02 Jan, 2026 - 14:30

Botti vietati a Gubbio, ma pochi rispettano l’ordinanza: il Fante del Monumento “scende” dal piedistallo e zittisce tutti

Botti vietati a Gubbio, ma pochi rispettano l’ordinanza: il Fante del Monumento “scende” dal piedistallo e zittisce tutti

Il divieto del Sindaco e la realtà dei fatti

Ordinanza firmata, comunicati diffusi, appelli al senso civico ripetuti con la solennità delle grandi occasioni: niente botti nel Centro Storico di Gubbio, nemmeno quelli cosiddetti “legali”.
Il provvedimento del Sindaco Vittorio Fiorucci è stato chiaro: all’interno della cinta muraria trecentesca spari, esplosioni e simili manifestazioni di gioioso fragore sono severamente vietati.
Motivazioni? Tutte legittime: sicurezza, rischio incendi, tutela degli animali, rispetto dei residenti, decoro urbano.

Poi… è arrivata la realtà.
Ed è stato subito Capodanno.

Perché, al di là delle carte bollate, i festaioli eugubini si sono dimostrati più rumorosi delle migliori intenzioni istituzionali. I botti hanno risuonato, eccome. Forse con minore intensità del passato, ma sicuramente con sufficiente convinzione da far vibrare vicoli, piazze e persino qualche balcone.

Quando la storia “scende” in strada

Ed è qui che entra in scena lui: il Fante del Monumento ai Caduti, quello che da 102 anni guarda severo Piazza Quaranta Martiri.
Un pezzo di storia cittadina, un simbolo solenne nato dopo le delibere del Consiglio comunale del 16 dicembre 1918, inaugurato il 16 maggio 1924 alla presenza di Re Vittorio Emanuele III.
Opera prima affidata allo scultore Ubaldo Pizzicchelli e poi passata nelle mani di Enrico Cagianelli, perugino adottivamente eugubino, è da sempre lì, immobile, a ricordare valori ben più alti di una miccia accesa.

Ma questa volta no.
Questa volta, grazie a un geniale scherzo digitale, il Fante ha deciso di muoversi davvero.

Il “miracolo” del videomaker Goobbeeo

Un creativo che si fa chiamare “Goobbeeo” ha pensato bene di prendere sul serio il problema dei botti. Non con editoriali, non con prediche, non con appelli indignati.
No, lui ha scelto la via dell’ironia e dell’immaginazione.

Nel suo video – ripreso e rilanciato dal blogger Giancarlo Piergianco Piergentili su RAL TV – accade l’impensabile:
il Fante, stanco di sentire esplosioni, petardi e boati festaioli, salta giù dal piedistallo con un gesto atletico degno dei migliori film d’azione.

Cammina serio, rigido, autorevole, col fucile in pugno.
Raggiunge un gruppo di rumorosi giovani e, senza bisogno di pronunciare una parola, fa segno di tacere.
Silenzio. Rispetto. Fine del rumore.
Un miracolo civico compiuto non dai vigili, non dalle sanzioni, ma… dalla memoria storica che prende vita.

Gubbio tra ironia, rispetto e buon senso

Il video è diventato virale perché intelligente, ironico e profondamente “eugubino”.
Non urla, non accusa, non aggredisce. Semplicemente, ricorda.

Ricorda che sotto quella statua c’è una storia vera, fatta di sacrifici, sangue e dignità.
Ricorda che il Centro Storico non è un parco giochi ma un luogo di identità, cultura e rispetto.
Ricorda che la libertà di festeggiare non può trasformarsi nel diritto di disturbare.

Come scriverebbe qualcuno: “Il Fante non chiede silenzio per sé, ma per rispetto di chi Gubbio l’ha difesa davvero.”

Ordinanza ignorata… ma forse non invano

Sì, è vero: l’ordinanza è stata ampiamente disattesa.
Sì, è vero: controllare tutto è impossibile.
Sì, è vero: la tradizione dei botti è dura a morire.

Ma forse, il gesto simbolico creato da Goobbeeo ha raggiunto più coscienze di tanti divieti.
Perché l’ironia a volte educa più delle minacce di multa.
Perché vedere un monumento “scendere” tra la gente per chiedere rispetto colpisce e fa pensare.

Un augurio per il prossimo anno

Che sia una lezione per tutti: rispettare il Centro Storico significa rispettare Gubbio, i suoi cittadini, la sua storia.

Forse il prossimo anno non serviranno ordinanze, controlli serrati e raccomandazioni infinite.
Forse basterà ricordare quell’immagine: il Fante che scende, guarda negli occhi i rumorosi festaioli e con calma ferma ma sorridente, sembra dire: “Ragazzi… festa sì. Ma con rispetto.”

E chissà che, davvero, un personaggio così autorevole non riesca dove i divieti hanno fallito.

AUTORE
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Mario Farneti
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