Il Gubbio sembra aver scelto la strada da percorrere. Una linea precisa, senza scosse improvvise e con una parola che appare destinata a diventare il filo conduttore dell'estate rossoblù: continuità. Mentre il campionato è ormai alle spalle e il lavoro dietro le scrivanie entra nella sua fase più intensa, la prossima settimana potrebbe rappresentare un passaggio cruciale per il futuro del club eugubino.
Le sensazioni che filtrano dall'ambiente rossoblù raccontano infatti di una direzione già definita dal presidente Sauro Notari. La società sarebbe pronta a confermare sia il direttore sportivo Mauro Leo sia Domenico Di Carlo in panchina. Una scelta che avrebbe una logica molto chiara: dare stabilità all'area tecnica e consolidare il percorso avviato negli ultimi mesi.
Se da una parte la struttura tecnica sembra destinata a restare intatta, dall'altra la rosa potrebbe essere investita da una nuova profonda trasformazione. Uno scenario che il Gubbio conosce ormai molto bene.
Diversi giocatori rientreranno infatti nelle società proprietarie dei cartellini dopo la conclusione dei rispettivi prestiti. Altri, invece, potrebbero salutare definitivamente per ragioni economiche. Il club appare intenzionato a proseguire quel processo di alleggerimento del monte ingaggi avviato già nella scorsa estate.
L'idea sarebbe quella di costruire un gruppo più giovane, più sostenibile e maggiormente in linea con le esigenze finanziarie della società. Una politica che negli ultimi anni ha caratterizzato diverse realtà di Serie C e che potrebbe permettere al Gubbio di mantenere competitività senza esporsi a investimenti fuori misura.
Una delle questioni più delicate riguarda inevitabilmente il portiere. Con molta probabilità il Gubbio della prossima stagione presenterà un volto completamente nuovo tra i pali.
La situazione attuale racconta infatti di un reparto destinato a cambiare in maniera sostanziale. Bagnolini ha concluso il suo prestito stagionale ed è tornato al Bologna, chiudendo così la sua esperienza in rossoblù. Un ritorno previsto che obbliga inevitabilmente la società a valutare nuove soluzioni.
Resta poi aperta la vicenda legata a Titas Krapikas. Il portiere lituano ha vissuto una seconda parte di stagione ad altissimo livello, risultando in più occasioni determinante e conquistando progressivamente fiducia e centralità nel progetto tecnico. Le sue prestazioni hanno attirato attenzioni importanti. Il contratto dell'estremo difensore scadrà il prossimo 30 giugno e, al momento, il rinnovo non sarebbe ancora arrivato. Diversi club di Serie C si sarebbero già mossi per sondare la situazione. Esisterebbe ancora uno spiraglio per una sua permanenza, ma la sensazione è che il quadro resti fermo e che la società stia iniziando parallelamente a valutare alternative concrete. Ed è proprio in quest'ottica che emerge un nome nuovo.
Secondo quanto riportato da TuttoC, il Gubbio avrebbe chiesto informazioni per Mattia Del Favero, portiere della Pro Vercelli che nell'ultima stagione si è alternato con Alessandro Liveri. Si tratta di un profilo particolare e, per certi aspetti, intrigante. Classe 1998, Del Favero rappresenta infatti una possibile scommessa di rilancio.
L'ultima stagione non racconta numeri particolarmente significativi: cinque presenze e dieci reti subite. Ma i numeri, soprattutto nel caso dei portieri, spesso non bastano per descrivere un percorso. La sua storia calcistica parte infatti da basi importanti. Del Favero è cresciuto nel settore giovanile della Juventus, disputando quattro campionati Primavera e completando un percorso che lo aveva fatto considerare uno dei profili più interessanti del panorama giovanile italiano. L'esordio nel professionismo arrivò con la Juventus Under 23 nella stagione 2018-19 di Serie C. Furono ventitré le presenze complessive, con trenta gol subiti e sette clean sheet.
Successivamente arrivò l'esperienza al Piacenza. Nella stagione 2019-20 disputò sedici partite, incassando tredici reti e mantenendo la porta inviolata in sette occasioni.
Da quel momento la sua carriera ha attraversato una fase meno lineare. Prima le esperienze in Serie B con Pescara e Cosenza, dove non è riuscito a trovare spazio. Poi il ritorno in Serie C con la Pro Patria nella stagione 2022-23.
Lì Del Favero tornò ad avere continuità: trentacinque presenze, quaranta reti subite e dodici clean sheet. Numeri che sembravano poter rappresentare una ripartenza concreta. Negli ultimi anni, però, il percorso si è nuovamente complicato. Prima la Spal, poi l'avventura all'NK Osijek e infine la stagione appena conclusa alla Pro Vercelli non gli hanno consentito di trovare stabilità. Ed è qui che potrebbe inserirsi il Gubbio. Perché l'identikit sembra coincidere con la filosofia che la società starebbe cercando di sviluppare: giocatori motivati, costi sostenibili e profili desiderosi di rilanciarsi.