30 Aug, 2026 - 21:30

Ternana, Bruti il diamante grezzo rossoverde che Lisuzzo ha trasformato in terzino da gioielleria

Ternana, Bruti il diamante grezzo rossoverde che Lisuzzo ha trasformato in terzino da gioielleria

Alla fine, in un Liberati che ribolliva di caldo e passione, la Ternana è riuscita a prendersi i trentaduesimi di finale di Coppa Italia Serie D grazie al suo diamante grezzo più prezioso. L’1-0 porta la firma di Tiberio Bruti, classe 2008, protagonista assoluto del primo squillo ufficiale della nuova stagione rossoverde tra le mura amiche. In uno scenario da autentica pentola a pressione, dove ogni pallone giocato pesava come piombo per via del carico emotivo e delle aspettative della piazza, il successo casalingo non rappresenta soltanto un mero avanzamento nel tabellone, ma costituisce la prima manifestazione tangibile di un’identità corale. È la scintilla invocata a più riprese dal tecnico Andrea Lisuzzo, divampata dai piedi di un ragazzo che è stato tra i primissimi a legarsi contrattualmente al club e a credere nel nuovo corso, trasformandosi nell'uomo della provvidenza sotto gli occhi di una tifoseria che chiede prospettiva e riscatto.

Il lampo del talento nella morsa dell'afa estiva e la metamorfosi tattica voluta da Lisuzzo

La marcatura che ha risolto la contesa è il manifesto programmatico dell'impronta che lo staff tecnico intende conferire alla squadra: non un episodio fortuito, bensì il punto d’arrivo di una precisa idea di gioco. Nel cuore della ripresa, con i ritmi progressivamente logorati dalla calura implacabile di fine agosto e dalle scorie della preparazione, Tiberio Bruti ha sradicato il pallone dai piedi avversari, lo ha difeso con autorità, ha saltato l'uomo nell'uno contro uno e ha scagliato un diagonale chirurgico, una conclusione di pregevole caratura tecnica da posizione defilata e complessa.

Una prova di maturità e freddezza non comune per un calciatore di appena diciotto anni, capace di conservare lucidità mentre l'acido lattico appesantiva le gambe dell'intero collettivo. L'intuizione vincente nasce dal lavoro quotidiano svolto nelle ultime settimane: Andrea Lisuzzo lo ha gradualmente arretrato dal suo ruolo d’origine di mezzala o da esterno per trasformarlo in un terzino destro di spinta, ricevendo in cambio una prestazione fatta di dinamismo, rigore tattico e personalità. Per una rosa assemblata e al lavoro insieme da meno di un mese, il gol vittoria costituisce un'iniezione di fiducia indispensabile, certificando che la qualità tecnica e l'applicazione possono emergere anche nei momenti di maggiore affanno atletico.

La consapevolezza del protagonista tra adattamento tattico e il sogno realizzato sotto la curva

Nel post-partita, il giovane esterno ha commentato il proprio percorso di adattamento e l'emozione della prima marcatura ufficiale, rispondendo con disarmante naturalezza alle domande sul suo nuovo posizionamento in campo.

Come procede l'ambientamento nel ruolo di terzino rispetto alla posizione di centrocampista?

“nelle prime esercitazioni, a inizio stagione, quando il mister mi ha provato in questo nuovo ruolo ero un po' titubante, però piano piano, con il passare del tempo, mi sono abituato e alla fine mi sto trovando bene. Anzi, mi sto trovando sempre meglio”

Una prestazione di alto livello coronata dal gol qualificazione: che impatto ha avuto questo inizio di stagione soprattutto nella acquisizione delle skill che Lisuzzo ti sta chiedendo di acquisire?

“Sì, il mister ha delle idee, diciamo, un po' complesse, però piano piano... abbiamo iniziato anche un po' tardi, da neanche un mese. Però piano piano le sue idee stanno entrando nella nostra mente e ci stiamo trovando sempre meglio. Bisogna anche prendere un po' di condizione perché, avendo iniziato da poco, le gambe sono un po' pesanti, però con il passare del tempo andrà sempre meglio. Alla fine si creeranno i giusti automastismi. L'addestramento a certi automatismi continua costante".

