11 Aug, 2026 - 11:24

Calciomercato Gubbio, ufficiale il ritorno di Giovanni Di Noia: i dettagli

Calciomercato Gubbio, ufficiale il ritorno di Giovanni Di Noia: i dettagli

Il Gubbio aggiunge un elemento di esperienza al proprio centrocampo. Il club rossoblù ha ufficializzato l’arrivo di Giovanni Di Noia, centrocampista classe 1994, che torna a vestire la maglia degli umbri dopo la precedente esperienza nella seconda parte della stagione 2021-2022. Il giocatore arriva a titolo definitivo dopo la conclusione del rapporto con il Catania, società con cui ha disputato tredici gare tra gennaio e la fine dell’ultimo campionato.

Per Di Noia si tratta dunque di un ritorno in una piazza già conosciuta. La prima esperienza con il Gubbio si era conclusa con 17 presenze e un gol, numeri che rappresentano il precedente capitolo della sua carriera in rossoblù. A distanza di quattro anni, il centrocampista ritrova quindi una squadra costruita con un reparto mediano nel quale l’esperienza rappresenta uno degli elementi principali.

Il comunicato del club

"As Gubbio 1910 comunica di aver acquisito a titolo definitivo le prestazioni sportive del calciatore Giovanni Di Noia.
Nato a Bari il 3 luglio 1994 Di Noia è un centrocampista che torna a vestire la nostra maglia già indossata nella stagione 21-22 nella quale disputo’ 17 gare realizzando una rete.
Cresciuto nelle giovanili del Bari, Giovanni in carriera ha disputato oltre 100 gare in serie B e più di 200 in serie C vincendo anche due tornei in Lega Pro.
A Giovanni il più cordiale bentornato nella famiglia rossoblù".

Le caratteristiche di Giovanni Di Noia e il centrocampo del Gubbio

L’arrivo di Di Noia modifica ulteriormente la composizione di un centrocampo che, almeno sulla carta, presenta una prevalenza di calciatori esperti. Il nuovo acquisto è un classe 1994, mentre gli altri elementi principali del reparto sono Carraro, nato nel 1992, Pinato, classe 1995, e Rosaia, classe 1993. A completare il quadro c’è il giovane Cardascio, classe 2006.

Il dato anagrafico porta quindi a una prima considerazione rispetto alla linea verde indicata dalla società come uno degli indirizzi del nuovo progetto. Se l’obiettivo generale è quello di costruire una squadra con una maggiore attenzione ai giovani, almeno per quanto riguarda il centrocampo questo orientamento, allo stato attuale, non trova una corrispondenza altrettanto evidente. La mediana rossoblù resta infatti composta prevalentemente da giocatori con una lunga esperienza alle spalle, mentre Cardascio rappresenta l’unico elemento realmente giovane del gruppo preso in considerazione.

Il centrocampo è il reparto nel quale la linea verde appare meno evidente, soprattutto dopo l’arrivo di un classe 1994. L’età media del reparto assume inoltre un peso maggiore considerando la struttura della squadra e il possibile utilizzo di un centrocampo a due o a tre. In entrambi i casi, Di Carlo dovrà trovare il giusto equilibrio tra esperienza, caratteristiche tecniche e disponibilità fisica dei singoli.

In questo momento, inoltre, il Gubbio deve fare i conti con alcune situazioni fisiche. Carraro è alle prese con la pubalgia, mentre Pinato è arrivato dopo un periodo di circa un anno lontano dalle competizioni. Due condizioni che hanno inevitabilmente condizionato anche le prime valutazioni sulla composizione del centrocampo.

Di Noia è un centrocampista mancino, caratteristica che può offrire a Di Carlo una soluzione ulteriore nella costruzione della mediana. Durante la preseason il tecnico ha utilizzato il centrocampo a due, anche in relazione alle assenze di Carraro e Pinato. In questo contesto, il nuovo acquisto può essere utilizzato in posizione centrale, con compiti differenti a seconda delle esigenze della partita.

Il sistema tattico, però, potrebbe cambiare nel corso della stagione. Di Carlo ha nel 3-5-2 uno dei riferimenti della propria idea di gioco e, con il recupero degli elementi indisponibili e il completamento della rosa, non è da escludere un ritorno al centrocampo a tre. Una soluzione già utilizzata in passato e che potrebbe modificare anche la distribuzione dei compiti tra i vari interpreti.

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Lorenzo Farneti
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