Il “compra ora, paga dopo” non riguarda più soltanto smartphone, abbigliamento, elettrodomestici o viaggi.
Il meccanismo del Buy now pay later, conosciuto con l’acronimo Bnpl, sta progressivamente entrando anche nelle spese quotidiane e comincia a interessare perfino gli acquisti alimentari.
Una trasformazione che riguarda da vicino anche l’Umbria, dove il ricorso a questo tipo di credito sta crescendo rapidamente. In occasione del Black Friday 2025, la domanda regionale di Bnpl è aumentata del 30,7%, collocando l’Umbria tra le realtà italiane nelle quali la diffusione dello strumento ha mostrato una delle dinamiche più accentuate.
Il principio è apparentemente semplice: si acquista subito un bene e si divide il pagamento in più rate, generalmente senza interessi. L’automatismo dei sistemi digitali rende l’operazione estremamente facile e quasi impercettibile per il consumatore.
Ed è proprio questa semplicità a rappresentarne, contemporaneamente, la forza e il possibile rischio.

Nel 2025 il Bnpl ha raggiunto in Italia un valore prossimo ai 10 miliardi di euro, distribuito su circa 42 milioni di transazioni, con uno scontrino medio di 230 euro.
Secondo i dati richiamati da Banca d’Italia, la percentuale delle famiglie che ha utilizzato almeno una volta questa modalità di pagamento è passata dal 4% del 2022 al 30% del 2025, anche se circa due terzi degli utenti vi ricorrono soltanto occasionalmente.
La crescita umbra va quindi inserita in un fenomeno nazionale ormai molto ampio. Il dato regionale del Black Friday, con un aumento del 30,7%, mostra tuttavia come anche una realtà demograficamente contenuta sia entrata pienamente nella nuova cultura del credito digitale.

Il fenomeno diventa più significativo se osservato insieme all’andamento generale dell’indebitamento delle famiglie.
Nel 2025 il credito al consumo in Umbria è cresciuto del 5,1%, mentre i prestiti complessivi alle famiglie sono aumentati del 2,8%. Alla fine dell’anno, l’indebitamento delle famiglie rispetto al reddito disponibile era pari a circa il 48%.
Un’elaborazione Fabi sui dati del credito indica inoltre che lo stock del credito al consumo regionale è passato da 1,94 a 2,02 miliardi di euro in dodici mesi, con circa 80 milioni in più.
È importante mantenere distinti i due fenomeni: il credito al consumo comprende numerose forme di finanziamento e non coincide con il Buy now pay later. I numeri mostrano però un contesto nel quale le famiglie umbre ricorrono sempre più di frequente a strumenti che consentono di distribuire nel tempo il costo degli acquisti.
Un altro dato merita attenzione: la quota dei contratti di credito al consumo che hanno iniziato a registrare ritardi nei pagamenti è salita dal 4,1% del 2024 al 4,6% del 2025.
Il vero cambio di scenario arriva quando il Bnpl viene applicato non a una spesa straordinaria, ma a un bisogno ricorrente.
Rateizzare un televisore significa distribuire nel tempo il costo di un acquisto che normalmente viene effettuato una volta ogni diversi anni. Rateizzare il carrello del supermercato significa invece trasformare una spesa settimanale in una serie continua di piccoli debiti.
È qui che il meccanismo può diventare meno facilmente percepibile.
Una rata da poche decine di euro può apparire perfettamente sostenibile. Ma nel corso delle settimane possono sovrapporsi rate relative a più acquisti precedenti. Il rischio è quello di un accumulo progressivo: ogni singolo pagamento sembra modesto, mentre il totale degli impegni assunti può diventare significativo.
«Compra ora, paga dopo» è dunque una formula efficace commercialmente, ma il secondo termine dell’equazione rimane inevitabile: prima o poi bisogna pagare.
La facilità di accesso è uno degli elementi che richiedono maggiore attenzione.
Nella maggior parte dei casi basta selezionare l’opzione di pagamento, inserire i dati della carta o del conto e autorizzare gli addebiti automatici. L’acquisto viene concluso in pochi secondi e la percezione di aver acceso una forma di credito può risultare molto più debole rispetto a quella associata a un finanziamento tradizionale.
Particolarmente esposti sembrano essere i giovani.
Un’indagine nazionale del progetto “Pronti a contare”, realizzato dalle associazioni dei consumatori con il finanziamento del ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha rilevato un utilizzo del Bnpl nel 22% del campione. La percentuale sale però al 44% tra i 18 e i 24 anni e al 34,3% nella fascia tra 24 e 35 anni.
Il 30% degli intervistati dichiara inoltre di non conoscere i rischi collegati a questo strumento, mentre soltanto il 16,7% si considera completamente informato.
Per l’Umbria non si può parlare oggi di un’emergenza specifica legata al Bnpl. Non sono disponibili dati sufficientemente dettagliati per stabilire quante famiglie umbre utilizzino strumenti come Klarna, PayPal o Scalapay.
Esistono però tre segnali convergenti: la forte crescita della domanda durante il Black Friday, l’espansione del credito al consumo e l’aumento dei contratti che iniziano a mostrare ritardi nei rimborsi.
Il fenomeno merita quindi attenzione soprattutto mentre il Bnpl si sposta dagli acquisti voluttuari verso quelli essenziali.
Anche il quadro normativo è destinato a cambiare.
Da novembre 2026, con l’applicazione della nuova direttiva europea sul credito ai consumatori, la Ccd2, gran parte delle operazioni di Buy now pay later sarà sottoposta a regole più stringenti.
Sono previste maggiori informazioni per i clienti e valutazioni più rigorose della capacità di rimborso.
L’obiettivo è impedire che la facilità tecnica del pagamento faccia dimenticare la sua natura economica.
Perché anche quando non ci sono interessi, una rata resta un debito. E quando a essere rateizzato non è più un acquisto eccezionale ma la spesa alimentare, il fenomeno smette di essere soltanto una nuova modalità di pagamento e diventa anche un indicatore delle difficoltà con cui una parte delle famiglie riesce a sostenere i consumi ordinari.