Sei consapevole dell'importanza del lavoro svolto oggi in campo?

“Sì, certo, certo. Ne sono consapevole.Ho dato e darò sempre tutto”.

Eri stato il primo a firmare nella sede della società, insieme a Camozzi Mais: avresti mai immaginato un debutto con gol decisivo al Liberati?

“No, neanche nel miglior sogno possibile avrei immaginato un esordio così al Liberati, però è andata bene, sono molto felice e si festeggia, soprattutto dopo un gol così sotto la nostra curva e il passaggio del turno".

A chi va la dedica per questa rete?

“Lo dedico a tutti i compagni, alla famiglia che mi viene sempre a vedere e soprattutto a tutti i compagni con cui lavoriamo insieme ogni giorno".

Cosa intendi quando parli di concetti e richieste complesse da parte del mister?

“Il mister ha delle idee che si basano su un calcio avanzato, in cui bisogna sapersi adattare a diverse situazioni, essere dominanti nella fase di possesso e andare subito ad aggredire quando perdiamo il pallone per riconquistarlo. Tutto questo passa per il lavoro, l'allenamento, l'attitudine al sacrificio, qualche volta anche attraverso qualche esercizio abbastanza difficile. Però piano piano gli esercizi si imparano, quindi con il tempo, in confronto all'inizio, già stiamo andando molto meglio e con il passare del tempo si imparerà tutto”.

La gestione del giovane "canterano" secondo Andrea Lisuzzo tra duttilità e valorizzazione della corsa

In sala stampa, l'allenatore Andrea Lisuzzo ha analizzato la crescita del gruppo e la prova dell'autore del gol, rimarcando la necessità di non apporre etichette precoci ai giovani talenti per salvaguardarne lo sviluppo atletico e mentale.

Il tecnico ha posto l'accento sulla delicatezza del momento formativo: “Con Tiberio stiamo facendo un percorso. Questo percorso inserisce un ragazzo del 2008, quindi molto molto giovane, in un contesto organizzato che gli ha dato lo sparito per cantare la sua musica". 

Rifiutando categorizzazioni rigide, il mister ha poi chiarito le ragioni dello spostamento sulla linea laterale: “Non mi va di classificarlo quinto, terzino, esterno, comunque lui è un giocatore di corsia. Secondo me ha le qualità, a livello di performance ha dei numeri importanti, quindi l'abbiamo soltanto messo dove poteva cantare e l'abbiamo fatto cantare.” Una lettura che premia la generosità atletica e la capacità di coprire la fascia garantendo profondità e copertura.

Secondo l'allenatore, vincolare rigidamente un prospetto a un unico compito tattico nelle fasi iniziali di carriera rischia di limitarne il potenziale, laddove la duttilità rappresenta invece una risorsa primaria. A fare la differenza, in questo senso, è stata la predisposizione mentale mostrata dal giocatore: “Io credo che lui si sia mentalizzato sul lavorare su una zona specifica di campo, ma che poi lo porta sicuramente a esprimere le sue qualità”.

Ripresa dei lavori ad Arrone e orizzonti dei trentaduesimi: la formula territoriale del torneo

Incamerata la qualificazione, il programma stilato dallo staff tecnico prevede una giornata di riposo prima della ripresa delle sedute di allenamento, fissata per martedì sul campo di Arrone, dove scatterà la marcia di avvicinamento all'avvio del campionato.

Sul fronte della Coppa Italia Serie D, la competizione entrerà nel vivo con i trentaduesimi di finale, programmati per mercoledì 7 ottobre. Il regolamento non prevede un sorteggio integrale tra le sessantaquattro formazioni qualificate: il tabellone viene infatti strutturato secondo precisi criteri di vicinanza geografica per contenere le distanze delle trasferte. La Ternana sarà pertanto inserita in un raggruppamento dell’area Centro Italia, affrontando con ogni probabilità una compagine proveniente da Umbria, Lazio, Toscana, Marche o Abruzzo. L'unico sortetto effettivo determinerà l'ordine di svolgimento del match, stabilendo chi disputerà la gara secca tra le mura amiche e chi in trasferta.

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Federico Zacaglioni
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