20 May, 2026 - 09:40

Caccia Village, il “Villaggio dei cacciatori” conquista ancora Umbriafiere: 35mila visitatori da tutta Italia

Caccia Village, il “Villaggio dei cacciatori” conquista ancora Umbriafiere: 35mila visitatori da tutta Italia

Si chiude con numeri da record e con una partecipazione definita tra le più ampie degli ultimi anni la 14ª edizione di Caccia Village, la manifestazione dedicata al mondo venatorio, al tiro sportivo e all’outdoor che ha trasformato ancora una volta Umbriafiere di Bastia Umbra nel principale punto di riferimento del comparto nel Centro-Sud Italia.

Per tre giorni il quartiere fieristico umbro è diventato un grande spazio di incontro nazionale per aziende, associazioni venatorie, istituzioni, operatori del settore, federazioni, mondo agricolo e pubblico specializzato, confermando una formula che nel tempo ha progressivamente superato la dimensione della semplice fiera commerciale per assumere quella di un vero e proprio ecosistema del mondo venatorio contemporaneo. 

Una manifestazione che continua a crescere senza perdere la propria identità originaria: quella del “Villaggio dei cacciatori”, luogo di appartenenza, esperienza condivisa e confronto tra tutti gli attori del settore.

Un’edizione da record e con una forte crescita nazionale

L’edizione 2026 ha rappresentato un ulteriore salto di qualità per Caccia Village, che conferma la propria centralità all’interno del panorama fieristico italiano dedicato alla caccia, al tiro sportivo e all’outdoor. Gli oltre 35mila ingressi registrati nel corso della tre giorni raccontano la capacità dell’evento di attrarre pubblico da ogni parte d’Italia, consolidando Bastia Umbra come polo nazionale del comparto.

Nei padiglioni e nelle aree esterne hanno trovato spazio più di 300 aziende espositrici provenienti dall’Italia e dall’estero, con una presenza trasversale che ha coinvolto i principali marchi legati ad armi sportive, ottiche, accessoristica, cinofilia, abbigliamento tecnico, turismo venatorio, outdoor e innovazione tecnologica applicata al settore.

Il “Villaggio dei cacciatori” tra esperienza e identità

La manifestazione ha confermato anche quest’anno quella che ormai rappresenta la sua cifra distintiva: unire il lato esperienziale dell’evento con contenuti e momenti di approfondimento. Le linee di tiro, gli spazi dedicati alle prove sul campo, le aree outdoor e gli eventi live hanno continuato ad attirare migliaia di visitatori, ma parallelamente è cresciuto anche il peso degli incontri dedicati ai grandi temi del comparto.

Caccia Village si è così consolidato come un luogo in cui il mondo venatorio non soltanto espone prodotti e tecnologie, ma discute il proprio presente e il proprio futuro. Una dimensione che emerge anche dalla forte presenza delle principali associazioni venatorie nazionali e delle organizzazioni del mondo agricolo, protagoniste di confronti e tavole rotonde dedicate a sostenibilità, gestione faunistica e valorizzazione del territorio.

L’ultima giornata con la Regione Umbria al centro

Particolarmente significativa l’ultima giornata della manifestazione, caratterizzata da una forte presenza istituzionale e da una serie di appuntamenti dedicati al futuro dell’attività venatoria in Umbria. Protagonista la Regione Umbria, con la partecipazione dell’assessore regionale Simona Meloni, intervenuta a tre distinti momenti di confronto.

Il primo appuntamento, promosso da Confagricoltura Umbria ed EPS, ha affrontato il tema della modifica normativa relativa alla gestione delle aziende faunistico-venatorie e agrituristico-venatorie. A seguire la tavola rotonda organizzata dal Centro Ricerca Veterinaria sulla Fauna Selvatica, dall’IZS Umbria e Marche e dalla USL Umbria 1, dedicata alla peste suina africana, tema considerato centrale per il comparto agricolo e venatorio. Infine il Forum Caccia Umbria, appuntamento dedicato al futuro dell’attività venatoria regionale tra sostenibilità, gestione del territorio e nuovo piano faunistico.

L’apertura con il ministro Lollobrigida

Ad accrescere ulteriormente il peso dell’edizione 2026 era stata, già in apertura, la presenza del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, intervenuto al taglio del nastro inaugurale.

La presenza delle istituzioni, insieme a quella di associazioni di categoria, operatori economici e rappresentanti del territorio, ha contribuito a rafforzare l’immagine della manifestazione come piattaforma stabile di dialogo per l’intero settore.

Castellani: “Oggi non è soltanto una fiera”

A tracciare il bilancio della 14ª edizione è stato Andrea Castellani, organizzatore della manifestazione, che ha sottolineato l’evoluzione vissuta da Caccia Village nel corso degli anni. 

“Siamo felicissimi del riscontro che anche in questa edizione abbiamo avuto dal pubblico e dagli espositori - afferma Andrea Castellani -. Pur non perdendo il suo carattere informale e conviviale che la distingue da tutti gli altri eventi fieristici venatori italiani, sono orgoglioso di vedere come Caccia Village abbia saputo evolversi nel corso di queste 14 edizioni. Oggi non è soltanto una fiera, ma un punto di riferimento per il settore e uno spazio in cui istituzioni, associazioni e operatori si incontrano per costruire dialogo e contenuti”.

Tra sostenibilità, territorio e cultura venatoria

Uno dei segnali più evidenti emersi da questa edizione è il tentativo di leggere la manifestazione non più soltanto come evento fieristico, ma come momento di confronto su questioni che toccano direttamente il rapporto tra attività venatoria, ambiente e territorio. Sostenibilità, gestione faunistica, sicurezza alimentare, tutela del paesaggio rurale e valorizzazione delle economie locali sono stati al centro di molti degli incontri organizzati durante la tre giorni.

In questa prospettiva, Caccia Village si conferma non soltanto come una vetrina commerciale, ma come un luogo in cui il settore prova a raccontarsi in modo più ampio, rivendicando il proprio peso sociale, economico e territoriale.

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Francesco Mastrodicasa
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