello stadio, gli inglesi hanno inventato stadi che generano benefici durante l’arco della settimana. Guardando i bilanci delle squadre italiane, i diritti televisivi rappresenta l’80% del fatturato, invece il marchio Premier League si è venduto in tutto il mondo”.
Il passaggio più atteso per i tifosi del Perugia riguarda però il mercato. La società ha accelerato nelle ultime settimane per costruire la rosa a disposizione di Aimo Diana, ma il reparto offensivo resta ancora incompleto. Gaucci ha confermato che la priorità assoluta è rappresentata dagli attaccanti.
“Noi dobbiamo prendere solo punte, ne abbiamo dieci in lista”.
Una dichiarazione che chiarisce la strategia della dirigenza biancorossa. Il lavoro consiste ora nel selezionare, tra i numerosi profili monitorati, quelli ritenuti più adatti al progetto tecnico. Non sarà quindi soltanto una questione numerica: la società dovrà individuare giocatori in grado di integrarsi con le caratteristiche della squadra e con le idee tattiche di Diana.
Il tecnico bresciano ha visto cambiare rapidamente la propria rosa nel giro di pochi giorni. Il Perugia ha accelerato sul mercato per mettere a disposizione dell’allenatore una squadra competitiva, ma davanti manca ancora il tassello principale.
La necessità di trovare almeno una punta pronta per l’inizio della stagione diventa ancora più evidente considerando l’avvicinarsi degli impegni ufficiali. La Coppa Italia rappresenterà il primo test competitivo, mentre il campionato inizierà nel weekend del 23 agosto.
Nel corso dell’intervista, Gaucci ha parlato anche della filosofia con cui affrontare il mercato e della necessità di guardare oltre i percorsi più convenzionali. Il dirigente ha citato l’esempio di Fabio Grosso e delle opportunità che possono emergere dalle categorie inferiori.
“Per pescare giocatori in categorie minori, come Fabio Grosso, ci vuole anche un po’ di coraggio, per fare determinate scelte. Il calcio italiano ha molti pregiudizi, invece di guardare il giocatore si inizia a guardare da dove viene, così si inizia a togliere il 50% delle possibilità e di scovare qualcosa di diverso”.
Il ritorno di Gaucci coincide così con una fase importante per il futuro del Perugia: il dirigente è chiamato a costruire il reparto offensivo e a dare forma alle ambizioni della nuova Arena Curi. Le prossime giornate saranno decisive per capire quali dei dieci profili monitorati riusciranno a trasformarsi in nuovi giocatori biancorossi.