Il tempo della riflessione, delle valutazioni e delle scelte che pesano come macigni. In casa Gubbio tutto sembra essersi fermato. La città vive i giorni dell’attesa per la Festa dei Ceri, l’evento più sentito dal popolo eugubino, e inevitabilmente anche il calcio passa momentaneamente in secondo piano. Ma il futuro del club rossoblù non può permettersi pause troppo lunghe. Perché il mercato corre, le concorrenti iniziano a muoversi e il rischio di arrivare in ritardo nella costruzione della prossima stagione è reale.
Le questioni aperte sul tavolo della società sono diverse e tutte delicate. La prima riguarda il direttore sportivo Mauro Leo, in scadenza di contratto e ancora in attesa di capire se il rapporto con il club proseguirà oppure no. L’altra, inevitabilmente collegata, è quella di mister Domenico Di Carlo. Il tecnico ha ottenuto il rinnovo automatico grazie al raggiungimento dei playoff, ma questo al momento non rappresenta una garanzia assoluta sulla sua permanenza.
L’incontro decisivo tra le parti dovrebbe arrivare dopo la Festa dei Ceri. Sarà quello il momento in cui si inizieranno a delineare le strategie future, sia sul piano tecnico che su quello dirigenziale. Il calendario del calcio moderno non aspetta. Le squadre più organizzate stanno già pianificando ritiri, conferme e trattative.
La stagione appena conclusa ha lasciato sensazioni contrastanti. Da una parte la soddisfazione per aver raggiunto i playoff, dall’altra la consapevolezza che per compiere il definitivo salto di qualità servano programmazione, idee chiare e continuità. Ecco perché le prossime settimane saranno decisive non soltanto per scegliere chi guiderà il progetto tecnico, ma anche per capire quali calciatori rappresenteranno il futuro del Gubbio.
Tra le situazioni più delicate che la società dovrà affrontare nelle prossime settimane c’è sicuramente quella legata alla porta. Perché il Gubbio rischia concretamente di ritrovarsi costretto a ripartire da zero in uno dei ruoli più importanti della squadra.
L’addio di Nicola Bagnolini, destinato a fare ritorno al Bologna dopo il prestito, era già preventivato da tempo. Molto meno scontata invece è la situazione di Titas Krapikas, il cui futuro continua a restare avvolto nell’incertezza. Il portiere lituano, arrivato la scorsa estate dal Messina, è infatti in scadenza di contratto e al momento non sono stati registrati passi concreti verso il rinnovo.
Eppure, sia da parte del club che del calciatore, la volontà di proseguire insieme sembrerebbe esserci. Il problema è che, fino a oggi, nulla è stato formalizzato. E nel calcio, soprattutto durante il periodo estivo, i tempi possono fare la differenza. Su Krapikas, infatti, si starebbe già muovendo l’interesse di diversi club di Serie C, pronti ad approfittare della situazione per assicurarsi uno dei migliori portieri visti nell’ultimo campionato.
La sua stagione parla da sola. Dopo un inizio complicato, nel quale aveva dovuto accettare il ruolo di alternativa a Bagnolini, il portiere lituano ha saputo conquistarsi spazio e fiducia grazie a prestazioni sempre più convincenti. Partita dopo partita è diventato una certezza per la squadra di Di Carlo, mostrando personalità, affidabilità e leadership.
I numeri confermano il suo rendimento. Con la maglia rossoblù Krapikas ha disputato ventuno partite, compresa la sfida playoff persa contro il Pineto, subendo tredici reti e mantenendo la porta inviolata in undici occasioni. Dati importanti, che raccontano il valore di un portiere capace di incidere concretamente sui risultati della squadra.
A colpire, oltre alle qualità tecniche, è stata soprattutto la crescita mentale del giocatore. Krapikas ha saputo attendere il proprio momento senza creare tensioni, lavorando in silenzio e facendosi trovare pronto quando chiamato in causa. Una caratteristica che all’interno di uno spogliatoio pesa quasi quanto le parate decisive.
Anche per questo motivo l’eventuale addio del portiere lituano rappresenterebbe un problema serio per il Gubbio. Non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche sotto il profilo della personalità. Perdere un estremo difensore affidabile, ancora relativamente giovane nonostante l’esperienza accumulata, significherebbe dover ricostruire completamente un reparto delicato.
Krapikas, classe 1999, ha infatti ancora ampi margini di crescita. A ventisette anni un portiere viene spesso considerato nel pieno della maturazione calcistica, ed è naturale che le sue prestazioni abbiano attirato attenzioni importanti in categoria.